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Non dobbiamo nasconderci per essere accettabili. Dio non vuole il nostro "io" ideale. Dio ama e accetta chi veramente siamo.
Abacuc è un uomo abbastanza audace da chiamare in causa Dio con le sue perplessità. Un personaggio che affronta un viaggio interiore passando dalla CONFUSIONE alla CONSOLAZIONE, dalla PERPLESSITà alla PACE, dai tanti perché ai tanti motivi di lode.
In mezzo al caos che ci circonda, cose importanti, utili e urgenti, la massima priorità è trovare pause di rigenerazione con Dio per avere degli obiettivi chiari e non lasciarci distrarre.
La parabola delle nozze, fra il figlio del re e la sua sposa, ci annuncia un grande giudizio, una più grande grazia e ci fa pregustare il grande pranzo di nozze del quale siamo ora in attesa, quello fra l’unico figlio del vero re, Gesù, e la sua sposa, la chiesa, noi.
Dio ci dà dei talenti, siano essi fisici o non. Gesù ci incoraggia a farli fruttare per il Suo Regno, essendo attivi nell'attesa del Suo ritorno.
Prendersi cura del terreno del nostro cuore e riposare in Dio: la chiave per comprendere la potenza dello Spirito Santo, l'efficacia della Parola e la volontà di Dio nella nostra vita.
La parabola del figlio prodigo diventa ancora più commovente quando capiamo i riferimenti che Gesù fa all’Antico Testamento. Il nostro peccato è più grave di quanto pensavano, ma Dio è più grande del nostro peccato.
Gesù non ci insegna a costruire la nostra identità orizzontalmente, in opposizione agli altri, ma a pregare "abbi pietà di me, peccatore" e accogliere la misericordia di Dio.
Guardando al capitolo 17 di Luca, le parole di Gesù ci avvertono di ricordare la moglie di Lot e di non guardare indietro. Sei rimasto bloccato nel passato o puoi guardare al futuro che Dio ha per te?
E se la preghiera davvero cambiasse le cose? È possibile pregare senza rimanere delusi? Questa parabola ci aiuterà a scoprirlo.
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