Classic Rock On Air

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In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto (Gotta Get a) Meal Ticket di Elton John. Tra le pagine di Classic Rock troviamo un articolo dedicato ai 50 anni di un disco storico di Elton John di fresca ristampa: Captain Fantastic (and the Brown Dirt Cowboy), il dodicesimo album dell'artista britannico pubblicato il 23 maggio 1975.Era (e resta) un gran disco e, con ormai 50 anni sulle spalle, qualche iniezione di botox se la meritava. Per cui, l’idea di riascoltare nello splendore del restauro digitale le sue 10 tracce (più i remaster 2025 di Philadelphia Freedom, House Of Cards e le cover di Lucy In The Sky With Diamonds e One Day At The Time, tutte canzoni uscite all’epoca solo su 45 giri) ci aveva predisposto bene. Peccato che il resto dell’operazione offra poca sostanza perché mancano all’appello ben cinque canzoni del disco (Tower Of Babel, Someone Saved My Life Tonight, (Gotta Get A) Meal Ticket, Better Of Dead e Curtains) e di Bitter Fingers c’è solo l’intro al piano, per appena 30 secondi di durata. Nei forum di appassionati circola l’ipotesi che il grosso del materiale d’archivio di questa produzione sia andato perso nell’incendio che nel 2018 distrusse più di 500.000 registrazioni custodite nei magazzini della Universal Music di Hollywood. Qualcuno addirittura insinua il sospetto che i nastri superstiti siano stati in qualche modo taroccati. 
Per fortuna, le sette esecuzioni live del 10 gennaio 2005 alla Philips Arena di Atlanta sono buone – spiccano una vibrante (Gotta Get A) Meal Ticket rinforzata dalle nove voci di un coro gospel e i 10 elegiaci minuti del medley We All Fall In Love Sometimes/Curtains.
Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante per la rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo è Satelliti di Salvario. Dopo una lunga pausa discografica, Salvario rompe il silenzio con Satelliti, il nuovo singolo che anticipa l’album previsto per il 2026. Il brano è un indie pop moderno che bilancia la ricerca sonora con un romanticismo sognante e intimo. Salvario ha scritto il brano con la collaborazione al testo del cantautore torinese Eugenio Rodondi mentre per la musica si è avvalso dell’intervento di Andrea De Carlo, che ha anche registrato e prodotto il brano al Lab 10 Studio di Torino.Satelliti è una riflessione sulla vita e sull’amore, raccontata attraverso una metafora potente: le persone, come satelliti, ruotano incessantemente attorno alla città in cerca di connessione, con il Natale alle porte e la consapevolezza di un altro anno trascorso. L’atmosfera raggiunge il suo apice grazie alla collaborazione con la cantautrice Irene Buselli, la cui voce elegante e sottile dialoga con il sound, conferendo al brano una dimensione onirica e inconfondibile.Il singolo è il risultato di un lavoro corale che ha coinvolto anche Filippo Cornaglia alla batteria, già noto per le collaborazioni con Niccolò Fabi, Bianco e Andrea Laszlo De Simone, mentre il mastering è stato curato da Giovanni “Meniak” Nebbia presso Ithil World Mastering di Imperia. Con il supporto di questo team, Salvario torna a muoversi nella scena musicale italiana, proponendo un sound che unisce la tradizione cantautorale all’attitudine indie pop contemporanea.
Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana propone l’intervista esclusiva a Vince Tempera, Claudio Simonetti III e i 291out.In questa puntata di Soundtrack City, Marco Testoni e Massimo Privitera ci portano nel vivo di un'intervista esclusiva con Vince Tempera, Claudio Simonetti III e i 291out. Approfittando dell'ultimo CinemArcord a Bergamo, Massimo Privitera ha fatto due chiacchiere con i maestri Tempera e Simonetti per festeggiare alcuni anniversari storici. Parliamo di pietre miliari che compiono 50 anni, come il primo mitico film di Fantozzi (firmato Bixio-Frizzi-Tempera), l'intramontabile Profondo rosso dei Goblin e Giorgio Gaslini, e persino la sigla di Goldrake Atlas Ufo Robot, che ha cresciuto intere generazioni. Spazio anche ai 40 anni di Demoni, il cult horror di Simonetti. Infine, i 291Out ci raccontano il loro punto di vista sulla musica nei cortometraggi, partendo dall'album "Chennàpule" colonna sonora per il corto Kvara - una storia di amore e pallone.
Il brano proposto dagli ospiti di questa puntata è Ufo Robot Goldrake degli Actarus. Ufo Robot Goldrake - Una serie di animazione giapponese del 1975 tratta dal manga di Go Nagai, trasmessa in Italia dal 1978. La sigla Ufo Robot, cantata dal gruppo Actarus, ebbe molto successo con oltre un milione di copie vendute. Musica di Vince Tempera e Ares Tavolazzi, testo di Luigi Albertelli.
Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su La vita che sogna di Elisa Carta.Alla ricerca di una proposta dal mondo degli indipendenti che fosse stuzzichevole e con, nel retropensiero, la suggestione delle recenti selezioni romane del Premio Cesa (il Premio dedicato alle nuove proposte dell’ambito etno folk promosso da Folkest) l’orecchio era alla ricerca di qualcosa dal bel mondo di Elisa Carta, vincitrice della selezione romana e prossima finalista del Premio. E youtube ha suggerito un brano uscito in queste ore, La vita che sogna, su testo e musica di un amico storico del nostro programma, Gino Marielli, fondatore dei Tazenda. Prodotta da Gabriele Oggiano, La vita che sogna è un inno al riconoscere che non sappiamo niente, né dal punto di vista scientifico, né dal punto di vista religioso, spirituale o filosofico. Ma in fondo c'è qualcosa che ci dice che una soluzione ci può essere, quella istintiva, profonda, quella che viene da un mistero dentro di noi e che ci fa inseguire l'idea che la vita, in generale, sia impersonale, che fa un po' quello che vuole; anzi, fa quello che vuole. Noi siamo così piccoli che possiamo solo ammirarla, come un innamorato che ammira la propria amata inarrivabile. Nel frattempo, sembra che crei terremoti, che uccida milioni di persone e animali, che faccia scontrare pianeti, galassie e stelle; e in effetti lo fa. Ma chissà se lo fa davvero, o se lo fa come noi lo facciamo nei sogni, o se i sogni sono proprio l'indicazione che noi stiamo inventando una realtà che esiste perché ci dà un'emozione, ma non esiste perché è solo sognata. È un po' quello che adesso gli studiosi stanno cercando di approfondire: arrivare fino in fondo alla ricerca dell'ultimo granello di materia; e dopodiché c'è il nulla, ma è un nulla fantastico, pieno di materia che crea tutto questo. Questo tutto che noi viviamo è illusorio o no? Questa canzone cerca ingenuamente di affondare, tramite l'idea del sogno, in questo concetto: c'è una specie di Dio che ha il potere di pensare, e ogni cosa che pensa si manifesta come noi quando chiudiamo gli occhi e immaginiamo una cosa. In realtà, noi la stiamo vivendo, ma se apriamo gli occhi, non c'è più. Oppure, se tocchiamo un albero o una persona che stiamo immaginando, come sporgiamo la mano, ci accorgiamo che il tatto non c'è; quindi, materia non c'è, ma creazione sì. È la vita che sogna di essere, chissà.
Per la sigla di chiusura del mese di febbraio il nostro Direttore Renato Marengo ha scelto il brano Sceleratus di Donella Del Monaco con l’Opus Avantra Ensemble che vede la meravigliosa partecipazione di Lino Vairetti. Una scelta che nasce dalla ristampa in vinile (M.P.& Records) di un album meraviglioso prodotto peraltro proprio dal nostro direttore: Rosa Rosae di Donella Del Monaco con gli Opus Ensemble. Nell’album sono presenti moltissime guest: dallo stesso Lino Vairetti a Jenny Sorrenti, a Tony Esposito e Alberto Radius, ospite storico che aveva già partecipato al primo disco del 1974.Sceleratus, brano iconico, tratto da Rosa Rosae, è un vorticoso esperimento musicale in cui duettano le voci di Donella Del Monaco e di Lino Vairetti degli Osanna e in cui viene evocata la protezione della Santa Vergine Maria (rosa mystica divina) contro il male rappresentato dal Diavolo. Al di là del riferimento religioso, che qui è più che altro poetico, c’è una forte chiamata delle forze del bene contro quelle del male: un tema veramente molto attuale.
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Classic Rock On AirBy Keysound Podcasts