Milano, 9 aprile 2025. Il Cagliari Primavera si è appena imposto sul Milan, all’Arena Civica. L’atmosfera, per chiunque si trovi lì quel pomeriggio in quanto legato ai colori rossoblù – tesserati, tifosi, addetti ai lavori – è frizzante. La sensazione di assistere in prima persona a una pagina storica è appagante, bellissima. I ragazzi di Fabio Pisacane ricevono la Coppa Italia di categoria e può iniziare la meritatissima festa. Si possono scorgere mille e un dettaglio, destinati a rimanere incastonati nella mente. L’emozione, per chi scrive e si trovava lì due mesi fa, è tanta, diventa difficile da controllare: però il cronista deve comunque cercare di portare il lavoro a casa, pensando a come offrire nel modo migliore possibile il racconto a chi non ha potuto esserci.
Le notizie delle ultime ore sulla panchina della prima squadra per il post Nicola avvolgono la figura di Pisacane. Naturale, in casi come questi, chiedersi se si tratti di una scelta rischiosa da parte della società. Perplessità che nascono dalla profonda differenza che il tecnico dovrebbe affrontare passando dalla Primavera alla Serie A, il timore che un’esperienza simile possa rivelarsi davvero ostica. I segnali indicano questa strada: la decisione parrebbe tutta sulle spalle di Tommaso Giulini, nel probabile tentativo di tracciare una strada nuova nel solco del buono fatto dalla Primavera. Scelta dettata da un’emozione forte, che ha preso forma in un determinato momento di quel pomeriggio.
La certezza, nell’attesa di poter chiedere conferma o smentita al presidente, non c’è. Però sembra naturale che optare per questa soluzione, tutt’altro che scontata, possa essere nata perché sono state toccate certe corde. Spiego meglio il perché sono convinto di ciò.
La pattuglia rossoblù è travolta dalla gioia del trionfo. Tommaso Giulini è in disparte, in silenzio: mi ritrovo accanto a lui quasi senza accorgermene. Con educazione lo saluto, gli stringo la mano dicendo (con un sorriso gigante): “Che bella giornata, presidente. Non trova?“.
“Finalmente. Una bella giornata, che aspettavamo da tanto tempo“.
Le parole dicono tanto, ma non il resto che viene completato dal suo sguardo commosso e profondamente orgoglioso. Il presidente se la sta proprio gustando. Roberto Muzzi deve insistere, e non poco, per fargli prendere la Coppa e concedersi alle foto.
Forse Giulini, dopo la stagione del post Ranieri che ha rivelato una temperatura un po’ rigida, ha deciso di cambiare completamente strada ora ma l’idea potrebbe essersi fatta largo quel 9 aprile. Fabio Pisacane è un giovane allenatore entusiasta, che sa trasferire profondità e passione, e conosce molto bene Cagliari. Una città che ha adottato lui e la sua bella famiglia, che ne ha ospitato le pagine più importanti come calciatore. La palla di vetro non ce l’ha nessuno: è necessario attendere il corso degli eventi. In primis, che la nomina diventi ufficiale.
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