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nel farti riconoscere tutto il bene
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Chiedo a lui che la fede che ci è comune diventi efficace
nel farti riconoscere tutto il bene
che noi possiamo compiere, alla gloria di Cristo.
Infatti ho provato una grande gioia e consolazione per il tuo amore,
perché per opera tua, fratello, il cuore dei santi è stato confortato.
Perciò, pur avendo molta libertà in Cristo
di comandarti quello che conviene fare,
preferisco fare appello al tuo amore,
semplicemente come Paolo, vecchio,
e ora anche prigioniero di Cristo Gesù;
io ti prego per mio figlio
che ho generato mentre ero in catene, per Onesimo,
un tempo inutile a te, ma che ora è utile a te e a me.
Te lo rimando, lui, che amo come il mio cuore.
Avrei voluto tenerlo con me,
perché in vece tua mi servisse
nelle catene che porto a motivo del vangelo;
ma non ho voluto far nulla senza il tuo consenso,
perché la tua buona azione non fosse forzata, ma volontaria…
—
(Filemone 1:6-14 – La Bibbia)
Serie completa pensieri sull’epistola di Paolo a Filemone
Tutti, prima o poi, possiamo trovarci davanti ad una scelta difficile, costretti a fare qualcosa che non avremmo mai voluto fare, un momento della vita in cui ci viene voglia di gridare: “Chiedetemi tutto, ma non questo!”.
Per Filemone, quel momento era giunto.
Filemone era un buon collaboratore di Paolo (v. 1) e aveva già dimostrato grande amore per Dio e per il prossimo nel suo servizio (v. 5,7) (A questo proposito si legga il pensiero “Mi ricordo di te”). Ora Paolo gli stava proponendo una sfida che avrebbe permesso a Filemone di mostrare il suo amore in maniera ancora più evidente.
Paolo desiderava che Filemone, il quale già aveva dato buona prova del suo amore, andasse oltre il proprio limite e diventasse un campione assoluto di amore. Filemone era come un atleta già forte nella sua specialità, chiamato a battere il proprio record personale.
In cosa consisteva questa sfida? Filemone avrebbe dovuto accogliere l’ultima persona che avrebbe voluto ritrovarsi davanti: Onesimo.
Onesimo era probabilmente uno schiavo, scappato qualche tempo prima da Filemone, che si era convertito attraverso la testimonianza di Paolo mentre quest’ultimo si trovava in carcere (“in catene”). Paolo avrebbe voluto tenere con sé questo figlio spirituale, perché Onesimo poteva rendergli un servizio utile mentre lui continuava ad essere in carcere, ma non volle farlo senza il permesso di Filemone, per questo motivo rimandò Onesimo da quest’ultimo, probabilmente con questa lettera in mano.
Ora Filemone avrebbe dovuto accogliere e perdonare quell’uomo che aveva tradito la sua fiducia. E Paolo gli stava chiedendo tra le righe non solo di accoglierlo come un fratello in Cristo,