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Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli rispose: «Dici questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me?» Pilato gli rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani; che cosa hai fatto?» Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui». Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce». Pilato gli disse: «Che cos’è verità?»
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(Giovanni 18:33-38 – La Bibbia)
Che cos’è verità? La domanda che Pilato fece a Gesù è quanto mai attuale.
Infatti, in un’epoca in cui domina il relativismo, l’idea che possa esserci una verità assoluta alla quale sottomettersi viene considerata ridicola dai più.
Brani paralleli come Luca 23 ci permettono di capire perché Pilato chiese a Gesù se era il re dei Giudei. Infatti i Giudei accusavano Gesù di blasfemia ma dovevano trovare un’accusa che avesse potuto avere un senso anche per il tribunale romano, quindi lo avevano presentato a Pilato come colui che “diceva di essere lui il Cristo re” (Lc 23:2)
In questo modo erano riusciti ad attirare l’attenzione di Pilato. Infatti qualcuno che dicesse di essere il re dei Giudei, da un punto di vista politico poteva essere una minaccia per Roma. Pilato si stava probabilmente chiedendo se quell’uomo apparentemente così pacifico potesse davvero guidare un’insurrezione contro Roma… Qualcosa non quadrava.
«Dici questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me?». La risposta di Gesù evidenziò quanto la situazione fosse grottesca. Pilato aveva l’impressione che Gesù potesse essere una minaccia per Roma? Era ciò che pensava davvero o stava solo assecondando i Giudei che glielo avevano consegnato?
In effetti Pilato non credeva che i Giudei stessi gli avessero consegnato colui che doveva essere il loro re e guidare la rivolta verso Roma, e aveva già compreso che ci fosse in gioco qualcosa che aveva a che fare piuttosto con la loro religione. Il brano parallelo di Matteo 27:18 ci dice che Pilato aveva compreso che i Giudei glielo avevano consegnato per invidia e non perché avesse fatto davvero qualcosa degno di morte. Così rispose stizzito: «Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani; che cosa hai fatto?»
La risposta di Gesù confermò che Pilato non aveva nulla da temere. Gesù era re ma il suo regno non costituiva in quel momento una minaccia per Roma perché il suo regno non era di questo mondo. Se così fosse stato, i suoi servi avrebbero impedito il suo arresto o av...