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Sono le 5.35 del mattino al gate 6 dell’aeroporto di Chiang Mai. Sto per partire per Bangkok, prima tappa di un nuovo viaggio.
Non ho dormito quasi niente.
La notte è stata lunga, strana, piena di piccoli incontri.
Un gatto che decide di entrare nella mia stanza nel cuore della notte.
Una guerra persa contro le zanzare.
Un ragazzo italiano incontrato per caso alle 5 del mattino.
Una donna che mi dice “ti amo” prima ancora di presentarsi.
E poi i pensieri.
La solitudine che ogni tanto si fa sentire.
Il ricordo di mio padre.
E quella sensazione difficile da spiegare che a volte la vita sembri un film che si sta scrivendo da solo.
Un episodio notturno, imperfetto e molto umano, che racconta la magia delle piccole cose che succedono quando si viaggia — e quando si vive davvero.
Ora vediamo cosa mi aspetta a Koh Mak.
By Andrea ChiariSono le 5.35 del mattino al gate 6 dell’aeroporto di Chiang Mai. Sto per partire per Bangkok, prima tappa di un nuovo viaggio.
Non ho dormito quasi niente.
La notte è stata lunga, strana, piena di piccoli incontri.
Un gatto che decide di entrare nella mia stanza nel cuore della notte.
Una guerra persa contro le zanzare.
Un ragazzo italiano incontrato per caso alle 5 del mattino.
Una donna che mi dice “ti amo” prima ancora di presentarsi.
E poi i pensieri.
La solitudine che ogni tanto si fa sentire.
Il ricordo di mio padre.
E quella sensazione difficile da spiegare che a volte la vita sembri un film che si sta scrivendo da solo.
Un episodio notturno, imperfetto e molto umano, che racconta la magia delle piccole cose che succedono quando si viaggia — e quando si vive davvero.
Ora vediamo cosa mi aspetta a Koh Mak.