(Testo di riferimento: Matteo 7,7-14 - La Bibbia)
Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Queste parole di Gesù sembrano rendere la vita molto semplice, vero? Tuttavia, non dobbiamo pensare che si tratti di una ricetta per ottenere tutto ciò che vogliamo. Infatti Dio non è il genio della lampada pronto a soddisfare ogni nostro desiderio... Ne parliamo tra un attimo. Intanto iscrivetevi al canale se non lo avete ancora fatto e non dimenticate di attivare la campanella per essere avvisati di tutti gli aggiornamenti del canale.
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. (Matteo 7:7)
Come dicevo, queste parole potrebbero far pensare che Dio sia una specie di genio della lampada pronto a soddisfare ogni nostro deisderio, ma ovviamente non è così.
Infatti Gesù stesso, poco prima di andare sulla croce, si sarebbe trovato a pregare affinché quel calice potesse passare oltre lui, tuttavia aggiunse: "Non la mia, ma la tua volontà sia fatta." (Lc 22,42, Mt 26,39) L'esempio di Gesù è la dimostrazione che esistono preghiere la cui risposta da parte di Dio potrebbe non essere quella che noi avremmo voluto. E allora? Che senso hanno queste parole di Gesù: "«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa"?
Una prima osservazione da fare su queste parole è che non hanno un’applicazione generica, ma riguardano il rapporto tra Dio e l’uomo, come si comprende dal resto del brano che leggeremo tra un attimo.
In precedenza, durante questo sermone, Gesù aveva già parlato della preghiera e, nel commentare il cosiddetto “Padre Nostro”, avevamo osservato che si trattava di un modello di preghiera che evidenziava un rapporto tra il discepolo e Dio, come tra un figlio e un padre. Il discepolo in quella preghiera dimostra il suo interesse per l’onore del padre, per il suo regno, per la sua volontà e dimostra dipendenza da Dio per le cose necessarie alla sua protezione e al suo sostentamento quotidiano spirituale e materiale.
Qualunque richiesta fatta a Dio ha quindi senso solo se è inserita in questo rapporto Padre-Figlio. Gesù ritorna sul tema della preghiera invitando ad essere costanti, a non stancarsi, a non desistere, perché Dio accoglie le preghiere dei suoi figli. Ma la premessa sottintesa è appunto quella di aver sviluppato un rapporto con Dio come quello di un figlio con il proprio padre, un figlio che prima di tutto vuole che la volontà del Padre sia fatta. Lo si comprende da come prosegue il brano:
Qual è l'uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!(Matteo 7,8-11)
Questa spiegazione di Gesù è logica. Se tra noi e Dio c’è un rapporto come quello che c’è tra un figlio e un padre, dobbiamo accostarci a Lui con la medesima fiducia con cui un figlio si accosta ad un padre.
Gesù voleva che i suoi discepoli avessero quel tipo di rapporto con Dio. Essi avevano ascoltato un sermone che li sfidava ad esercitare una giustizia che superasse quella dei farisei, ma ciò sarebbe stato possibile solo se avessero cercato la guida di Dio in ogni cosa.
Si tratta quindi di un brano con il quale Gesù vuole incoraggiare i propri discepoli a sviluppare il proprio rapporto con il padre. Consolidando il proprio rapporto con il Padre,