CentoParole

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CentoParole episodes

  • Trent'anni con il Cavaliere: confidenze e segreti del cameraman di Silvio Berlusconi
    Una calza. Un pezzo di nylon tirato davanti all'obiettivo. E, magicamente, il volto diventa morbido, levigato. Per anni si è continuato a favoleggiare sul trucco utilizzato nel video della celebre «discesa in campo» di Silvio Berlusconi nel 1994. Ma era, appunto, una favola. Una leggenda. Così come racconta Roberto Gasparotti, l'uomo che fece quel video, e che per quasi 30 anni ha poi seguito e diretto ogni apparizione pubblica del Cavaliere: «Il 26 gennaio girammo il famoso video della discesa in campo. Alla fine, fu buona la prima. Si aprì il dibattito su quel video così patinato, e il giornalista del Tg1 Parolo Frajese fece una battuta: "Ah, lo so io perché l'immagine è così perfetta: perché hanno messo una calza davanti all'obiettivo". Quello di utilizzare un collant di nylon era un vecchio trucco cinematografico: serviva ad ammorbidire i tratti delle persone, soprattutto delle attrici. Credo di aver passato gli ultimi trent'anni a spiegare che la calza poteva funzionare solo con la pellicola: con una telecamera non era possibile utilizzare questi artifici, figuriamoci con l'attrezzatura dell'epoca, ancora più sensibile a ogni minimo disturbo. Se avessimo messo una calza, l'immagine sarebbe risultata tremolante, completamente flickerata, per effetto della maglia di nylon tesa sopra all'obiettivo». Il cameraman: «C'era piena fiducia tra noi. Berlusconi voleva piacere alle persone. E voleva in ogni occasione essere anche la notizia».
    In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Roberto Gasparotti, Il regista di Berlusconi. I segreti dei miei trent'anni con Silvio, pubblicato da Paperfirst.
    13 min
  • Centosei dollari sul conto, un copione e un sogno: come Sly Stallone diventò Rocky Balboa
    Settantadue gradini di pietra portano all’ingresso del Philadelphia Museum of Art. Un pugile in tuta grigia e con le Converse nere ai piedi li sale di corsa all’alba. Arrivato in cima, alza le braccia al cielo. È Rocky Balboa, in una delle scene più viste e citate della storia del cinema. Cinquant’anni dopo, l’uomo che ha scritto quella scena e l’ha interpretata ha scelto di intitolare il suo libro proprio The Steps, i gradini. Quell’uomo è Sylvester Stallone. Ma prima di diventare Rocky, Stallone ha attraversato anni di rifiuti e difficoltà, fino a rifiutare un’offerta da 360 mila dollari pur di interpretare il personaggio che aveva creato.
    In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Sylvester Stallone, The Steps. Come sono diventato Rocky Balboa, pubblicato da Rizzoli.
    14 min
  • «La dimenticheremo presto»: le rivelazioni del fratello di Diana su Carlo, oggi re
    Emma Brokes sul Guardian lo definisce «un furioso esercizio di regolamento di conti da parte del fratello di Diana». Sul Telegraph, Anita Singh lo giudica più «un tributo amorevole a sé stesso» che a Diana. Lo Standard, con Melanie McDonagh, parla di vendetta servita su un piatto trent'anni dopo e di un libro «budino di rivelazioni, animato dalla salsa pungente della vendetta». Per il Times è «un dramma Montecchi contro Capuleti recitato in giacche Barbour e tweed» in cui un «antico rancore» diventa «nuova rivolta» (le parole del prologo di Romeo e Giulietta).
    Charles Spencer, il conte Spencer fratello minore della principessa del Galles, è convinto di «parlare per conto di Diana e farlo in maniera apertamente positiva» con «l'obiettivo di raccontare la verità su Diana». E che cosa racconta? La telefonata con quel «buffone urlante» del principe Carlo, nel frattempo diventato re; il presunto legame romantico tra la giovane regina Elisabetta, nel frattempo deceduta, e il padre di Spencer, interrotto bruscamente da Lord Mountbatten; lo sguardo di Diana alla ricerca di Camilla, nel frattempo diventata regina consorte, mentre al braccio del padre si recava all'altare per il matrimonio con Carlo; William e Harry a piedi dietro il feretro della madre; l'eterno rimpianto per avere presentato alla sorella il giornalista Martin Bashir della trasmissione «Panorama» (BBC); Lady D irrequieta nella scuola svizzera di perfezionamento, l'Institut Alpin Videmanette (canton Vaud).
    In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta – in dialogo con la collega Jenny Covelli – il libro di Charles Spencer, Canto del cigno. Diana, mia sorella, pubblicato da Mondadori.
    32 min
  • «Montalbano m'avia atturrato i cabbasisi», ecco perché Andrea Camilleri fece nascere Cecè Collura
    «Mi sono stufato di lui. Mi ha atturrato i cabbasisi». Estate 1998. Andrea Camilleri risponde alle domande di Marcello Sorgi, con il quale sta scrivendo un libro-intervista che sarà pubblicato due anni dopo da Sellerio. E confessa che dopo soli quattro romanzi, il commissario Salvo Montalbano lo ha stancato. Anzi: gli ha «atturrato i cabbasisi», espressione siciliana abbastanza intraducibile ma di sicuro effetto, ormai entrata nel lessico quotidiano proprio grazie ai libri del maestro di Porto Empedocle. Nel 1998 il fenomeno Montalbano era appena agli inizi. E l'autore, in privato, stava già pensando di liberarsene. Per fortuna, non lo fece. Ma in quell'estate, sulle pagine della Stampa di Torino, Montalbano ebbe comunque un rivale. Si chiamava Cecè Collura. E prese forma in una serie di otto racconti che tornano adesso in volume, sempre da Sellerio, dopo oltre 20 anni, dopo essere stati raccolti la prima volta nel 2002 dalla Libreria dell'Orso, piccola casa editrice di Pistoia, e poi nel 2007 da Mondadori.
    In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Andrea Camilleri, Le inchieste del commissario Collura, pubblicato da Sellerio.
    11 min
  • «Tanto lo chiedo a ChatGPT», ma davvero pensate che basti?
    Le macchine hanno reso il nostro sforzo fisico quasi inutile da almeno un secolo: abbiamo ascensori, automobili, gru, escavatori. E però, proprio quando lo sforzo fisico è diventato facoltativo, molti hanno cominciato a farlo per scelta. In palestra. Perché hanno capito una cosa semplice: un corpo che non viene allenato si indebolisce. Se questo vale per i muscoli, perché non dovrebbe valere per la mente? È esattamente da qui, da questa domanda, che parte il libro di Torkel Klingberg e Åsa Wikforss. «In questo mondo incerto, sempre più dominato dalla tecnologia e dall'intelligenza artificiale, non possiamo fare a meno della conoscenza». La conoscenza critica, la conoscenza razionale. Quella conoscenza che per continuare a svilupparsi ha bisogno di «una base di sapere». L'automazione non elimina il bisogno di allenamento, lo trasforma in una scelta consapevole. Nel momento in cui una macchina può produrre il risultato al posto tuo, imparare diventa come andare in palestra: qualcosa che fai per te, e che devi volere.
    In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Torkel Klingberg e Åsa Wikforss, Perché imparare se le macchine sanno già tutto?, pubblicato da Feltrinelli.
    11 min
  • L'incertezza del domani, la Milano nera di Gian Andrea Cerone
    C'è una frase che, letta oggi, suona come una diagnosi. La pronuncia Alessandro Robecchi in un locale di Milano, tra viale Tunisia e largo fra' Paolo Bellintani, a due passi dalla chiesa di San Carlo al Lazzaretto – quella che Alessandro Manzoni mise nei Promessi sposi. Dice: «Milano sta diventando una specie di algoritmo del capitalismo, una città che importa milionari ed esporta milanesi, che non se la possono più permettere». Seduto di fronte a lui c'è Gian Andrea Cerone. Sono lì per parlare di due libri usciti nella stessa stagione: Omicidi Srl di Robecchi, edito da Sellerio, con protagonisti due killer di professione, il Biondo e Quello con la cravatta; e L'incertezza del domani di Cerone, pubblicato da Guanda, il quinto episodio della serie in cui il commissario Mario Mandelli guida la squadra dell'Unità di analisi del crimine violento della metropoli lombarda. Guardie e ladri. Poliziotti e criminali. Due punti punti di vista opposti sulla stessa città. E Milano, così com'è, non piace né agli uni né agli altri.
    In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Gian Andrea Cerone, L'incertezza del domani, pubblicato da Guanda.
    12 min
  • Come un giovane svizzero riuscì a beffare le guardie della DDR
    Storia di una fuga di Thomas Strässle nasce da una vicenda realmente accaduta e proprio per questo riesce a colpire con una forza particolare. Nel cuore dell'Europa degli anni Sessanta, quando il Muro di Berlino divideva non soltanto due sistemi politici «ma anche il cielo», come disse Christa Wolf, «una giovane donna della Germania Est e un ragazzo svizzero si incontrano per caso e si innamorano». In realtà, è l'inizio di una sfida contro uno dei confini più sorvegliati del Novecento. E Strässle racconta questa vicenda partendo da una posizione unica: quella del figlio nato proprio grazie a quella fuga. Un libro che intreccia memoria familiare, ricostruzione storica e tensione narrativa, ricordandoci che «la grande storia passa spesso attraverso le scelte intime delle persone comuni».
    In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Thomas Strässle, Storia di una fuga, pubblicato da L'Orma.
    12 min
  • La libertà eversiva degli Squallor, storia di una band entrata nel mito
    Il 1973 è l'anno del colera a Napoli. Patty Patro canta Pazza idea, Bernardo Bertolucci ha appena rivoluzionato l'immaginario dell'eros con Ultimo tanto a Parigi. In un'Italia segnata dalle bombe delle stragi di matrice neofascista e dalle prime avvisaglie degli anni di piombo, irrompono gli Squallor. Il gruppo «più osceno, anarchico, dissacrante e scorretto della storia della musica italiana», ma anche «una delle espressioni più importanti e originali della satira sociale e politica» dell'Italia repubblicana. Una band capace, come nessun'altra prima, di farsi beffe di ogni genere di convenzione in un Paese fino a quel momento ostaggio di una cultura perbenista, quando non bitotta.
    In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Alfonso Amendola e Carlo Pecoraro, Per sempre Squallor! Fenomenologia di una ghost band italiana, pubblicato da Arcana.
    13 min
  • Papa Leone XIV: «La vera posta in gioco non è l'IA, ma siamo noi esseri umani»
    Magnifica Humanitas è la prima enciclica di Leone XIV. È stata firmata il 15 maggio scorso – data scelta non a caso perché coincide con il 135. anniversario della Rerum Novarum di Leone XIII – ed è stata presentata in Vaticano qualche giorno fa. Oltre 230 pagine, 245 paragrafi e un sommario che dice molto del messaggio del pontefice statunitense: «Sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale». La scelta del titolo è significativa. Leone XIV ha voluto mettere al centro non la tecnologia, ma l'umano. Così come ha osservato l'agenzia SIR in un'analisi linguistica del testo, la parola «progresso» ricorre nel testo 22 volte, ma la parola «dignità» ben 98. L'enciclica è sicuramente una «Critica a un paradigma tecnocratico che pretende di ridurre tutto a oggetto di dominio», ma parla soprattutto dell'essere umano.
    In questa puntata del podcast letterario, Dario Campione vi racconta l'enciclica di papa Leone XIV, Magnifica Humanitas. Sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale, pubblicata dalla Libreria Editrice Vaticana.
    12 min
  • Un'altra America esiste: il manifesto di Bernie Sanders contro Trump e gli oligarchi
    «L'oligarchia è un sistema in cui pochi individui estremamente ricchi controllano la vita economica, politica e mediatica di una nazione. È un sistema in cui il potere della gente comune di determinare il futuro del proprio paese è minimo». È questo il punto di partenza del libro-manifesto di Bernie Sanders, Contro l'oligarchia, anto da un tour condotto nell'America profonda e conservatrice insieme con Alexandria Ocasio-Cortez, la deputata di New York City stella polare della nuova sinistra americana. Nel 2025, dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, l'84.enne senatore del Vermont ha cominciato a battere in lungo e in largo gli Stati rossi dell'Unione, l'America profonda, repubblicana, reazionaria. L'unico modo, ha spiegato, per tornare a parlare alla gente. «Da anni ormai mi vengono poste sempre le stesse domande – scrive Sanders – come ha potuto il popolo americano dare sostegno a un uomo d'affari disonesto, coinvolto in oltre quattromila cause legali, un bugiardo patologico, razzista, sessista, xenofobo, pregiudicato e con atteggiamenti da bullo».
    In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Bernie Sanders, Contro l'oligarchia, pubblicato da Chiarelettere.
    12 min

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«CentoParole» è un podcast del Corriere del Ticino, scritto e realizzato da Dario Campione. Non sappiamo mai cosa leggere, eppure abbiamo le librerie piene, il kindle senza memoria disponibile. Ecco…