Classic Rock On Air

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In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto D'yer Mak'er dei mitici Led Zeppelin in occasione di un articolo dedicato dal Magazine Classic Rock Italia alla band nel periodo del suo massimo fulgore: il biennio 1972-1973, gli anni successivi al loro album Led Zeppelin IV pubblicato nel 1971. Fu la fase imperiale per i Led Zeppelin, quando tutto l’impegno profuso nei tour e il lavoro svolto in studio nei tre anni precedenti finalmente diedero i loro frutti. Dall’Australia all’India, al Giappone, all’Europa e al Regno Unito, e di nuovo negli Stati Uniti, per ben due volte, gli Zeppelin sopravvissero a retate antidroga fallite, allo scetticismo della stampa musicale, allo straripante esibizionismo dei Rolling Stones, a una misteriosa rapina e a un’infinità di eccessi dionisiaci per fare alcuni dei loro più grandi show dal vivo e diventare, ufficialmente, la prima rock’n’roll band al mondo. Nel marzo del 1973 finalmente uscì Houses Of The Holy: raggiunse il primo posto delle classifiche UK e USA, ma ricevette recensioni contrastanti. A quel punto i Led Zeppelin erano di nuovo in tournée, con un tour americano che incassò 4 milioni di dollari. Si spostarono tra le città a bordo di un jet privato, infrangendo il precedente record al botteghino dei Beatles e trasformando Los Angeles nel loro decadente parco giochi privato. La canzone scelta dall’album Houses Of The Holy ha una storia molto particolare e s’intitola D'yer Mak'er : un brano dove i Led Zeppelin escono dalla comfort zone del loro hard rock per sconfinare nel reggae: un genere che in quegli anni era in pieno boom grazie a Bob Marley.Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Maledetta IA, nuovo singolo di Izine. Si tratta di un brano che nasce da una riflessione urgente e personale sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella nostra vita quotidiana. Non un esercizio teorico, ma un confronto diretto con un presente che corre più veloce delle nostre domande. Il titolo è provocatorio, ma il cuore del brano è la paura di perdere qualcosa di profondamente umano: la creatività, l’autorialità, la capacità di mettersi in gioco. Izine osserva come l’IA sia già ovunque e si chiede cosa resterà dell’artista quando un sistema è in grado di generare canzoni, immagini, video o testi attingendo da miliardi di opere preesistenti. Il brano non offre risposte, ma mette in fila le domande che attraversano molti di noi. Maledetta IA è stato prodotto da Izine e Michele Guberti, che ha curato anche mix e master presso la Magiari Sound Factory di Ferrara. Le sonorità sono elettroniche e martellanti, costruite su un ritmo veloce e ripetitivo che restituisce la sensazione di un mondo che non si ferma. I sample richiamano androidi immaginari, mentre l’immaginario visivo del brano si tinge di viola, colore spesso associato all’intelligenza artificiale. Il risultato è un’atmosfera satura, quasi claustrofobica, che amplifica il senso di inquietudine del testo. La copertina del singolo rafforza questa visione distopica: un collegamento USB inserito come un’endovena, a suggerire un futuro in cui il traffico dati diventa vitale quanto il sangue. Un’immagine che parla di dipendenza, di necessità, di un umano che rischia di essere rieducato dalla tecnologia che ha creato. Il videoclip riprende e amplifica questo discorso: l’ispirazione warholiana sposta l’attenzione dal cibo, simbolo del consumismo degli anni ’60, allo smartphone, oggi al centro delle nostre vite. La martellata che dovrebbe “liberare” l’individuo dal dispositivo è un gesto illusorio: il problema non è l’oggetto, ma il sistema sociale che lo rende indispensabileSoundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ha come protagonisti i compositori e musicisti Andrea Ridolfi e Vito Abbonato. Massimo Privitera li ha intervistati a proposito della loro nuova colonna sonora scritta per La buona stella, la recente serie TV crime targata RAI  diretta da Luca Brignone con Miriam Dalmazio, Filippo Scicchitano e Francesco Arca.Il brano proposto in occasione di questa puntata è Mai Saprai, canzone scritta dal duo Abbonato & Ridolfi e cantata da FLO. Un brano incluso nella colonna sonora della serie tv Rai Mina Settembre dove Serena Rossi interpreta un'assistente sociale che lavora in un consultorio familiare nel centro storico di Napoli.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su La casa di Tom di Toni Melillo. Un cantautore molto raffinato, dal sapore jazzy, che il mese prossimo esce con un nuovo album. La casa di Tom, tratto dal precedente Il mio giardino è un delicatissimo omaggio al grande Antonio Carlos Jobim. Nel raccontare di questo brano è lo stesso Toni che offre il racconto che ha dipinto nel suo brano: “Mi immagino di vedere la sua casa dall’alto, una casa fatta di festa e di luce. Dove, come per magia, il sole e la luna convivono contemporaneamente nello stesso cielo. Dove anche l’inverno e la neve vestono di gioia. La ritmica delle chitarre è un omaggio allo swing gipsy, una tra le poche musiche capace di annullare immediatamente qualsiasi mio malumore!”
Per la sigla di chiusura del mese di aprile il Direttore Renato Marengo ha scelto Musica Ribelle di Eugenio Finardi. Per celebrare i cinquant’anni dal suo primo album, Eugenio Finardi torna con un nuovo tour e un nuovo disco, TUTTO, ventesimo lavoro in studio di inediti. Dopo il successo di Euphonia Suite, che lo ha visto protagonista di ottanta date in tre anni, Finardi porta in scena uno spettacolo che ripercorre i momenti più significativi del suo vasto repertorio, raccontando una carriera lunga mezzo secolo e consacrata tra le più originali della canzone d’autore italiana. Accanto ai grandi classici, trovano spazio anche i brani del nuovo album, un progetto che colpisce per sonorità innovative e per la creatività sempre viva di un artista capace di leggere il presente con profondità. Sul palco è accompagnato da tre musicisti con cui costruisce atmosfere coinvolgenti e mai scontate. Nel tempo, la sua voce è diventata sempre più duttile e raffinata, capace di trasmettere emozioni autentiche attraverso testi che affrontano temi universali. A distinguerlo resta anche la spontaneità e il rapporto diretto con il pubblico, che rende ogni concerto un’esperienza unica.
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Classic Rock On AirBy Keysound Podcasts