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  • L'Uomo dietro la Finanza Italiana: Ha Investito €3 MILIARDI in Moncler, OVS e Bending Spoons

    Dietro la finanza italiana c’è un investitore romano che gestisce €3 miliardi e ha investito nei marchi più famosi d'Italia. Scopri gratis lo Startup Builder https://www.startupbuilder.it/

    Giovanni Tamburi nasce a Roma il 21 Aprile 1954. Studia Economia all’Università Sapienza di Roma e si laurea col massimo dei voti.

    Nel 1975, terminati gli studi, inizia a lavorare come consulente finanziario in S.O.M.E.A., una società di consulenza economica, dove resta 2 anni.

    Nel 1977 entra nel Gruppo Bastogi, una delle più grandi holding finanziarie e immobiliari d'Italia, come Assistente del Direttore Generale.

    Nel 1980 entra come Analista in Euromobiliare, una delle prime banche d'Investimento d'Italia e la prima ad investire in piccole e medie imprese italiane. In 10 diventa Amministratore e Vicedirettore Generale di Banca Euromobiliare. In questo periodo, Giovanni sviluppa importanti relazioni personali con grandi famiglie imprenditoriali italiane e affina la capacità di valutare le aziende, che gli tornerà molto utile in futuro.

    Segue una breve parentesi nel mondo dell’istruzione come Professore di Finanza Straordinaria nelle università LIUC e LUISS, e poi nel Ministero del Tesoro dove contribuisce alla stesura della legge che, nel 1992, dà inizio alle privatizzazioni di alcune delle più grandi aziende italiane—tra cui IRI, Enel, Eni, Telecom e decine di altre aziende.

    Nel 1992, dopo aver ricevuto diverse richieste di gestire operazioni di fusione ed acquisizione dai suoi vecchi clienti, Giovanni decide di creare una società per occuparsene: Tamburi & Associati.

    Mentre in Italia nascono i primi fondi di Private Equity, nel 99 Giovanni decide di fondare Tamburi Investment Partners, una società che investe nelle aziende italiane di maggiore successo con un orizzonte di lungo periodo, per aiutarle a crescere. Così guadagna dall'aumento delle quote delle società in cui investe e dai dividendi che distribuiscono—e non deve vendere le sue partecipazioni a differenza dei fondi tradizionali.

    Nel 2005 quota T.I.P. sul mercato STAR di Borsa Italiana e negli anni seguenti investe nei più grandi brand italiani: OVS, Moncler, Bending Spoons, Azimut Benetti, Alpitour, Amplifon e moltissimi altri.

    Oggi Giovanni è il più grande investitore italiano, dalla fondazione di TIP ad oggi ha investito più di €3 miliardi e dal 2015 al 2025 ha generato un ritorno medio annuo del 21%—bettendo persino Warren Buffett.

    Quindi noi di Chapeau l'abbiamo raggiunto nei suoi uffici di Milano per scoprire la sua storia, farci raccontare i suoi più grandi investimenti e il suo più grande rimpianto:

    (00:00) Chi è Giovanni Tamburi

    (01:00) Infanzia e primi lavori

    (02:50) Carriera in Euromobiliare

    (04:19) Anno sabbatico e privatizzazione Eni e Enel

    (06:38) I suoi 3 mentori e i loro insegnamenti

    (07:57) Si mette in proprio e fonda T.amburi & Associati

    (09:27) Fonda TIP e scoppia la bolla di internet

    (12:07) Il primo grande investimento: Interpump

    (13:50) Investimento in Amplifon

    (15:47) Incontro con Remo Ruffini e investimento in Moncler

    (19:08) Investimento in OVS e la chiamata con Stefano Beraldo

    (21:51) Il più grande rimpianto e i numeri di TIP oggi

    (23:31) Cos'hanno in comune i più grandi imprenditori

    (24:30) Come risolvere i problemi delle startup italiane

    (26:06) Trasformare 15 milioni in 300 miliardi investendo in Bending Spoons

    (28:44) L'AI è una bolla

    (30:37) Giornata tipo

    (32:37) Consigli

    (34:00) Cosa farebbe se avesse 25 anni + libri da leggere

    —Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e CEO in Italia per scoprire la loro storia, i loro errori e i loro consigli. Te li facciamo anche conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com.

    36 min
  • Il RE delle Polo: l’Italiano che Ha Creato un Marchio da €200 MILIONI con una Modella Argentina 👕

    Un ragazzo romano molla un lavoro da €600.000 per fondare un’azienda di moda con una modella argentina. Oggi ha uno dei marchi di polo più grandi al mondo e fattura più di €100 milioni. Scopri Odoo https://www.odoo.com/r/NSsH

    Lando Simonetti nasce a Roma nel 1942. 7 anni dopo la sua famiglia si trasferisce in Argentina, dove nel 65 Lando si laurea in Marketing e Comunicazione all’Università del Salvador di Buenos Aires.

    Quell’anno fonda anche un giornale, ma negli anni 70 l’inflazione in Argentina esplode e Lando si trova costretto a chiuderlo nel 74. A questo punto si trasferisce in Nicaragua, inizia a lavorare nella moda e a 33 anni arriva a gestire una delle più grandi fabbriche di jeans in America centrale.

    C’è però un problema: la fabbrica è di proprietà del dittatore del Nicaragua Anastasio Somoza Debayle e proprio negli anni 70 si diffonde il Sandinismo, il movimento rivoluzionario che nel 79 pone fine al suo regime.

    Quell’anno quindi Lando decide di trasferirsi a Boston, dove diventa Vice Presidente di Hoffmann Company, all’epoca una delle più grandi aziende al mondo di jeans insieme a Levi’s, Lee, Wrangler e Calvin Klein Jeans, e vende denim a marchio Landlubber in tutto il mondo.

    Nell'83 Sidney Swartz, uno dei 2 figli del fondatore di Timberland, gli offre un lavoro milionario e una percentuale di proprietà dell'azienda di scarponi.

    Lando però nel frattempo conosce Gachi Ferrari, modella e presentatrice televisiva famosissima in Argentina e decide di mollare tutto per trasferirsi con lei a Buenos Aires e fondare un’azienda di attrezzatura e abbigliamento da polo. Così nel 1985 nasce La Martina.

    Lo stesso anno Lando crea una squadra di polo e partecipa all’Abierto, uno dei tornei più prestigiosi al mondo. Riesce anche a convincere la Federazione a introdurre gli sponsor nei tornei e negli anni 80 fornisce maglie e attrezzatura per le squadre che partecipano ai Campionati del Mondo.

    Dal 91 le maglie coi colori e le bandiere delle Nazioni vanno a ruba in Argentina anche fuori dal campo perché Lando le fa indossare ai ragazzi nelle discoteche più belle di Buenos Aires.

    Lo stesso anno inizia a vendere in Europa: i primi anni sono deludenti, ma nel 1994 il marchio esplode in Europa, supera i €100 milioni di fatturato e inizia a vestire personaggi come Schumacher, Stallone e decine di capi di stato.

    I loro fan #1 però sono i reali inglesi: la Regina d’Inghilterra li invita al suo compleanno nel 90, i principi William e Harry partecipano a decine di tornei di polo con le maglie La Martina e Elisabetta propone addirittura a Lando di aprire un negozio nel suo Country Club.

    In questi 45 anni Lando ne ha fatte di tutti i colori: dalle offerte di acquisizione di Bernard Arnault di LVMH all’amicizia con Ralph Lauren e oggi ha uno dei marchi di polo più famosi al mondo insieme a Ralph Lauren e Lacoste.

    Quindi noi di Chapeau abbiamo preso un volo di 18 ore per Buenos Aires e abbiamo raggiunto Lando e Gachi nel loro ufficio di Buenos Aires:


    (00:00) Chi è Lando Simonetti

    (01:00) Infanzia a Roma

    (01:58) Arrivo in Argentina e Studi

    (04:04) Primi lavori e fallimento

    (05:16) Lavorare in una fabbrica di jeans in Nicaragua

    (06:48) Minacce e fuga dal Nicaragua

    (07:59) Va a Boston e guadagna €150.000 in Hoffmann Company

    (09:10) Diventare numero 2 di Timberland

    (10:31) Seguire l’amore in Argentina e ripartire da zero

    (12:42) Evitare la bancarotta

    (13:45) Fonda La Martina

    (15:01) Passare da 0 a 1

    (17:56) Inventa le sponsor nel Polo

    (20:06) Iniziare a vendere le polo

    (21:18) Incontro con Luciano Benetton

    (22:32) Primi anni di La Martina

    (23:32) Rapporto con la Famiglia Reale

    (24:44) Dentro gli uffici di La Martina

    (26:30) Rapporto con Ralph Lauren

    (27:38) Polemica con Lacoste e la nascita della polo

    (28:53) Cosa ne pensa di USSN Polo

    (29:55) La Regina, Harvard e Nikkeri

    (31:57) Offerte di acquisizione

    (33:28) Passaggio ai figli

    (34:34) Consigli

    37 min
  • Dentro la Fabbrica di Bauli 🎄 Come si Fanno Pandori e Panettoni

    A Natale in Italia si spendono €600 milioni in pandori e panettoni. Per scoprire come si producono, siamo andati a Castel d’Azzano per visitare la sede di Bauli, la più grande azienda al mondo di dolci di Natale—17 milioni all’anno e ha quasi il 40% del mercato dei dolci di Natale. Scopri Tot https://go.tot.money/4pue7gv


    La storia di panettone e pandoro 


    Nel 1400 in Italia si celebrava il Rito del Ceppo: la Vigilia di Natale le famiglie bruciavano un pezzo di legno nel camino e mangiavano 3 pagnotte.


    Nel 600 vengono aggiunti burro e canditi. Nel 1919, però, il pasticcere Angelo Motta aggiunge un pirottino e uno stampo cilindrico. 


    Il pandoro invece nasce nel 1894, quando il pasticcere vereonese Domenico Melegatti inventa il dolce a forma di stelle a 8 punte. Dagli anni 50, il pandoro arriva in tutta Italia grazie agli investimenti in produzione e pubblicità della famiglia Bauli.


    Come si producono? 👨🏼‍🍳


    Tutto inizia dal lievito madre e si forma l’impasto che va poi in impastatrice per circa 20 minuti, si rilassa e passa alla spezzatura. Segue la pirlatura, dove viene arrotondato perché non si afflosci, e la messa in pirottino.


    In seguito l’impasto viene trasportato nelle celle di lievitazione per 8 ore. L’impasto cuoce quindi in forno per 1 ora a una temperatura media di circa 190. A questo punto, se il dolce è farcito, si aggiungono le creme.


    Infine pandori e panettoni vengono impacchettati, messi in magazzino e spediti ai supermercati.


    Bauli oggi ha anche il 22% del mercato dei croissant.


    Nel 2009, oltre ai panettoni a marchio Motta, Bauli compra da Nestlé anche Buondì, Girella e Yo-Yo.


    In 103 anni Bauli è arrivato a fatturare €650 milioni anche grazie agli investimenti in comunicazione e a pubblicità iconiche come “Ba ba ba Bauli” e “A Natale puoi”. Quindi abbiamo parlato con Luca Casaura, Chief Marketing Officer dell’azienda:


    Negli ultimi anni Luca ha raddoppiato gli investimenti in pubblicità, principalmente in TV nella fascia dai 45 anni in su. 


    Le campagne partono dall’elaborazione di un’idea creativa da parte di un’agenzia, che viene poi valutata dal dipartimento Marketing di Bauli. Dopodiché parte la produzione TV, si monta il contenuto, e lo si consegna alle emittenti. La realizzazione di una campagna natalizia dura da circa 7 mesi: da maggio a novembre.


    Per lanciare un nuovo prodotto ci sono 2 approcci: “Pull” , che guarda al mercato, e “Push”, che invece parte da uno studio con i consumatori. Ad ogni fase di sviluppo si valuta il potenziale economico del prodotto per valutare se continuare o meno il processo. Il tempo necessario per il lancio di un nuovo prodotto varia dai 6 mesi ai 2 anni e può costare milioni di €.


    Se vuoi approfondire la storia di Bauli, guarda il video integrale con Michele Bauli, Presidente dell’azienda, sul nostro canale.


    (00:00) La storia di pandoro e panettone


    (01:32) Lievito madre e impasto


    (03:11) Lievitazione, cottura e impacchettamento


    (04:45) Come si producono croissant, Yo-Yo e Girella


    (06:04) Pubblicità più iconiche e investimenti


    (07:31) Come nasce una pubblicità di Natale


    (09:11) Come si lancia un nuovo prodotto


    (10:36) Diventare CMO di Bauli


    (11:41) Giornata tipo


    (13:06) La storia di Bauli



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    Co-founders 🤩


    Filippo Carabelli 👇🏼 

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    Giacomo Luppi 👇🏼 

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    14 min
  • L’ex Militare Italiano che Vuole Salvare la Terra dagli Asteroidi 🛰️ David Avino, CEO Argotec

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    David Avino nasce a Foligno nel 1971, si laurea in Informatica e nell'89 entra nell'Esercito Italiano. Lì diventa Ufficiale dei Paracadutisti della Folgore.

    Nell'89 decide di cambiare vita e lavora 4 anni in Alenia Spazio come Responsabile dell'Ingegneria. Dal 2002 lavora all'Agenzia Spaziale Europea e inizia ad addestrare asronauti come Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano.

    4 anni dopo molla il suo lavoro da €130,000 per lanciare la sua prima azienda e 2 anni dopo fonda Argotec: un'azienda che costruisce satelliti per lo spazio profondo, le telecomunicazioni e l’osservazione della Terra. Oltre ai satelliti, poi, sviluppano sistemi per astronauti, tra cui la prima macchinetta del caffè della storia usata nello spazio dagli astronauti.

    Dal 2008 ad oggi, in un settore come quello spaziale in cui colossi come SpaceX raccolgono miliardi, Argotec arriva a fatturare €60 milioni a apre una sede da 11,500mq a forma di navicella spaziale.

    Oggi sono una delle aziende di satelliti più grandi d'Italia, quindi noi di Chapeau li abbiamo raggiunti allo SpacePark, la loro sede, per scoprire tutta la loro storia:

    (00:00) Chi è David Avino(01:17) Infanzia, studi e ingresso nell’esercito(02:55) La missione che gli cambia la vita(04:11) Lavorare all’Agenzia Spaziale Europea e addestrare astronauti(05:36) Mollare un lavoro da €130,000 per fondare la sua prima azienda(07:18) Fondare Argotec: come è andato da 0 a 1(08:19) La prima macchinetta del caffè nello spazio(11:54) Mandare un satellite a 14 milioni di km dalla Terra(12:54) Da 0 a €62 milioni senza raccogliere 1€(15:04) Raccogliere €150 milioni(16:07) Deviare un asteroide con un satellite(17:57) Come si produce un satellite(19:18) Giornata tipo(21:20) Colonie sulla Luna e su Marte. Quando ci arriveremo?(22:44) Consigli e post creditCopertina: PolidesignEditing: Seequence Studio

    —Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi. Seguici su Instagram se vuoi scoprire tutti i dietro le quinte: https://www.instagram.com/chapeau_project/ Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com. Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/. È anche il nostro ufficio. Se vuoi passare per un caffè al volo, siamo lì ☕️Co-founders 🤩Filippo Carabelli 👇🏼 https://instagram.com/phil__cara/ https://linkedin.com/in/filippo-carabelli/ Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/ Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/Simone Roccoli 👇🏼 https://www.instagram.com/simone.roccoli/ https://www.linkedin.com/in/simone-roccoli/Se sei arrivato a leggere fin qui, CHAPEAU 🧢 Dicci pure se c'è qualche imprenditore che vorresti conoscere, così proviamo a contattarli 🤩

    24 min
  • Dalla Bancarotta a €1.2 MILIARDI di Fatturato 👕 Marco Boglione, Proprietario di Kappa, K-Way e Superga

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    Marco Boglione nasce a Torino nel 56. Nel 74 si diploma al Collegio Filippin di Paderno del Grappa. Lì apre un banco dei pegni e un business di foto ricordo. Poi s'iscrive a Ingegneria al Politecnico di Torino, che molla dopo 2 anni. Nel 76 conosce Maurizio Vitale, AD del Maglificio Calzificio Torinese, azienda fondata nel 1916 in cui erano nati Robe di Kappa e Jesus Jeans.


    Nel 76 entra al Maglificio e fa rapidamente carriera. Nel 78 convince Maurizio a lanciare Robe di Kappa Sport (oggi Kappa) e a 25 anni diventa Direttore Commerciale. Lo stesso anno i 2 chiudono la prima sponsorizzazione di sempre con la Juventus.


    Nell'84, su consiglio di Vitale che nel frattempo si ammala, lascia il Maglificio e fonda la Football Sport Merchandise: la prima azienda a vendere magliette delle squadre di calcio ai consumatori.


    Dall'84 al 94 il fatturato cresce, ma i debiti esplodono. Nel 94 la FSM è a un passo dal fallimento, ma il Maglificio Torinese fallisce.


    In 6 mesi Marco trova i 22 miliardi di lire per comprare marchi e magazzino del Maglificio. La storia di come ci riesce è FOLLE ma troppo lunga per inserirla qui (c'entrano un miliardario giapponese e uno cinese, la Rinascente, Berlusconi e i Benetton).


    Così Marco riesce a evitare il fallimento e riparte. Nel 95 fonda BasicNet: azienda che si occupa di design, industrializzazione, marketing e di gestire la rete di produttori e distributori che vendono vestiti in tutto il mondo.


    Nel 96 riceve un’offerta di acquisizione da €60 milioni. La rifiuta e nel 99 quota BasicNet alla Borsa Italiana a €120 milioni.


    Nel 2004 compra Superga e K-Way. In 20 anni il fatturato di K-Way passa da €0 a €147 milioni e nel 2024 vende il 40% di K-Way per €190 milioni. Nel 2017 compra Sebago e nel 2025 Woolrich per €90 milioni.


    Oggi BasicNet fattura più di €400 milioni con Kappa, Robe di Kappa, Jesus Jeans, K-Way, Superga, Briko, Sebago e Woolrich e le vendite aggregate superano €1.2 miliardi.


    Siamo andati nel quartier generale di BasicNet a Torino per scoprire tutta la storia di Marco:


    (00:00) Chi è Marco Boglione

    (01:22) Infanzia e incidente

    (02:44) Collegio e prime esperienze imprenditoriali

    (04:02) Mollare l'Università e l'incontro che gli cambia la vita

    (05:03) Primi lavori al Maglificio Calzificio Torinese (+ primo stipendio)

    (06:19) Come nasce Jesus Jeans

    (08:06) La nascita di Kappa

    (09:37) Sponsorizzare la Juventus: la prima sponsorship della storia

    (11:27) Chiudere il contratto con l'Ajax a 22 anni

    (12:57) Sponsorizzare la Nazionale americana di atletica alle Olimpiadi

    (15:12) La m*rte di Maurizio Vitale e la fondazione della Football Sport Merchandising

    (17:44) Da 0 a 1: debiti e lavorare in garage

    (20:16) A un passo dalla bancarotta: i debiti e il cliente da 1.9 miliardi che non lo paga

    (22:16) La Rinascente compra il 20% dell'azienda di Marco

    (25:12) Trovare 21 miliardi di lire per evitare la bancarotta e comprare il Maglificio

    (27:38) Raccogliere gli ultimi 6.5 miliardi: il miliardario cinese e Enrico Minoli

    (32:57) Comprare il Maglificio all'asta fallimentare

    (34:54) Fondare BasicNet: il periodo da 0 a 1

    (37:02) La sponsorizzazione del Barcellona di Ronaldo

    (39:00) Sponsorizzare la Nazionale italiana di calcio

    (40:37) L'offerta di acquisizione da €60 milioni a 38 anni

    (42:50) La quotazione in Borsa Italiana

    (44:22) Il crollo delle azioni

    (46:02) Comprare K-Way e Superga per €42 milioni

    (47:02) €12 milioni di debiti personali e rischiare il fallimento

    (49:17) Portare K-Way da €0 a €147 milioni in 20 anni

    (51:09) Comprare Sebago per €12 milioni

    (53:40) Vendere il 40% di K-Way per €190 milioni

    (54:38) Com'è arrivato a €1.2 miliardi di vendite aggregate

    (56:23) Giornata tipo

    (58:48) Comprare un'isola in Sardegna

    (1:00:36) Che fine ha fatto il giapponese che gli ha dato 21 miliardi?

    (1:02:41) Paure

    (1:03:51) Consigli

    1 hr 5 min
  • Lamborghini: la Supercar Italiana da €3 Miliardi 🐂 Stephan Winkelmann, Presidente e CEO di Lamborghini

    La storia di Lamborghini comincia nel 1963 a Sant’Agata Bolognese con Ferruccio Lamborghini che produce la sua prima macchina. Scopri Tot https://go.tot.money/StephanWinkelmann il modo migliore per gestire tutti i tuoi sbatti burocratici se sei un imprenditore!


    La leggenda vuole che Ferruccio decida di entrare nel mondo delle auto sportive dopo una discussione con Enzo Ferrari sulla frizione della sua Ferrari personale. Così, costruisce Il suo primo modello: la 350 GT.


    Nel 1966 arriva la svolta con la Miura, considerata la prima vera supercar della storia e il modello che trasforma Lamborghini in un’icona globale. Nel 1974 arriva anche la Countach, la prima super sportiva con le portiere a forbice.

    Nel 1972, però, il governo boliviano annulla un ordine di 5,000 trattori a causa di un colpo di stato e Ferruccio arriva a un passo dalla bancarotta. L’unica opzione che gli rimane è cedere il 51% a Georges-Henri Rossetti, un imprenditore francese e, l’anno dopo, anche il restante 49% a René Leimer. 


    Con la nuova proprietà, la crisi di Lamborghini continua e, nel 1978, entra in amministrazione controllata. Nel 1981 2 fratelli francesi, i Mimran, la salvano e la rilanciano investendo decine di milioni. Solo 6 anni dopo, però, la vendono a Chrysler. 


    Poi, nel 1998, il gruppo Volkswagen acquista l’azienda. 


    Da lì, parte una serie di modelli allucinanti: la Murciélago la Gallardo, la Reventón e l’Aventado. 


    3 anni dopo esce anche la Huracan e in quegli anni escono delle serie limitate da milioni di € totalmente folli, tipo la Sesto Elemento, la Veneno e la Centenario.


    La vera svolta per l’azienda, però, arriva nel 2018 con la Urus, il primo SUV supersportivo che oggi genera quasi €1.5 miliardi di fatturato. 


    Il 2023 è un anno storico per Lambo, perché nasce la Revuelto, seguita dalla Temerario e dalla Urus SE. Oggi, tutti i modelli di Lamborghini sono PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicles).


    Dal 2005 al 2024 Lamborghini passa da €243 milioni a €3 miliardi di fatturato e dietro a questa crescita folle c’è una persona: Stephan Winkelmann, Presidente e CEO dal 2005 al 2016 e poi dal 2020 ad oggi. 


    Stephan nasce a Berlino nel 1964. A 4 anni si trasferisce a Roma. Dal 1984 studia  Scienze Politiche, prima a La Sapienza di Roma e poi alla MLU di Monaco, dove per 2 anni presta servizio nel corpo dei paracadutisti dell esercito tedesco.


    Dopo la laurea, nel 1991 Stephan lavora 9 mesi in LMU, un gruppo finanziario tedesco, e poi 2 anni in Mercedes come venditore.


    Nel 1994 entra in FIAT come Responsabile Vendite dell’Alfa Romeo e a 39 anni diventa CEO di FIAT prima per Austria e Svizzera e poi per la Germania.


    Poi, nel 2005 arriva una chiamata dal gruppo Volkswagen, che gli chiede di diventare CEO di Lamborghini. Stephan accetta e rimane in carica dal 2005 al 2016, facendo crescere il fatturato dell’azienda da €243 milioni a €900 milioni.


    Dal 2016 al 2020 esce temporaneamente dall’azienda per diventare prima CEO di Audi Sport e poi di Bugatti. 


    Nel 2020 torna in Lamborghini e raddoppia il fatturato dell’azienda in 5 anni.


    Quindi, noi di Chapeau siamo andati a Sant’Agata Bolognese, nel quartier generale di Lamborghini, per scoprire tutta la sua storia e quella dell’azienda:


    (00:00) Chi è Stephan Winkelmann


    (01:00) La storia di Lamborghini


    (03:32) Studi e primi lavori


    (04:31) Da venditore in Alfa Romeo a CEO di Fiat in Germania


    (06:24) Diventare CEO di Lamborghini (e cosa gli hanno chiesto al colloquio)


    (07:29) Portare Lamborghini da €240 a €900 milioni in 10 anni


    (09:50) Diventare CEO di Bugatti e Audi Sport 


    (10:57) Da €1.6 a €3 miliardi in 5 anni: secondo round come CEO di Lambo


    (14:08) TUTTI i numeri di Lamborghini oggi


    (15:48) Lista d’attesa e cliente più grosso al mondo


    (17:39) Quando esce la prima Lambo elettrica?


    (20:08) Giornata tipo


    (23:03) Momenti più difficili


    (24:30) Consigli per diventare CEO


    (25:30) Consigli per fare impresa


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    28 min
  • L’Eredità di Giorgio Armani: la Storia del RE della Moda 🧵

    Nel 1934, a Piacenza nasce un ragazzo destinato a fare la storia della moda: Giorgio Armani. Clicca qui https://learnn.com/partnership/?by=cheapeau&utm_medium=video&utm_source=https://www.youtube.com/&via=chapeau per risparmiare 50 euro sul piano annuale di Learnn!

    Giorgio cresce in una famiglia umile e la sua la sua infanzia non è semplice: vive la guerra mondiale, viene ferito da una bomba, e perde il suo primo amore a 12 anni.

    Nel 1949 si trasferisce a Milano. A 22 anni, inizia a lavorare alla Rinascente: prima come commesso, poi negli acquisti della moda uomo e nel disegno delle vetrine. È qui che inizia a nascere la sua idea di stile.

    Poi due incontri gli cambiano la vita. Nel 1965 conosce Nino Cerruti, un imprenditore tessile, che lo assume nel suo lanificio. Lì Armani lavora alla linea Hitman, impara i tessuti, e matura la sua idea di stile.

    Poco dopo conosce Sergio Galeotti a Forte dei Marmi, che presto diventerà suo compagno nella vita e negli affari.

    Nel 1973 creano una società e Armani inizia a lavorare come consulente per altri brand, come Max Mara, Allegri e Bagutta. Due anni dopo, nel 1975, nasce ufficialmente la Giorgio Armani S.p.A.

    Iniziano a produrre grazie a un accordo di licensing con GFT, il Gruppo Finanziario Tessile. Armani gestisce creatività e marketing, GFT produzione e distribuzione.

    La prima collezione viene presentata a Palazzo Pitti. Giorgio rivoluziona la moda dell’epoca con la sua giacca destrutturata, priva di imbottiture inutili, e una palette minimalista (bianco, nero, blu-Armani). Nel 1976 arriva anche la linea donna.

    Armani capisce presto la portata di Hollywood, e negli anni ’70 veste le più grandi star di quel periodo come Diane Keaton e Richard Geere. Da lì decide di aprire un ufficio a Los Angeles e diventa lo stilista di altri grandi artisti come Tom Cruise, George Clooney e Beyonce.

    Il successo internazionale non tarda ad arrivare. Nel 1979 vince il Neiman Marcus Award e nel 1982 finisce sulla copertina del TIME: nessuno stilista italiano c’era mai riuscito.Nel 1985 la vita di Giorgio è sconvolta da una tragedia: muore improvvisamente Sergio Galeotti. È un colpo durissimo. Tutti pensano che Armani venderà o cadrà. Invece fa l’opposto: rileva l’intera società e va avanti da solo.

    Ma cosa distingueva Armani dagli altri? Il suo stile era elegante e pulito, rifiutava l’ostentazione.

    Negli anni ’90 e 2000 Armani costruisce un impero: integra la produzione acquistando fabbriche (anche da GFT) e internalizza rivenditori in Giappone. Già nel 2000 supera il miliardo di fatturato.

    Passa da designer a vero e proprio imprenditore mondiale. Lancia diverse linee nel mondo della moda come Emporio Armani e Armani Jeans, Armani Exchange, EA7 e Armani Privé.

    Inoltre, crea un brand lifestyle a 360 gradi, entrando in altri settori. Lancia Armani Casa, profumi, ristoranti con lo chef giapponese Nobu, due Armani Hotel a Dubai e Milano, accessori come occhiali con Luxottica, e compra anche l’Olimpia Milano, una squadra di basket che riporta in cima alla classifica.

    Nel 2019 Armani diventa lo stilista più ricco del mondo con un patrimonio di circa 10 miliardi, e il gruppo arriva a fatturare 2,3 miliardi nel 2024.

    Armani ha sempre difeso l’indipendenza dell’azienda, rifiutando offerte da miliardi. Aveva però un rimpianto: aver sacrificato troppo la vita personale per il lavoro.

    Giorgio è sempre stato in prima linea nell’azienda, fino alla sua morte il 4 settembre 2025.

    (00:00) Giorgio Armani

    (00:30) Infanzia e studi

    (02:10) Ingresso nella moda

    (04:20) Nasce la Giorgio Armani S.p.a.

    (11:06) Tratti distintivi

    (12:27) L’espansione

    (16:05) Sfide, sacrifici e intuizioni

    (17:15) L’eredità

    —

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    20 min
  • Lo Scienziato Italiano che Costruisce il Reattore di Iron Man nella Vita Reale ⚛️ Proxima Fusion

    Hai presente il reattore di Iron Man? In Italia c’è un ragazzo di 32 anni che ha raccolto €230 milioni per costruirne uno…solo che il suo è di 10 metri. Scopri Startup Builder https://www.startupbuilder.it/

    Francesco Sciortino nasce a Viterbo nel 1993. Passa l'ultimo anno di liceo a Milnthorpe, un paesino sperduto nel Nord dell'Inghilterra, e nel 2016 si laurea in Fisica all'Imperial College di Londra.

    Nel 2014 fa uno scambio di un anno all'EPFL di Losanna e nel 2015 passa 3 mesi all'Istituto di Fisica del Plasma di Princeton. Sia a Losanna che Princeton lavora a un Tokamak, una macchina per la fusione nucleare: lo stesso processo che avviene nel Sole, in cui i nuclei di 2 atomi leggeri si uniscono in 1 più pesante e liberano un botto di energia (il contrario della fissione, il meccanismo che invece fa funzionare le centrali nucleari, in cui 1 atomo pesante si divide in 2 leggeri).

    una stanza a forma di ciambella in cui viene una miscela di gas. Grazie a una corrente elettrica, il gas viene scaldato fino a temperature 10 volte superiori al sole—tipo 150 milioni di gradi. Così si trasforma in plasma e rimane sospeso nella stanza, perché le pareti sono ricoperte da magneti.

    A questo punto, le particelle iniziano a muoversi a 1000 km/s per la temperatura altissima e alcune si fondono producendo un’enorme quantità di energia.

    Ok, ma cos'è la fusione nucleare? è

    00:00 Chi è Francesco Sciortino

    01:00 Liceo e viaggio in Inghilterra

    02:05 Università e primi esperimenti sulla Fusione: Losanna e Princeton

    04:35 Dottorato al MIT di Boston

    06:10 Lavora alla macchina per la Fusione più grande al mondo

    07:50 Trova i soci e si licenzia

    09:37 Raccoglie €230 milioni

    13:03 Come usa i 230 milioni

    14:07 Quando avremo (davvero) la Fusione Nucleare

    15:51 Paure e gestione dello stress

    17:01 Sfidare i colossi dell'Energia

    18:05 Giornata tipo

    19:05 Come raccogliere fondi

    20:21 Gli imprenditori europei non hanno voglia di lavorare?

    21:59 Come ha convinto i migliori ingegneri di SpaceX e Tesla

    23:05 Consigli per fare impresaCos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e manager in Italia per scoprire la loro storia e capire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono: cosa li ha aiutati di più, gli errori, i fallimenti e i consigli PRATICI. E te li facciamo conoscere di persona durante i nostri eventi.

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    25 min
  • A 16 Anni Ha Aperto la sua Cantina, ora Fa uno dei Vini Migliori del MONDO 🥂 Ca' del Bosco

    Nel 1972 un ragazzo di 16 anni s’indebita per aprire una cantina sul lago d’Iseo. Oggi quella cantina fattura €52 milioni e fa uno dei vini migliori al mondo. Scopri Tot https://go.tot.money/MaurizioZanella



    Maurizio Zanella nasce a Bolzano nel 1956. Il piccolo Maurizio odia fare quello che fanno gli altri. Quindi, mentre i compagni di classe studiano, lui partecipa alle manifestazioni.



    Così, quando Maurizio ha 14 anni, il padre Albano per punirlo lo manda a fare lo scaricatore di porto a Liverpool tutta l’estate. 



    Di ritorno in Italia, Albano lo porta in una piccola casa nel mezzo di un bosco ad Erbusco.



    Lì Maurizio vive con i Gandossi, una famiglia di fattori, e inizia a conoscere i territori della Franciacorta, un territorio in provincia di Brescia. 



    Il vero momento di svolta per Maurizio, però, avviene quando partecipa ad un viaggio in Francia per i produttori di vino lombardi, dove visita lo Champagne e la cantina Romanée Conti, il vino più costoso al mondo. Lì s’innamora del vino e, tornato a Erbusco, decide di fondare la sua cantina.



    Per partire, Maurizio va in banca e apre un prestito da €80.000—che il padre garantisce senza dirlo né a lui né alla madre.



    All’epoca, gli italiani bevevano più di 100 litri di vino all’anno, ma la qualità era infima. L’idea di Maurizio era quindi produrre vino di alta qualità, proprio come aveva visto fare in Francia durante il suo viaggio.



    Così, per produrre le prime bottiglie, Maurizio convince uno dei più grandi enologi italiani a venire a lavorare per lui. Dopo 20 giorni però lo caccia e nel 1978 assume André Dubois, ex enologo di Moët & Chandon. Così nel ‘79 nasce la prima bollicina Franciacorta di Ca’ del Bosco. 



    I primi anni dopo la fondazione, però, sono infernali: Maurizio cerca di vendere le sue bottiglie in tutte le drogherie di Milano, ma nessuno le compra perché il Franciacorta è ancora troppo poco conosciuto.



    Così a Maurizio viene l’idea geniale di vendere le bottiglie direttamente ai consumatori—tipo Amazon, ma 30 anni prima.



    Negli stessi anni, Maurizio conosce Luigi Veronelli, uno dei più grandi giornalisti del tempo, il primo critico enogastronomico nella storia d’Italia.



    Anche grazie all’amicizia con Veronelli, Ca’ del Bosco continua a crescere in Italia, ma ha un problema: all’estero sono tutti ossessionati dallo Champagne e nessuno considera il Franciacorta. Quindi Maurizio organizza delle degustazioni alla cieca in giro per il mondo. I risultati sono sorprendenti: Ca’ del Bosco se la gioca alla pari coi vini più buoni del mondo.



    Così, già dai primi anni ‘90, Ca’ del Bosco si afferma come una delle cantine più prestigiose d’Italia e in 30 anni il fatturato passa da €10 milioni a €52 milioni, con margini del 35% e un valore aziendale di circa €220 milioni.


    Oggi Ca’ del Bosco è una delle cantine più importanti al mondo e ha ricevuto decine di premi come migliore bollicina d’Europa.


    (00:00) Chi è Maurizio Zanella


    (01:00) Infanzia: proteste, denunce e fare lo scaricatore di porto

     

    (02:12) La punizione che a 14 anni gli cambia la vita


    (03:19) Il viaggio in Francia a 15 anni


    (05:30) Aprire Ca’ del Bosco a 16 anni: come trova i soldi


    (06:49) Passare da 0 a 1 e produrre le prime bottiglie


    (08:53) Vendere le prime bottiglie


    (10:09) Come arriva a fatturare il primo milione


    (11:53) L’incontro con Luigi Veronelli


    (13:36) Entrare nei ristoranti migliori al mondo 


    (14:46) Le degustazioni alla cieca 


    (17:41) Passare da €1 milione a €10 milioni di fatturato: prodotto e comunicazione


    (19:14) I vini che li fanno diventare grandi


    (20:17) Passare da €10 milioni e €52 milioni di fatturato


    (21:28) Tour della cantina: come producono il vino


    (24:15) I numeri di Ca’ del Bosco: vendite, margini, estero e vini più venduti


    (25:46) I momenti più difficili 


    (27:00) Champagne e Franciacorta


    (28:14) La crisi del vino


    (30:06) Il Biologico è solo marketing?


    (32:34) Personaggi più incredibili che ha conosciuto


    (33:34) Consigli

    35 min

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