Oggi in Cristo

Cammini come lui?


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Da questo sappiamo che l'abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti.
Chi dice: «Io l'ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti,
è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente completo.
Da questo conosciamo che siamo in lui: chi dice di rimanere in lui, deve camminare com'egli camminò.
Carissimi, non vi scrivo un comandamento nuovo, ma un comandamento vecchio che avevate fin da principio: il comandamento vecchio è la parola che avete udita.
E tuttavia è un comandamento nuovo che io vi scrivo, il che è vero in lui e in voi;
perché le tenebre stanno passando, e già risplende la vera luce.
Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre.
Chi ama suo fratello rimane nella luce e non c'è nulla in lui che lo faccia inciampare.
Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.
---
(1 Giovanni 2:3-11 - La Bibbia)

Indice della serie sulla prima lettera di Giovanni

Questo brano afferma una realtà fondamentale della fede: la fede e le opere di una persona sono intimamente connesse. Per Giovanni, se abbiamo conosciuto Dio, ovvero se abbiamo una relazione con Dio, ubbidiremo alla sua voce osservando i suoi comandamenti. Sembrerebbe ovvio...

Eppure molti al giorno d'oggi metterebbero in dubbio questo principio. Infatti, soprattutto nel mondo occidentale tendiamo a pensare che credere in Dio sia qualcosa di intimo, personale, quasi invisibile agli altri, indipendente dalle nostre azioni.

Giovanni, come il resto degli scrittori neotestamentari ispirati da Dio, conosceva la potenza di Dio e il suo modo di operare nell'uomo. Egli sapeva che, quando l'amore di Dio illuminava la vita di un uomo, questo amore lo pervadeva al punto da trasformarlo, rendendolo partecipe della natura divina. L'uomo che incontra Dio diventa una nuova creatura capace di lasciare che l'amore di Dio fluisca attraverso di lui. Pertanto la presenza dell'amore di Dio in una persona non potrà fare altro che manifestarsi nel suo modo di vivere! Il dire e il fare in qualche modo devono andare insieme.

Il riferimento della nuova creatura non potrebbe essere nessun altro che il Signore Gesù che vuole manifestare la sua vita in lui. Per questo motivo, come leggiamo in questi versi, colui che ha incontrato Dio comincia un cammino che lo renderà sempre più simile a Gesù. Se ci pensiamo, questo pensiero è logico, infatti quale vita in noi potrà produrre lo Spirito Santo se non una vita che assomiglia a quella del nostro salvatore Gesù Cristo? Non deve quindi stupire il fatto che Giovanni dica "chi dice di rimanere in lui, deve camminare com'egli camminò". Ciò che sembra impossibile all'uomo è infatti possibile a Dio che opera attraverso lo Spirito Santo in noi.

L'apostolo Giovanni voleva togliere ogni dubbio a chi avesse pensato che la fede in Dio potesse essere ridotta ad un concetto teorico. In quel tempo alcuni cominciavano ad essere influenzati dall'eresia gnostica che prometteva alle persone un grado di conoscenza più elevato ma allo stesso tempo sminuiva la persona di Gesù negando di fatto l'incarnazione, attraverso una netta separazione tra l'umano e il divino. Spesso coloro che professavano tali dottrine si sentivano superiori agli altri e disprezzavano gli altri cristiani. Giovanni, in maniera semplice, voleva evidenziare che c'era qualcosa che non andava in quel tipo di credo e che proprio il loro comportamento e la loro mancanza di amore mettevano in luce quanto fossero false e pericolose le loro dottrine. Essi dicevano di amare Dio ma odiavano i propri fratelli e questa era una contraddizione inaccettabile!

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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana