Classic Rock On Air

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In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto, You Wreck Me di Tom Petty. Thomas Earl Petty, detto Tom, è stato un cantautore, musicista, produttore discografico, noto per essere stato il frontman della band Tom Petty and the Heartbreakers. In uno dei momenti più caotici e travagliati della sua vita trovò rifugio in sala di registrazione. Il risultato fu Wildflowers, uno dei suoi lavori più personali e apprezzati. Tom Petty non ha purtroppo conosciuto la fama mondiale che avrebbe meritato anche perché nel corso della sua carriera, Petty si è spesso scontrato con il mondo dell'industria musicale e delle etichette discografiche. Nell'album The Last DJ del 2002 Petty espone attraverso alcuni pezzi il suo personale punto di vista sul declino del mondo della musica e del rock & roll in particolare, sottolineando come la corsa al profitto da parte delle case discografiche stia oscurando la qualità della musica. You Wreck Me è uno dei singoli dell’album Wildflowers di Tom Petty scritto dal chitarrista Mike Campbell con il testo di Petty. Il brano, inizialmente intitolato “You Rock me” (mi fai impazzire) parla di un amore così potente da essere distruttivo, un'intensità che va oltre il semplice “impazzire”, per diventare un "distruggere" nel senso di travolgere completamente. La svolta decisiva fu quando Tom Petty cambiò "rock" in "wreck" (distruggere/rovina). Questo trasformò una canzone d'amore generica in un'esplorazione più oscura e potente dell'ossessione e della vulnerabilità, come se l'amore fosse una forza naturale che annienta. You Wreck Me è una dichiarazione di devozione totale e quasi spaventosa, dove l'amato/a ha il potere di demolire l'io del cantante. Questa settimana, il brano proposto dall’Altoparlante nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo è Balcanica dei Gate 66, duo composto da Bruno J (voce e synth) e Uomo Stokastico (beatbox e synth). Prodotto a Rimini dagli stessi Gate 66, con la chitarra di Simone Mularoni e il mix e mastering realizzati insieme a lui presso il Domination Studio, il brano conferma la loro capacità di fondere tecnologia e umanità in un linguaggio musicale unico. Balcanica è speranza e resistenza: un inno a credere di potercela farce, anche in un mondo che sembra andare allo scatafascio. La ritmica trae ispirazione da Was Dog a Doughnut? di Cat Stevens (1977), brano culto interamente elettronico e senza voce, anticipatore di sonorità pionieristiche. Su questa base concettuale, i Gate 66 hanno innestato atmosfere anni ’80, sintetizzatori pulsanti e melodie sospese tra nostalgia e futuro, dando vita a un sound che mescola intensità e leggerezza. Il singolo è accompagnato da un videoclip prodotto dal duo, con editing e motion curati da Uomo Stokastico. La narrazione, liberamente ispirata alla graphic novel Maus di Art Spiegelman, racconta la fuga di due topi antropomorfi dalla loro città dopo un golpe dei gatti. Tra neon vibranti, estetica ultrarealistica e satira politica, il video si chiude con un plot twist che ribalta le sorti del racconto e apre a nuovi scenari conflittuali.Invece Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ha come protagonisti Giuliano Taviani e Carmelo Travia, intervistati dal nostro Pivitera durante l'ultima edizione dell'𝐀𝐩𝐮𝐥𝐢𝐚 𝐒𝐨𝐮𝐧𝐝𝐭𝐫𝐚𝐜𝐤 𝐀𝐰𝐚𝐫𝐝𝐬 di Carovigno in Puglia svoltasi lo scorso 4 - 5 - 6 luglio 2025. I due compositori hanno raccontato il loro lavoro e alcune delle colonne sonore che hanno composto. L’Apulia Soundtrack Awards è divenuto un festival sempre più autorevole, con la direzione artistica di Cyril Morin e con il prezioso supporto di un gruppo di organizzatori appassionati quali Loredana Epifani, Antonella La Camera e Antonio Ribezzi.Diamanti, la canzone scelta dagli ospiti, è la colonna sonora dell’omonimo film Diamanti di Ferzan Ozpetek, cantata e scritta da Giorgia in collaborazione con Giuliano Taviani e Carmelo Travia. Il testo parla di speranza, resilienza e rinascita, rappresentando la vita come un ciclo che, nonostante le difficoltà e le ferite, può tornare a splendere. La cantante celebra la forza e la resilienza femminile, l'amore come guarigione e legame indistruttibile, e la rinascita dopo il dolore, esortando a vivere intensamente e a trovare luce nelle connessioni umane, trasformando le ferite in qualcosa di prezioso e resistente come i diamanti stessi. Il diamante è simbolo di resistenza e incorruttibilità, e la canzone omaggia il mondo delle donne, celebrandone la solidarietà e la capacità di superare le difficoltà, proprio come le sarte protagoniste del film. Il brano sottolinea l'importanza di trovare la forza interiore per affrontare la vita, valorizzare ogni momento e riscoprire la fiducia, anche quando il tempo è breve. Il progetto è nato per elevare le donne a protagoniste, mettendo in luce la complicità e l'affetto tra loro, un tema centrale anche nella pellicola di Özpetek.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, la Redazione ha scelto Famme sapè, il singolo di Sasà Mendoza, Romeo Barbaro e Alessandra Murolo, pubblicato da Suono Libero Music, la label di Nando Misuraca. Il brano, intenso e spirituale, crea un ponte emotivo tra musica e poesia, raccontando il dialogo invisibile con chi non c’è più e la capacità di “ascoltare” i segni attraverso la natura e l’anima. Il testo nasce da un’esperienza personale di Bruno Lanza, maestro della canzone napoletana, impreziosito dal tocco lirico di Alessandra Murolo, mentre la musica di Sasà Mendoza fonde pianoforte, fisarmonica e sonorità moderne, con le percussioni popolari di Romeo Barbaro.Per la sigla di chiusura del mese di gennaio, a un anno dalla scomparsa di Paolo Benvegnù (31 dicembre 2024), il cantautore milanese viene ricordato con la sigla di questa prima parte dell’anno con È solo un sogno con Stefano Bollani. Artista amatissimo da critica e pubblico, Benvegnù ha avuto una carriera intensa e coerente: nato a Milano nel 1965, è stato tra i fondatori degli Scisma, per poi proseguire come autore, compositore, produttore e collaboratore di numerosi artisti italiani ed europei, oltre che nel teatro. Dal 2004 ha intrapreso il percorso solista con l’album Piccoli fragilissimi film, seguito da un tour premiato dal MEI. Nel corso degli anni ha pubblicato numerosi dischi ed EP, ottenendo cinque candidature alla Targa Tenco, premio che ha finalmente vinto nel 2024 con l’album È inutile parlare d’amore, riconosciuto come miglior album dell’anno. Benvegnù ha incarnato un’idea di musica in cui estetica ed etica si fondono: una ricerca poetica e musicale raffinata, riconoscibile negli arrangiamenti e soprattutto nei testi, intesi come forma di resistenza e di bellezza inutile in un mondo pragmatico. 
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Classic Rock On AirBy Keysound Podcasts