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Siamo spesso spinti ad essere seguaci di visibilità e immediatezza per ottenere clamore, ma Gesù ci propone intimità e perseveranza per ottenere carattere.
Intorno a Gesù incontri persone straordinarie. Lo seguono, lo servono, e fanno del bene ovunque vanno. Sembrano essere persone comuni ma se fai attenzione ti accorgi che sono dei giganti.
Cosa farai dopo che Gesù provvederà ciò che desideri? La folla neanche lo ringrazia. Diventa un discepolo chi si accorge che Gesù vale più delle cose che ci dà.
Il tuo valore non è misurato dagli sguardi o dall’approvazione degli altri ma dalla voce di Cristo, che ti chiama a diventare parte della comunità dei suoi seguaci.
Anche nei momenti difficili Dio fa brillare la sua chiesa. Provvede un’opportunità dietro ogni crisi e fa continuare a crescere la sua opera attraverso cuori arresi e uniti a Cristo.
Non c’è niente che si paragoni alla chiesa quando è dedita a Cristo. È una comunità di fede e di unione, di grazia e di redenzione, che supera le sfide e non smette di manifestare l’amore di Dio al mondo.
Dio opera in noi mentre aspettiamo. L’attesa ci insegna a bramare Dio più delle cose che Dio dà, a ricevere lo Spirito Santo nei nostri cuori, e a usare le nostre lingue per cucire, edificare e puntare a Cristo.
Riassunto: La logica comunitaria è più ampia di quella individuale. Ci motiva ad amare chi non conosciamo, a stabilire radici nel territorio, a stringere rapporti che onorano Dio, ad essere generosi e a ritrovare la nostra gioia in Dio. Esige dei sacrifici ma ne vale la pena!
Quando la gioia si mischia con il dolore, dobbiamo tornare alle Scritture, riconsacrarci e fare festa, non a causa della nostra fedeltà ma a causa della fedeltà del Signore.
Dio può far rivivere pietre sepolte sotto mucchi di polvere e consumate dal fuoco. Ritrovare la santità e la solidità della Sua Parola.
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