Per la redazione Valentina Alberta dialoga con il Dott. Kuno Tarfusser, già sostituto procuratore generale a Milano e giudice alla Corte Penale Internazionale.
Il Dott. Tarfusser non esprime entusiasmo per la nuova riforma, ma il suo Sì al Referendum diventa una reazione all’“immobilismo” di un sistema che da decenni promette riforme senza mai realizzarle.
Il punto non è la perfezione della riforma, ma il rischio opposto. Un no, secondo Tarfusser, rafforzerebbe ulteriormente quel “potere giudiziario” che si esprime in un sistema segnato da correntismo, dinamiche interne opache e una gestione “arrogante e nepotistica”.
Il nodo, spiega, non è solo il rapporto con la politica, ma l’autonomia “verso l’interno”.
Sul fondo, una critica radicale: un’associazione come l’ANM che entra nell’agone politico e una magistratura che, nel difendere la propria indipendenza, rischia di perdere il senso del proprio limite.
“Eppur si muove” - dice Tarfusser - anche dentro un ordine giudiziario che definisce “l’ambito conservatore per eccellenza”.