Alcuni già calcano i campi della Premier (non per niente l’Inghilterra si è confermata campione ai supplementari contro la Germania), altri si sono fatti notare in Bundesliga o Ligue 1, ma tutti hanno in comune una cosa: hanno acceso l’Europeo Under 21. In palio non c’era solo la coppa, ma anche un posto nel calcio che conta davvero, quello dei big. Per molti questo torneo è stato una Woodstock del pallone, un palco perfetto per chi sogna di diventare headliner. Ecco 10 profili che hanno lasciato il segno.
Harvey Elliott (Inghilterra)
Esordio in Premier a 16 anni, pianto in diretta per il primo gol col Liverpool e talento da vendere. Classe 2003, Elliott ha vissuto una stagione da comprimario con i Reds, ma all’Europeo è stato devastante: gol decisivo ai quarti contro la Spagna, doppietta all’Olanda in semifinale e sigillo in finale contro la Germania. Stregò Klopp, oggi strega il mercato.
James McAtee (Inghilterra)
Guardiola l’ha blindato a inizio stagione, e lui ha risposto da capitano dell’Inghilterra U21 con giocate da veterano. Classe 2002, polivalente e creativo, può agire ovunque dalla trequarti in su. Ha aperto la sfida ai quarti con la Spagna e messo in mostra tecnica, visione e freddezza.
Ethan Nwaneri (Inghilterra)
A 15 anni e 181 giorni è diventato il più giovane esordiente della Premier. Ora, a 17, è una certezza dell’Arsenal. Arteta lo gestisce con cura, ma lui ha già mostrato giocate da numero 10. In stagione: 39 presenze, 10 gol. Il compito dei compiti è finito, è iniziata la carriera.
Archie Grey (Inghilterra)
Classe 2006, 48 milioni pagati dal Tottenham, erede designato della mediana inglese. Dopo 40 presenze col Leeds, Grey si è preso la scena: pensiero rapido, geometrie pulite e personalità. Una curiosità: nonno, padre e fratello hanno giocato per la Scozia. Ma lui, per ora, è l’anima del centrocampo inglese.
Jorrel Hato (Olanda)
Ha appena preso la patente, ma guida già la difesa dell’Ajax e dell’Olanda U21. Capitano, carisma e letture difensive da veterano. Con Farioli è esploso definitivamente, tanto da guadagnarsi anche la chiamata in nazionale maggiore. A 18 anni, ha già la testa da leader.
Luciano Valente (Olanda)
Mezzala classe 2003, doppio passaporto (padre romano, madre olandese), ha vestito l’azzurro prima di scegliere i Paesi Bassi. Nato e cresciuto a Groningen, ha firmato 2 gol e un assist all’Europeo, convincendo scout da tutta Europa. La Lazio lo tiene d’occhio.
Nick Woltemade (Germania)
7 gol, 4 assist e titolo di MVP del torneo: la Germania lo ha seguito fino alla finale, trascinata dalle sue giocate. Attaccante classe 2002, alto e magro stile Crouch, ma rapido e dotato di un’ottima visione. Lo vuole mezza Europa, anche l’Inter lo segue con attenzione.
Nelson Weiper (Germania)
Classe 2005, centravanti vecchio stampo: fisico imponente, fiuto del gol, killer in area. In Bundesliga ha segnato 3 volte in 25 presenze, ma all’Europeo è esploso: gol a Italia, Francia e Inghilterra. Ha tutto per diventare un riferimento nel prossimo decennio.
Mathys Tel (Francia)
Difensore fino a 15 anni, poi il Rennes lo ha provato davanti. Risultato? Fenomeno in attacco. Il Bayern Monaco lo ha preso per 30 milioni, poi lo ha ceduto in prestito al Tottenham. Tel ha qualità fisiche e tecniche da top player, e all’Europeo ha mostrato un repertorio completo e devastante.
Djaoui Cissé (Francia)
Ultimo prodotto del vivaio del Rennes, box to box moderno, efficace in entrambe le fasi. A 21 anni ha già raccolto 3 gol e 1 assist all’Europeo, facendo lievitare il suo valore. Tatticamente intelligente e atleticamente esplosivo, è un nome su molti taccuini internazionali.
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