Carta d'imbarco

Carta d'imbarco

By Radio Vaticana - Vatican NewsNews
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Carta d'imbarco episodes

  • Ep. 17 - Carta d'imbarco - Portogallo - 6 agosto 2023
    Il racconto dell'ultima giornata del viaggio in Portogallo di Papa Francesco, che è anche la chiusura della 37.ma GMG, si apre con il ritmo travolgente del prete DJ padre Peixoto che sveglia un milione e mezzo di giovani che hanno dormito nel parco Tejo in attesa della Messa finale. Il nostro inviato Alessandro Di Bussolo raccoglie i commenti di ragazzi e ragazze italiani presenti: Enrico di Alba parla "di una gioia che ripaga da tutte le fatiche", Maria da Reggio Calabria sottolinea invece l'importanza della gratitudine al termine di questa esperienza. 
    Prima dell'Angelus poi, Papa Francesco annuncia che la GMG del 2027 sarà in Asia, in Corea del Sud e ricorda l'appuntamento con il Giubileo dei giovani a Roma nel 2025. Al microfono dei nostri inviati, l'arcivescovo di Seoul invita i giovani italiani a scoprire la cultura e la bellezza della Corea, mentre il Patriarca di Lisbona traccia un bilancio molto positivo della GMG usando le parole "gioa, convinzione e profezia". 
    L'ultimo atto dei cinque giorni del 42.mo viaggio del Papa è l'incontro con i 25mila volontari che hanno reso possibile questo evento internazionale e che Francesco invita a essere "surfisti dell'amore" auspicando che il loro servizio sia la prima di "tante onde di bene". Sul volo di ritorno, il Papa, rispondendo alle domande dei giornalisti, spiega, tra l'altro, perché ha preferito parlare a braccio ai giovani e ricorda "che sono sempre una sorpresa" ma sono "il futuro". La vera sfida per la Chiesa è accompagnarli. 
    A cura di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco
    11 min
  • Ep. 16 - Carta d'imbarco - Portogallo - 5 agosto 2023
    Parte da Fatima, il racconto della quarta giornata del viaggio di Papa Francesco in Portogallo per la 37.ma GMG. Il nostro inviato Alessandro Di Bussolo si sofferma su uno dei momenti più intensi del Rosario con i giovani ammalati presieduto dal Pontefice presso la Cappella delle Apparizioni del Santuario mariano: l'Ave Maria faticoso ma forse più potente degli altri di Maria Rosaria, disabile 43enne di Napoli che con il suo coraggio e la sua fede commuove i duecentomila pellegrini presenti, compreso il nostro inviato. "Penso - racconta - che la preghiera del Mistero della Nascita di Gesù sia dedicata proprio ai giovani malati e disabili, affinché sentano il sostegno e il conforto di tutti e non siano vittime di discriminazione".
    La scena poi si sposta di nuovo a Lisbona, dove centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi (saranno un milione e mezzo alla fine) sono in cammino verso il Parco Tejo, sulle rive del Tago, per la Veglia e la Messa di invio, il culmine di ogni Giornata Mondiale della Gioventù. Arriva Francesco e inizia l'incontro, fatto di musica, danza, preghiera e testimonianze. Tra queste spicca quella di Marta, dal Mozambico, che ha perso il padre ucciso dalle bande armate, ed è fuggita nella foresta col resto della famiglia. Ma non ha mai perso la fede e la speranza. Anche a lei, il Papa ricorda che la gioia del messaggio di Cristo deve essere portata agli altri, "perché la gioia è missionaria". 
    A cura di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco
    9 min
  • Ep. 15 - Carta d'imbarco - Portogallo - 4 agosto 2023
    L'anziano Pontefice "circondato sul palco da 50 ballerini, di 21 Paesi del mondo, protagonisti dello spettacolo che ha animato la Via Crucis alla Colina do Encontro di Lisbona e 800 mila giovani commossi, con tanti che fanno il segno del cuore con le mani". Si apre con questa immagine della preghiera della Via Dolorosa, recitata da Francesco al "Parque Eduardo VII" della capitale portoghese, il racconto della terza giornata del suo viaggio in Portogallo, per la 37.ma GMG. Il nostro inviato Alessandro Di Bussolo spiega che per le ragazze e i ragazzi presenti, Francesco "è un padre che consola," e che indica in Gesù il compagno “nell’oscurità che ci porta al pianto”.
    Consolazione di Cristo è anche la "gioia ritrovata" di chi, nel giardino Vasco de Gama, esce - dopo essersi confessato - da una delle 150 piccole strutture in legno bianche e gialle allestite per il sacramento della Riconciliazione, la mattina di venerdì 4 agosto. Yesvi, dal Guatemala, Francisco, spagnolo e il 19enne italiano Samuel, raccontano l'emozione di ricevere il perdono di Dio, nel confessionale, proprio dal Papa. 
    Sempre in mattinata, Francesco raggiunge il quartiere periferico di Serafina, dove, nella parrocchia locale, incontra responsabili, operatori e assistiti di alcuni centri di assistenza e di carità. Qui, Francesco invita all’amore "concreto per gli altri, quello che si sporca le mani”, e chiede di riflettere se invece non siamo di quelli disgustati dalla povertà degli altri, che cercano la vita “distillata”, che non esiste nella realtà.
    A cura di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco
    10 min
  • Ep. 14 - Carta d'imbarco - Portogallo - 3 agosto 2023
    Gli incontri con i giovani universitari presso la “Universidade Católica Portuguesa”, con quelli di Scholas Occurentes e, soprattutto, la cerimonia di accoglienza nel “Parque Eduardo VII”. Sono questi gli eventi della seconda giornata del 42.mo viaggio apostolico di Papa Francesco in Portogallo, in occasione della XXXVII Giornata Mondiale della Gioventù, attraverso cui si snoda la cronaca del nostro inviato Alessandro Di Bussolo. A fare da sfondo al suo racconto da Lisbona sono innanzitutto le note, risuonate nel “Parque Eduardo VII”, del musicista angolano Miguel Buila che trasmette un’energia contagiosa anche se non può alzarsi dalla sua sedia a rotelle.
    Il racconto prosegue con le testimonianze di un giovane francescano, fra Sebastiano Contri, e dell’ex prorettrice della Università Cattolica di Milano, Antonella Sciarrone, oggi sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Le loro parole si intrecciano con quelle di Papa Francesco che ai giovani, durante la cerimonia di accoglienza, ha detto: “Voi non siete qui per caso. Il Signore vi ha chiamati, non solo in questi giorni, ma dall’inizio dei vostri giorni. Sì, Lui vi ha chiamati per nome”. Al termine della giornata, il Pontefice ha abbracciato 40 ragazzi turchi di diverse Chiese cristiane, testimoni del dramma del terremoto verificatosi nella notte fra il 5 e il 6 febbraio scorsi.
    A cura di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco
     
    8 min
  • Ep. 13 - Carta d'imbarco - Portogallo - 2 agosto 2023
    La prima giornata del 42.mo Viaggio Apostolico di Papa Francesco, che torna in Portogallo sei anni dopo la visita a Fatima, è quella dell'atterraggio a Lisbona, dell'accoglienza ufficiale, dell'incontro con il presidente Marcelo Rebelo de Sousa, e del primo discorso alle autorità e alla società civile nel Centro culturale di Belém. Un'occasione per Francesco per ribadire, dalla città più occidentale d'Europa, il suo sogno per un vecchio continente che si riscopra giovane, per spegnere i focolai di guerra - come quella in Ucraina - e riaccendere la speranza. Ma il racconto del nostro inviato Alessandro Di Bussolo, si apre significativamente con una nota drammatica che dà però il senso della 37.ma Giornata Mondiale della Gioventù, il motivo di questo viaggio internazionale del Pontefice. Una collega di Radio Cope, durante il volo da Roma, ha consegnato a Francesco la lettera di un giovane religioso spagnolo, frà Pablo, morto per una sarcoma lo scorso 15 luglio, quando era appena entrato nell'ordine carmelitano. Pablo non è riuscito a realizzare il sogno di essere a Lisbona per la GMG, ma lascia nelle mani del Papa una straordinaria testimonianza di fede. “So per esperienza che nessuno può spegnere il fuoco interiore che può avere un giovane innamorato di Gesù. Prego il Signore che questo fuoco dell’amore di Dio arda a Lisbona, e come vorrei che i giovani conoscessero Gesù, il mio Amato! Mi ha dato tanto, mi ha consolato tanto, mi ha reso così felice!".
    Il nostro inviato segue e intervista poi, per le strade della capitale portoghese, le migliaia di giovani, provenienti da tutto il mondo, che vanno alle catechesi nelle parrocchie cittadine, cercando di capire quanto conta Dio nella vita delle giovani generazioni.
    La cronaca del primo giorno di Francesco a Lisbona si chiude con le parole pronunciate dal Papa nella bellissima chiesa del Monastero dos Jerònimos di Belém, dove celebra i Vespri con i vescovi del Portogallo e una rappresentanza del clero locale:  "La Chiesa non sia una dogana, per selezionare chi entra e chi no. Tutti, ciascuno con la sua vita sulle spalle, coi suoi peccati, così com’è, davanti a Dio, così com’è davanti alla vita… Tutti, tutti". Tornato in Nunziatura, il Pontefice incontra, per più di un’ora, in un clima di intenso ascolto, un gruppo di 13 persone, vittime di abuso da parte di membri del clero, accompagnate da alcuni rappresentanti delle istituzioni della Chiesa portoghese incaricate della tutela dei minori.
    A cura di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco
    10 min
  • Ep. 12 - Carta d'imbarco – Ungheria – 30 aprile 2023
    L'abbraccio di cinquantamila fedeli alla Messa nella Piazza Kossuth Lajos a Budapest e poi l'incontro con il mondo universitario e della cultura, all’Università cattolica “Péter Pázmány”. Nel terzo episodio del suo diario di viaggio In Ungheria, per seguire il 41mo viaggio apostolico di Papa Francesco, il nostro inviato Andrea De Angelis ripercorre i due momenti della giornata conclusiva. L'invito del Papa alla Chiesa locale - e a chi ha responsabilità politiche e sociali -  a tenere le "porte aperte" per essere inclusivi gli uni verso gli altri e il suo appello al Regina Caeli a a dare ai giovani un futuro di "culle e non di tombe". Poi, il monito al  mondo universitario e della cultura - sulla scorta delle parole dell’oracolo di Delfi: “Conosci te stesso” -  a "saper riconoscere i propri limiti e, di conseguenza, arginare la propria presunzione di autosufficienza". Infine, le parole del cardinale Péter Erdő, arcivescovo metropolita di Esztergom-Budapest e primate d'Ungheria, che traccia un bilancio del viaggio del Pontefice e ribadisce: "Gli ungheresi hanno gridato 'Papa Francesco, ti vogliamo bene', abbiamo sentito che lui rappresenta Cristo tra di noi".
    A cura di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco
     
     
    8 min
  • Ep. 11 - Carta d'imbarco – Ungheria – 29 aprile 2023
    Secondo giorno del Papa a Budapest, tanti gli appuntamenti in programma che Francesco vive con partecipazione e attenzione. Lo racconta anche il nostro inviato Andrea De Angelis, che sta seguendo dall’Ungheria il 41.mo viaggio apostolico. Poche le parole che il Papa spontaneamente rivolge ai bambini disabili e ipovedenti dell'istituto Beato László Batthyány-Strattmann ma cariche di gratitudine per i canti offerti; forte l’invito a seguire il cammino evangelico di san Francesco. Da qui alla chiesa di santa Elisabetta d’Ungheria per l’abbraccio con i poveri e i rifugiati, storie difficili come quelle di Zsuzsanna e József. Storie, anche grazie alla fede, di resilienza e rinascita. La giornata per il Papa si chiude al Papp László Budapest Sportarena, una prova generale della Gmg di Lisbona. Undicimila giovani ascoltano Francesco che li esorta ad abbassarsi verso gli altri, a puntare in alto ma sempre in dialogo con Dio. “Non abbiate paura – dice – di andare controcorrente, di trovare un tempo di silenzio ogni giorno per fermarvi e pregare”.
    A cura di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco
    8 min
  • Ep. 10 - Carta d'imbarco – Ungheria – 28 aprile 2023
    "Essere nel cuore dell'Europa significa anche ascoltare il ritmo dei cuori di chi ti circonda". Parte da questa riflessione il racconto del nostro inviato Andrea De Angelis, a Budapest, Ungheria, per seguire il 41mo Viaggio Apostolico di Francesco. Si parte dalle emozioni dei bambini che hanno salutato l'arrivo del Papa all'aeroporto della capitale ungherese offrendogli il pane, tradizionale simbolo di accoglienza. Poi, i cuori increduli e pieni di trepidazione dei giovani disabili e ipovedenti dell'istituto Beato László Batthyány-Strattmann che hanno preparato uno spettacolo musicale per ricevere Francesco, un ospite che mai si sarebbero immaginati di accogliere. E poi il cuore dei rifugiati, provenienti da Ucraina, Pakistan e altri Paesi che - dopo aver lasciato tutto ed essere fuggiti dalle loro case - ricevono la visita del Successore di Pietro nella Chiesa di S. Elisabetta di Budapest, nella terra che li ha accolti e soccorsi. Incontri che creano legami, ponti. Come quelli citati da Francesco nel suo primo discorso in Ungheria, rivolto alle autorità politiche, in cui - facendo riferimento alla guerra che infuria nella confinante Ucraina - ha rivolto una domanda all'Europa: "Dove sono gli sforzi creativi di pace?".
    A cura di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco
    6 min
  • Ep. 9 - Carta d'imbarco – Sud Sudan – 04 febbraio 2023
    Tra le ferite e le ricchezze del giovane Paese africano, Francesco trascorre la seconda giornata in Sud Sudan raccontata dalla nostra inviata Francesca Sabatinelli. Tra gli appuntamenti spiccano gli incontri con una Chiesa chiamata ad intercedere per il popolo, “ad alzare la voce – dice il Pontefice - contro l’ingiustizia e la prevaricazione, che schiacciano la gente e si servono della violenza per gestire gli affari all’ombra dei conflitti”. Un invito a non essere neutrali dinanzi al dolore. Un dolore ascoltato e accarezzato nell’incontro con gli sfollati a Giuba, nella Freedom Hall, da dove Francesco lancia un appello al mondo, con il cuore in mano, perché non si lasci solo questo Paese e si raccolga il desiderio di Johnson di avere più scuole e più campi di calcio per coltivare i sogni e prendersi il domani.
    A cura di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco
    7 min
  • Ep. 8 - Carta d'imbarco – Sud Sudan – 03 febbraio 2023
    L’arrivo all'aeroporto internazionale di Giuba e l’incontro con le autorità. È tra questi passi, i primi di un Pontefice in Sud Sudan, che si snoda il racconto della nostra inviata Francesca Sabatinelli nel giovane Paese africano. Un reportage in cui risuonano, tra canti e voci, le parole pronunciate da Papa Francesco nel giardino del Palazzo presidenziale: “È l’ora di dire basta, senza se e senza ma”. “Basta sangue versato, basta conflitti, basta violenze e accuse reciproche su chi le commette, basta lasciare il popolo assetato di pace. Basta distruzione, è l’ora della costruzione! Si getti alle spalle il tempo della guerra e sorga un tempo di pace!”. Parole che si riflettono anche nei volti pronti a vivere un altro atteso incontro: quello di Francesco con gli sfollati interni nella “Freedom Hall” a Giuba. Sguardi, quelli di quanti sono stati costretti a lasciare le loro case, che ci testimoniano come la guerra sia il tempo dell’orrore. Un tempo in cui persone, fratelli e sorelle, vengono uccise con un colpo alla nuca o dilaniati con un machete. Un tempo in cui, in Sud Sudan, i bambini vengono sepolti dai genitori con un lungo filo d’erba legato al polso. Un modo per sentirli tra le braccia semplicemente toccando quel filo. Ma la guerra è anche un tempo in cui, nonostante tutto, irrompe la speranza, l’insopprimibile luce del futuro.
    A cura di Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco
     
    8 min

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