Aspettiamo le vacanze per quasi 11 mesi all'anno, trasformando l'attesa in un vero e proprio secondo lavoro. Sogniamo mari cristallini, vette incontaminate, libri letti all'ombra o giornate intere senza sveglia. Ma quando finalmente stacchiamo la spina... siamo davvero capaci di rallentare?
La risposta breve è: quasi mai!
Ognuno di noi, una volta chiusa la valigia, attiva meccanismi di sopravvivenza (o di autodistruzione) del tutto personali.
Recentemente, il Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Puglia ha sollevato un tema fondamentale: l'importanza di imparare a rallentare.
Tuttavia, quando arrivano le tanto agognate ferie estive, mettere in pausa la mente si rivela spesso più complesso del previsto. Il modo in cui scegliamo di trascorrere il nostro tempo libero, la meta che prediligiamo e il tipo di compagnia con cui decidiamo di viaggiare dicono di noi molto più di quanto immaginiamo.
La vacanza diventa infatti uno specchio dei nostri bisogni emotivi, delle nostre ansie e delle nostre strategie di autoregolazione.
Nel nostro ultimo episodio di "In Viaggio con la Psicologia" e "Cazzeggiamente" analizziamo insieme i diversi pattern comportamentali tipici del periodo estivo (festivo).
Dall'ansia da prestazione trasferita sulle ferie alla de-eccitazione del sistema nervoso;
Dalle dinamiche di iper-responsabilizzazione nei gruppi alla tolleranza della solitudine.
Un'occasione per riflettere sul proprio stile di riposo e capire se la pausa estiva stia svolgendo la sua vera funzione rigenerativa.
In che "tipo psicologico" vi rivedete?
Parliamone..
Buon Ascolto!