Questa settimana parliamo con una persona che il carcere l’ha vissuto per essere stato detenuto circa sei mesi nella casa circondariale di Uta a Cagliari. E’ un giovane uomo, omosessuale, che soffre di disturbi psichici, molto simpatico, che nella vita libera frequenta i mercatini per vendere e acquistare oggetti di antiquariato. Un giovane uomo che un bel giorno del marzo 2018 viene portato dai carabinieri in Istituto dopo aver passato un anno e tre mesi ai domiciliari. Huber, questo è il suo nome di fantasia, ci racconta il momento dell’arresto e come ha vissuto la detenzione. Un’esperienza, per lui che ha un grande senso di umanità, tutto sommato positiva per le amicizie che in quel luogo è riuscito a stringere. Certo, una carcerazione che nulla a che fare con ciò che prevede il nostro ordinamento ai fini della funzione risocializzante della pena, ma è positivo che lui ce l’abbia fatta nonostante tutto anche in considerazione del fatto che, quando è entrato in carcere, è stato subito segnalato dal medico come persona da tenere sotto osservazione per il rischio suicidario.