In questo articolo, Walter Tomada ci guida alla scoperta dell’ultima fatica editoriale dello storico Angelo Floramo, “Di scjas in scjas: i taramots inte storie furlane”, pubblicato da La Patrie dal Friûl. L’opera nasce dall’esigenza profonda di scavare nella memoria sismica di una terra che, ben prima della tragedia del 1976, è stata ripetutamente scossa, ferita e costretta a risorgere. Floramo ci conduce su una vera e propria macchina del tempo, risalendo ai cataclismi storici del 1348 e del 1511 per comprendere come le faglie abbiano forgiato il carattere, l’identità e perfino il tessuto culturale e relazionale del popolo friulano. Tomada mette in luce l’abilità dell’autore nell’intrecciare rigore delle fonti, aneddoti popolari e una narrazione vibrante che rifiuta ogni retorica celebrativa. Il terremoto, nello sguardo di Floramo, non è solo una sequenza di macerie e lutti, ma un potente spartiacque antropologico che ha educato una comunità a resistere, a ripartire e a ripensarsi senza mai smarrire il legame con le proprie radici. Un contributo essenziale per chiunque desideri riflettere sul significato autentico di memoria e resilienza collettiva. Vi invitiamo ad ascoltare l’episodio e ad approfondire ogni dettaglio, mappa e aneddoto leggendo l’articolo completo su Il Passo Giusto:
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