Oggi in Cristo

Chi è Gesù per te?


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(Testo di riferimento: Matteo 16,13-20 - La Bibbia)



Chi è Gesù? Chi era per le persone del suo tempo? Chi era per i suoi discepoli? Cosa diceva Gesù di se stesso? E chi è per noi?



Rispondiamo insieme a queste domande in questo trentasettesimo episodio della serie sul vangelo di Matteo.



Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?» Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». (Matteo 16,13-14)



In questa sezione del vangelo di Matteo, Gesù si recò nei dintorni di Cesarea di Filippo, ai piedi del monte Hermon, per passare del tempo in disparte con i suoi discepoli. Infatti il ministero di Gesù stava entrando in una fase molto delicata in cui era necessario confermare ai suoi discepoli il fatto che Lui fosse davvero il Messia, ma allo stesso tempo era necessario spiegare loro il fatto che la sua opera come Messia sarebbe passata attraverso la morte e la risurrezione. Quest'ultima rivelazione sarà piuttosto sconvolgente per loro, come vedremo nel prossimo episodio.



Gesù cominciò a sondare il terreno chiedendo ai discepoli cosa diceva la gente di lui. Come fece anche in altre occasioni, Gesù si riferì a se stesso come "il figlio dell'uomo", dandoci già una chiara idea su chi Gesù pensasse di essere, infatti tale espressione si riferisce a Daniele 7 in cui c'è uno simile a un figlio d'uomo che riceve un regno eterno, che non passerà, e viene servito dalle genti di ogni popolo, nazione e lingua.



La risposta dei discepoli dimostrava che circolavano parecchie idee contrastanti sul conto di Gesù. La gente associava Gesù ad altri profeti della loro storia recente, come Giovanni Battista, o passata, come Elia e Geremia, come se Gesù fosse una reincarnazione di questi personaggi. Da queste risposte emergeva una certa confusione, ma almeno la gente percepiva nel ministero di Gesù una continuità con il lavoro di Giovanni Battista e di altri profeti illustri della storia di Israele, e questo poteva essere considerato positivo. Ma nessuna di quelle risposte era quella corretta.



A quel punto Gesù voleva sentire l'opinione di coloro che erano stati a stretto contatto con lui più degli altri.



Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».  (Matteo 16,15,16)



La risposta di Pietro, probabilmente condivisa anche dagli altri discepoli, era certamente quella che Gesù voleva sentire. Gesù aveva preso con sé un certo numero di discepoli e non si era limitato ad insegnare con le parole ma aveva mostrato nei fatti una potenza miracolosa che nessun rabbino aveva. E ora, quella strategia stava dando i suoi frutti, perché le opere di Gesù avevano convinto i suoi discepoli del fatto che Lui era il Cristo, ovvero l'Unto, il Messia, il discendente di Davide che doveva ristabilire il regno di Israele, Colui che nel salmo 2 è indicato proprio come il Figlio di Dio. Pietro, nel rispondere, aveva specificato "il Figlio del Dio vivente", rievocando un termine che ritroviamo in Geremia 10:10 per distinguere l'unico vero Dio Creatore dei cieli e della terra dagli idoli. Mentre gli idoli sono solo pezzi di legno, Dio è vivente, reale, agisce nella storia.



Pietro probabilmente non si rendeva neanche conto della portata delle sue parole, non si rendeva neanche conto di quanto il Dio vivente stava manifestando se stesso nella storia, in quel momento, proprio nella persona di Gesù. Gesù infatti sottolineò che le parole di Pietro andavano ben oltre la semplice sapienza umana:



Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana