In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Gipsy degli Uriah Heep. Nel mensile Classic Rock in edicola, infatti, si celebrano gli Uriah Heep, un gruppo musicale hard rock/progressive britannico formatosi a Londra nel 1969. L’occasione è la ristampa di Beautiful Dream: una raccolta dei dischi della band dal 1975 al 1977. Si tratta di un corposo cofanetto di 4 CD che documenta un periodo di grande transizione stilistica e cambi di formazione per il gruppo e i loro relativi album: Return to Fantasy (1975), High and Mighty (1976), Firefly (1977) e Innocent Victim (1977). Gli Uriah Heep sono una colonna portante dell'hard rock britannico e sono considerati, insieme a Led Zeppelin, Black Sabbath e Deep Purple, tra i pionieri del genere heavy metal. Formati dalle ceneri dei "The Gods", presero il nome dal viscido personaggio del romanzo David Copperfield di Charles Dickens. Il loro stile è unico per l'uso massiccio dell'organo Hammond, i complessi intrecci vocali e le chitarre distorte, mescolando hard rock e rock progressivo. Il gruppo ha subito molti cambiamenti di formazione ma il picco di popolarità arrivò nei primi anni '70 con la formazione classica composta da Ken Hensley (tastiere), Mick Box (chitarra), David Byron (voce), Gary Thain (basso) e Lee Kerslake (batteria). Gipsy è la traccia d'apertura del loro disco di debutto, ...Very 'Eavy ...Very 'Umble (1970). È considerato uno dei brani fondamentali per la nascita dell'hard rock e del heavy metal.Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Cambiare Male dei The Monkey Weather. Cambiare Male è il nuovo singolo dei The Monkey Weather, un brano che nasce da esperienze vissute sulla pelle. La canzone mette a fuoco le dinamiche di una relazione tossica, in particolare quelle legate alla manipolazione narcisistica. Non è un racconto astratto: è una denuncia che parte da ciò che la band ha attraversato e osservato, con l’intenzione di dare voce a chi si trova intrappolato in meccanismi simili. Sul piano sonoro, Cambiare Male è costruita su un andamento ipnotico. Le strofe hanno un tono cupo e quasi recitato, mentre il ritornello si apre in una dimensione corale che alleggerisce la tensione accumulata. Le tastiere introducono un colore dub che richiama le atmosfere degli anni ’90, con un rimando esplicito agli Almamegretta. Il lavoro di produzione punta a creare un movimento continuo, un rotolamento che accompagna il testo senza sovrastarlo.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana è dedicata L’uomo che voleva vedere tutto (The Man Who Wanted To See It At All) un documentario spagnolo diretto da Albert Albacete disponibile su Netflix. Un film che ci racconta l’incredibile storia di Heinz Stücke ed il suo viaggio in bicicletta più lungo del mondo, iniziato nel 1962 e durato ben 50 anni. Le musiche sono del compositore catalano Toni M Mir: una colonna sonora elegante e rarefatta - basata sul dialogo musicale tra alcune sequenze elettroniche ambient e il fraseggio di una chitarra elettrica in stile ECM - che accompagna le riflessioni e i ricordi dell’ultraottantenne giramondo tedesco.Il brano proposto per questa puntata è Last Train Home di Pat Metheny, uno dei più grandi chitarristi elettrici al mondo. Last Train Home è un suo brano dove si respira un clima on the road che rappresenta in musica il cammino incessante in giro per il mondo di Heinze Stucke.
Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Storia di un ratto di Daniele Napodano. Daniele Napodano, un cantautore dalle mille risorse che ha anche scritto, non a caso e abbinato all’album omonimo, un curiosissimo Memorie di un ratto che, nato da un esperimento di allevamento di ratti, analizza gli automatismi sociali di una comunità che, lungi da essere da disprezzare potrebbe benissimo essere un interessante modello da studiare. Oggi Daniele esce con un altro volume destinato a fare parlare di sé: La Musica è Lavoro? in cui dipinge il mestiere dell'arte dall'interno delle sue contraddizioni. Il volume esce per Tempesta editore per la collana Trìtono diretta dal nostro Renato Marengo.
Per la sigla di chiusura del mese di aprile il Direttore Renato Marengo ha scelto Nunn’erano mille di Patrizio Trampetti, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Anime delle Due Sicilie è un album musicale pubblicato nell'aprile 2026, frutto della collaborazione tra Patrizio Trampetti, fra i fondatori della storica NCCP che ha visto produttore il nostro Direttore Renato Marengo, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Il progetto fonde tradizione meridionale, sonorità acustiche ed elettriche e funge da "resistenza culturale" con testi che riflettono su memoria storica, storie del dopoguerra e identità mediterranea. Il quartetto, definito "dei moschettieri del Sud", unisce esperienze musicali variegate. L'album, prodotto da Laboratori di Provincia, include brani come Nunn'erano mille e 'A Sicilia senza ponti, esplorando temi sociali e storici. Un mix tra strumenti tradizionali (tamburi di Antico, chitarre) e moderni (sintetizzatori), creando un tessuto sonoro mediterraneo. Non un mero progetto nostalgico, ma un atto di resistenza contro l'indifferenza, rielaborando il patrimonio musicale del Mezzogiorno. Patrizio Trampetti, esponente del folk revival fondatore della Nccp, e Alfio Antico, che ha collaborato con De André, Dalla, Capossela, Arbore e Consoli, si incontrano con Jennà Romano e Amedeo Ronga per questo Concerto delle Due Sicilie che affonda le sue radici nella musica di tradizione e nella forma canzone. In esso gli strumenti a corda e il ritmo dei tamburi della tradizione etnica si fondono con le sonorità psichedeliche degli anni ’70 per un viaggio nella fusione musicale tra rivisitazioni e brani inediti. Il concerto vede anche la partecipazione dell’attrice Maria Sofia Palmieri. Il brano Nunn'erano mille offre una reinterpretazione critica dello sbarco di Garibaldi, raccontata dal punto di vista