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Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l’avete visto».
Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: “Mostraci il Padre”? Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse.
In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
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(Giovanni 14:7-14 – La Bibbia)
Leggendo i vangeli ci rendiamo conto che Gesù, quando affermava la propria divinità, utilizzava sempre una certa cautela. Infatti egli sapeva bene che per i suoi connazionali Ebrei (ma non sarebbe diverso per noi oggi) era difficile comprendere che il Messia non era solo un uomo ma anche vero Dio. Il solo pensiero veniva percepito dai più come una bestemmia.
Infatti molte volte i suoi interlocutori, quando intuivano che lui si paragonava a Dio in maniera troppo spinta per i loro gusti, reagivano in maniera violenta e più volte tentarono di ucciderlo (Si veda ad esempio Gv 8:59 o Gv 10:31-33).
Quella sera Gesù aveva invitato a riporre fede in lui come dovevano riporre fede in Dio e aveva dichiarato di essere la via, la verità e la vita. Poi aveva aggiunto le parole che abbiamo appena letto.
Non possiamo biasimare i discepoli per la loro difficoltà a comprendere. Davanti a loro vedevano un uomo che aveva fatto certamente molti miracoli straordinari e sapevano che solo con l’aiuto di Dio avrebbe potuto operare in quel modo, ma le affermazioni di Gesù erano davvero sorprendenti. Per loro il Messia doveva comunque essere solo un essere umano, per quanto molto potente.
Egli affermò che conoscere lui equivaleva a conoscere il Padre. Quindi, a suo dire, i suoi discepoli avevano conosciuto il Padre e lo avevano addirittura visto…
Filippo trovò il coraggio di replicare chiedendo in maniera esplicita: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Sembra una richiesta piuttosto sfacciata per un ebreo. Come poteva pensare Filippo di vedere Dio e vivere? Ma è possibile che Filippo pensasse ad una manifestazione di Dio che potesse confermare la loro fede, simile magari ad una visione come quella che aveva avuto Mosè (Si veda Es 33:18-23). D’altra parte Gesù stava facendo affermazioni molto difficili da accettare e Filippo voleva essere sicuro,