Storicamente, un giocatore che divide il tifo cagliaritano e gli addetti ai lavori. Chi scrive conferma per coerenza ciò che ha sempre sostenuto: Deiola sa già per conto suo di non essere un campione baciato dal genio, dalla tecnica sopraffina e dai grandi colpi. La critica, se portata in maniera sana, è sacrosanta. Lui sa che deve portare la pagnotta a casa utilizzando altre vie, che passano per impegno, corsa, inserimenti e qualche gol che non guasta mai. In tal senso, da sottolineare il destro a giro contro il Venezia.
Ha ammesso pubblicamente la sofferenza provata nel recente passato per gli attacchi social sul suo rendimento, ben oltre il limite della decenza: una piaga del nostro tempo. Il prolungamento del contratto con il Cagliari fino al 2029, siglato il mese scorso, premia il suo senso di appartenenza totale alla causa e il non sottrarsi mai quando c’è da mettere la faccia davanti ai microfoni. Gli occorrono due presenze per arrivare a quota 200 in gare ufficiali con questi colori, con cui ha debuttato nell’agosto 2015.