Giorgio Jannis (Docente di Sociologia dei media presso l’Università di Udine) è l'autore dell'articolo "Chat Control, libertà e sicurezza", che affronta il conflitto perenne tra Sicurezza e Libertà nell'era digitale.
L'articolo analizza la controversa proposta di Regolamento Europeo nota come “Chat Control”. Nonostante l’obiettivo dichiarato di combattere gli abusi sessuali sui minori (CSAM) sia un "imperativo etico inattaccabile", i metodi proposti dalla Commissione Europea si configurano come una "aggressione diretta all’inviolabilità delle comunicazioni private".
Il Regolamento mira a imporre una scansione di massa e preventiva dei contenuti, inclusi quelli protetti dalla crittografia end-to-end, attraverso il Client-Side Scanning. Questo meccanismo trasforma il terminale di ogni cittadino in un "posto di blocco digitale" permanente, operante senza mandato giudiziario. Tale architettura di sorveglianza preventiva crea una vulnerabilità sistemica (backdoor) che espone tutti i cittadini ai rischi di sfruttamento da parte di spie statali o criminalità organizzata.
L'iniziativa è stata paralizzata dalle forti opposizioni di Paesi come Germania e Paesi Bassi, e dall'astensione o indecisione dell'Italia. L'autore conclude che la lotta alla pedopornografia è stata "cinicamente brandita come una leva morale" per giustificare l'estensione del controllo statale e stabilire una "servitù digitale strutturale e permanente", minacciando la civiltà liberale. Il Consiglio Europeo deve respingere in toto il Chat Control.
Il Passo Giusto è una iniziativa del Patto per l'Autonomia.