“Il genere è una copia di cui non esiste l’originale” è così che Judith Butler poneva al centro dei suoi studi l’unicità dell’individuo.
Sesso biologico, orientamento sessuale, identità e ruoli di genere sono le nozioni base per approcciare dell’educazione affettiva e sessuale.
Munit* di sana curiosità e ponendo al centro il principio di non discriminazione, ripercorriamo quali sono le componenti che costruiscono l’identità dell’individuo sottolineando quanto, oggi, quelle stesse componenti siano ancora ingiustificatamente fonti di pregiudizio e discriminazione.
DEFINIZIONI:
Sesso biologico:
appartenenza a uno dei tre sessi (femminile/maschile/intersessuale) determinata da caratteristiche genetiche, anatomiche e ormonali.
Orientamento sessuale:
chi mi piace, per chi provo attrazione e affetto?
Generalmente viene definita secondo tre categorie: eterosessuale (attrazione per il sesso opposto), bisessuale (attrazione sia per il sesso opposto che per il proprio sesso) e omosessuale (attrazione per le persone del proprio stesso sesso)
Identità di genere:
percezione che una persona ha di sé in relazione al suo sesso biologico. La percezione che ho di me stessa/o (dimensione soggettiva). Una persona è transgender se l’identità di genere non corrisponde al sesso che le è stato assegnato alla nascita, in caso contrario è cisgender.
Ruoli di genere: l’insieme di prescrizioni e aspettative che la cultura di riferimento indica o impone su ciò che va bene per i maschi e ciò che va bene per le femmine. Con questo termine si intende l’insieme delle aspettative sociali su ciò che è considerato adeguato e appropriato per uomini e donne. É una dimensione non più soggettiva perché non riguarda la mia percezione ma la percezione che la società ha di me (dimensione oggettiva).