Questa settimana parliamo della retribuzione che spetta ai detenuti che lavorano in carcere con l’avv. Giorgio Marchetti, dell’Ordine degli avvocati di Macerata. L'avv. Marchetti si è infatti occupato della vicenda di un detenuto di Ancona che per un periodo ha svolto le mansioni di assistente alla persona di altri due detenuti gravemente invalidi. La retribuzione ricevuta dall’Amministrazione penitenziaria però non è stata ritenuta adeguata alle ore di lavoro effettivamente svolto, ma decisamente incongrua e così, il detenuto si è rivolto al competente Tribunale del lavoro di Roma che ha accolto il suo ricorso condannando l’Amministrazione penitenziaria a pagargli una somma pari a 12.636 euro per le ore effettivamente lavorate, oltre alle ferie maturate e non godute e agli interessi legali. L’avv. Marchetti fornisce utili informazioni su come un detenuto possa difendersi nei casi di abuso anche perché l’Ordinamento penitenziario stabilisce 1) che il lavoro è uno degli elementi principali del trattamento 2) che il lavoro non può avere carattere afflittivo 3) che le mercedi (cioè, la retribuzione) devono corrispondere alla quantità e qualità del lavoro effettivamente prestato, alla organizzazione e al tipo del lavoro del detenuto in misura non inferiore ai due terzi del trattamento economico previsto dai contratti collettivi di lavoro.