In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Puppet and the Puppet Master dei Jethro Tull, il celebre gruppo rock progressive britannico originario di Blackpool, fondato nel 1967 dallo scozzese Ian Anderson (flauto traverso e polistrumentista). Una curiosità: la formazione prende il nome dal pioniere della moderna agricoltura, l'agronomo Jethro Tull (1674-1741). La loro musica è contraddistinta dalla presenza dominante del flauto traverso, suonato dal virtuoso leader Ian Anderson. Dopo un esordio all'insegna del richiamo al blues, i Jethro Tull hanno attraversato la storia del rock, sperimentando vari generi: dal folk rock all'hard rock, dal progressive rock alla musica classica. Hanno venduto più di 60 milioni di album in tutto il mondo. I fan hanno aspettato 19 anni per un nuovo disco dei Jethro Tull e ne sono arrivati tre quasi contemporaneamente. L’ultimo album Curious Ruminant è il migliore dell’ondata di fine carriera dei Tull, iniziata con The Zealot Gene del 2022, e vede Ian Anderson affrontare la mortalità a testa alta, con un’urgenza che apparentemente lo spinge ad andare avanti. I Tull suonano ancora come i Tull, anche se i fan del gruppo originale probabilmente preferirebbero più grinta, dato che la produzione è leggera e a tratti confusa. Il brano di chiusura Interim Sleep, tuttavia, è toccante e piuttosto bello nella sua semplicità ma la cosiddetta killer track è Puppet and the Puppet Master.Questa settimana il brano proposto all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Te vengo a cercà, firmato Roberto Colella. Il musicista ha voluto approfondire suoni e umanità che uniscono il golfo del Mediterraneo alle tradizioni del Senegal. Tutto nasce quando a un concerto tenuto in piazza Dante per i cassintegrati della Fiat dal sassofonista Daniele Sepe Colella incontra sul palco Laye Ba, musicista di Dakar che ha vissuto a Napoli. Tra Colella e Ba l’intesa è silenziosa, misteriosa, istantanea. Un caffè, una chitarra, una confessione reciproca e in poche settimane viene scritto un brano che pulsa di amicizia e ritmo, colori e racconti popolari. Lo manifesta il medesimo videoclip.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ha come ospite il compositore e musicista Vittorio Giampietro, protagonista di un’intervista esclusiva di Soundtrack City. Nell’intervista condotta da Privitera si è parlato della colonna sonora scritta per l'anti-western Testa o Croce? un film del 2025 diretto da Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis con Alessandro Borghi, Nadia Tereszkiewicz e John C. Reilly. La trama ripercorre e reinterpreta la storia della visita di Buffalo Bill in Italia avvenuta nei primi del ‘900.Il brano proposto dall’ospite di questa puntata è Amore Bello Mio, canzone originale del film, una ballata country-folk composta da Vittorio Giampietro e cantata dall’attore protagonista Alessandro Borghi.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Dicono che è normale di Carla Magnoni. Alle spalle San Valentino, è sembrato interessante proporre un brano, non proprio rock, ma che parla sì d’amore, affrontandolo da un altro punto di vista: quello dei rischi di lasciar perdere l’amore sull’onda della noia e dell’abitudine. Parliamo di Dicono che è Normale di Carla Magnoni, il singolo tratto dal recente album Quello che Resta. Singolo di cui è uscito un bel videoclip con la firma di Emiliano Migliorucci che ben dipinge la noia e il lasciare andare di un sentimento che si spegne sull’onda della scarsa cura.Per la sigla di chiusura del mese di febbraio il nostro Direttore Renato Marengo ha scelto il brano Sceleratus di Donella Del Monaco con l’Opus Avantra Ensemble che vede la meravigliosa partecipazione di Lino Vairetti. Una scelta che nasce dalla ristampa in vinile (M.P.& Records) di un album meraviglioso prodotto peraltro proprio dal nostro direttore: Rosa Rosae di Donella Del Monaco con gli Opus Ensemble. Nell’album sono presenti moltissime guest: dallo stesso Lino Vairetti a Jenny Sorrenti, a Tony Esposito e Alberto Radius, ospite storico che aveva già partecipato al primo disco del 1974.Sceleratus, brano iconico, tratto da Rosa Rosae, è un vorticoso esperimento musicale in cui duettano le voci di Donella Del Monaco e di Lino Vairetti degli Osanna e in cui viene evocata la protezione della Santa Vergine Maria (rosa mystica divina) contro il male rappresentato dal Diavolo. Al di là del riferimento religioso, che qui è più che altro poetico, c’è una forte chiamata delle forze del bene contro quelle del male: un tema veramente molto attuale.