Benvenuti su Indizi di futuro, oggi e domenica 13 giugno 2021, io sono Roberto e questo è il podcast che indaga il presente per immaginare come sarà il domani. Ogni mattina alcune notizie dei principali quotidiani si trasformano in una scintilla che accende un faro sul divenire della nostra società.
Il Magdalen College dell’Università di Oxford, è un collegio inglese fondato sotto il regno di Enrico VI quindi con sette secoli di storia, un’istituzione che ha il sapore della tradizione inglese e il cui edificio, la cui struttura, riflette perfettamente i fasti e il rigore di un epoca. Ospita gli studenti dell’Università di Oxford.
La notizia che lo riguarda è piccola, molto piccola, tanto da non prendere la ribalta dei giornali, ma esplicativa del particolare momento che viviamo, perché anche dal punto di vista culturale il fermento, il ribollio, il desiderio di cambiamento investe ogni luogo della terra e ogni ambito.
Bene al Magdalen college c’è una stanza comune, e in questa stanza comune c’è esposta una immagine, una fotografia della Regina Elisabetta.
Potete immaginare l’attaccamento alle tradizioni degli inglesi, specie in alcuni settori dove l’avere una storia ha un valore, come nei collegi e nelle scuole. In particolare il college in questione pare così restio a fare cambiamenti che soltanto nel 1988, ha ammesso le donne, ed è stato l’ultimo college a Oxford a farlo.
Ciò premesso, è stato indetto un referendum fra gli studenti che utilizzano quella stanza, sul da farsi dell’immagine di cui abbiamo fatto menzione, poiché era stato sollevato il problema che la regina rappresentava e ricordava l’epoca coloniale e quindi avrebbe potuto creare disagio fra gli studenti.
La vittoria di coloro che erano favorevoli a togliere la fotografia è stata netta, e così con cura è stata riposta in qualche magazzino.
Le radici colonialiste della corona sono note, ma un effetto domino sulla presenza dell’immagine della Regina avrebbe pesanti ripercussioni, pensate e monete e francobolli per esempio, nonché a ciò che rappresentano alcune tradizioni che nella corona vedono la loro giustificazione.
Il dibattito sugli errori del passato è vivo, ma è indubbio che se il boicottaggio può avere valide ragioni per indirizzare la cultura, giudicare sulla base del pensiero attuale quanto accaduto nel tempo, è come ritenere che nessuno conoscesse la geografia in epoca precolombiana, visto che non immaginavano la presenza di quelli che ora sono gli Stati Uniti.
In un certo momento della storia, i paesi europei cercarono materie prima, spezie, cercarono nuovi insediamenti dove poter iniziare una nuova vita, spesso hanno iniziato il processo semplici porti al servizio delle navi, attorno ai quali si sono erette città, in altri casi sono state le praterie vergini dove allevare o coltivare, dove costruire il proprio futuro, a costituire villaggi e paesi.
Spesso gli indigeni, ovvero gli abitanti del luogo, hanno subito gravi soprusi, altre volte hanno giovato dell’arrivo di altri popoli, in ogni caso è accaduto, come sono accadute le guerre. Le colpe dei padri possono essere imputate ai figli? Perché il tempo rende la stessa persona una persona diversa, e ciò che non era colpa in un certo momento lo può diventare in altro momento.
Pensate agli abiti attuali indossati in altri tempi, oppure ancor oggi in altri luoghi, ad esempio una minigonna in un paese la cui religione la vieta. Forse è il momento di guardare al passato per non ripetere più gli errori commessi, ma con il fine di costruire un futuro migliore e non di cercare vendetta per le male azioni compiute.
A domani