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By Radio PopolareNews
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  • Electrolux ne licenzia 1700, il governo non fa nulla
    Dopo aver promesso a governo e lavoratori di rivedere il piano di chiusure e licenziamenti, la svedese Electrolux tira dritto e annuncia fino a 1700 licenziamenti su 4500 dipendenti e il ridimensionamento o la chiusura degli stabilimenti italiani di Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Forlì, Solaro (Milano) e Cerreto d’Esi (Ancona) dove oggi ci sarà una manifestazione nazionale per chiedere al governo di intervenire. Electrolux delocalizza verso Oriente le sue produzione e punta a un accordo col colosso cinese del settore. L’analisi e il racconto di Pierpaolo Pullini, segretario della Fiom di Ancona, nell’intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    7 min
  • Influencer picchiatori: dalla propaganda anti degrado all'estrema destra
    C'è un'interrogazione parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra sull’aggressione avvenuta sabato a Venezia. Protagonista un gruppo di influencer che, in base alle testimonianze, ha aggredito militanti di sinistra del centro sociale Morion e di Avs. Un consigliere comunale, Giovanni Fassiol, ha preso un pugno in faccia ed è finito a terra sanguinante. L'episodio arriva dopo altri fatta simili avvenuti in altre città, ad esempio a Bologna, dove è intervenuta anche la polizia.
    Si tratta di un fenomeno nato sui social e che sui social si diffonde. Il filone è quello delle cosiddette "denunce anti degrado". C'è chi in metropolitana addita presunti borseggiatori e aizza la gente contro di loro; c’è chi organizza provocatorie "passeggiate" in quartieri difficili; c'è chi arriva in zone di spaccio e comincia a filmare. Sì, perché tutto viene ripreso e postato sui social. Con migliaia di follower che alimentano la popolarità dei protagonisti.
    Non c’è una matrice politica dichiarata che unifica tutti questi personaggi. Ma slogan, obiettivi, toni, sono quelli dell'estrema destra. Esiste un filo conduttore? Un livello politico meno estemporaneo di quello che appare? L'intervista di Luigi Ambrosio a Leonardo Bianchi, giornalista a scrittore.
    7 min
  • Trump respinge gli appelli dei big dell'IA per maggior controllo: “L’unico argine sarò io”
    In questi giorni il dibattito sull’intelligenza artificiale è uscito dai circoli degli addetti ai lavori, entrando a gamba tesa non solo nel discorso pubblico più ampio, ma anche il quello governativo. Oggi sia Donald Trump che il governo cinese hanno commentato le dichiarazioni del Ceo di Anthropic, Amodei, che ha chiesto una regolamentazione della tecnologia. Il portavoce del ministero degli esteri cinese ha detto che "Allarmismo, confronto e competizione non faranno altro che ostacolare il processo di governance globale dell'IA" mentre Trump ha detto: “L'unico controllo o 'argine' di cui l'IA ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato), e gli Stati Uniti ne hanno uno, eccome" e ha sottolineato che "l'amministrazione Trump ha impedito a certi 'personaggi' dell'IA di compiere azioni dannose o potenzialmente tali - come Dario Amodei di Anthropic, "che ora finge di essere un 'angioletto perfetto'. L'intervista di Martina Stefanoni al nostro collaboratore Marco Schiaffino.
    5 min
  • Atarde tra folk pop e malinconia estiva nel nuovo album "Waterproof"
    "Ho lavorato tanto a questo disco, volevo trovare un concept che unisse i brani adeguatamente” racconta Atarde, cantautore e musicista marchigiano oggi ospite del MiniLive di Radio Popolare. “In adolescenza ascoltavo molto i Lumineers, credo di aver mescolato un po’ di quel sound al folk locale marchigiano che sentivo suonare da mio padre”. Il titolo dell’album invece, ‘Waterproof’, tradisce una chiara influenza calcuttiana. Acqua come elemento protagonista, paesaggi marini, malinconia estiva e incertezze generazionali, tutto tenuto insieme dal timbro dell’ukulele che Atarde porta sempre con sé: “E’ economico, ma è autografato dal cantante dei Lumineers”. E c’è anche un brano, "Quando nessuno resta", che parla di Palestina. L’intervista di Dario Grande e il MiniLive di Atarde.
    26 min
  • Eraldo Affinati torna alle radici della sua famiglia e dell'Italia del '900
    Un giorno Eraldo Affinati riceve da una signora sconosciuta una fotografia che ritrae suo padre bambino, seduto insieme alla sorellina ai piedi di tre donne, fra cui la nonna Elisa Affinati. L’immagine, struggente e inaspettata, è all’origine di un commovente romanzo autobiografico: “Nella palude del padre” (Gramma Feltrinelli). Nel 1930 Elisa muore di malattia a soli trentasei anni lasciando i due piccoli, entrambi non riconosciuti, privi di sostegno. Il libro racconta le loro vite sullo sfondo dell’Italia del Novecento: dal fascismo alla lotta partigiana, dalle speranze del secondo dopoguerra fino ai conflitti dei nostri giorni. Nel dare conto di questo percorso esistenziale, Eraldo Affinati affronta i temi di tutta la sua opera: la riflessione sul male umano, cosa significa essere padri e madri, il valore dell’istruzione, quale senso dobbiamo attribuire al nostro stare al mondo, come sia possibile vincere la solitudine e l’indifferenza. Eraldo Affinati è stato ospite in diretta a Cult con Ira Rubini, ascolta l'intervista.
    15 min
  • Svezia: la destra arretra ma i suoi temi hanno vinto
    Si attende il conteggio dei voti postali dall’estero per decretare i vincitori delle elezioni svedesi che dovrebbero essere i socialdemocratici, davanti per pochi seggi ai conservatori. Dopo anni di crescita si ferma la destra dei "democratici" che perde il 3%. Ma come ci spiega Erica Gandini, regista e produttore cinematografico, italo-svedese (tra i suoi film: “Videocracy” sull’ascesa di Berlusconi e “La teoria svedese dell’amore”), i temi della destra sull'immigrazione hanno vinto e il Paese ha cambiato radicalmente le sue politiche di accoglienza e asilo. In un Paese dove più del 25% della popolazione è di origine non svedese.
    L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
    7 min
  • Elly Schlein: “La candidata premier sarò io”
    "Noi non abbiamo paura di niente tantomeno del voto". Ai microfoni di Luigi Ambrosio Elly Schlein rilancia dopo la sfida di Conte: “La candidata premier sarò io. E sul percorso per arrivarci lascia le porte aperte: "Decideremo con gli alleati sull'accordo o sulle primarie".
    2 min
  • Alla festa dell'unità PD freddo sulle primarie, ma Conte ribadisce: vanno fatte
    Da Bonaccini a Bersani, dal sindaco di Napoli Manfredi a (da remoto) D'Alema il PD frena sulle primarie. La parola d'ordine alla festa dell'unità di Reggio Emilia è: blindare programma e coalizione e poi le primarie, se no sono divisive. Invece, Giuseppe Conte, ospite stasera della festa, non esprime dubbi e ribadisce al microfono di Luigi Ambrosio: "Ora non possiamo fare marcia indietro”.
    1 min
  • Renato Biagetti, ucciso vent'anni fa da due neofascisti. Il ricordo della madre
    L’intervista di Anna Bredice a Stefania Zuccari, la mamma di Renato Biagetti, ucciso 20 anni fa a Focene (Fiumicino) da due neofascisti, in occasione dell’uscita per Red Star Press di “Gli occhi di Renato”, il racconto del dialogo con il figlio prima e dopo la morte. Nell’intervista la ricostruzione dell’aggressione, i processi, i compagni, il festival Renoize dedicato a Renato e l’impegno per la memoria condiviso con altri madri da Cucchi ad Aldrovandi, alle madri di Plaza de Mayo.
    13 min
  • 53 anni dopo il golpe il Cile di Kast potrebbe restituire la libertà ai torturatori golpisti
    A 53 anni dal colpo di stato militare che rovesciò il governo di Salvador Allende instaurando la dittatura di Pinochet, in Cile per la prima volta c'è un governo che guarda alla dittatura con nostalgia. José Antonio Kast è il presidente più di destra nella storia del Paese dalla fine della dittatura del generale, che durò dal 1973 al 1990. Questo 11 settembre è il primo sotto la sua presidenza, e con sempre più insistenza si stanno diffondendo le voci di un possibile indulto - o di una grazie presidenziale - ai militari che negli anni della dittatura torturarono e uccisero migliaia e migliaia di persone. Tra questi c'è anche Miguel Krassnoff, ex agente della DINA condannato ad oltre  1.000 anni di carcere per crimini contro l'umanità. Krassnoff torturò anche Cecilia Bottai, ex membro del Movimento della Sinistra Rivoluzionaria che fu arrestata dal regime e, nonostante fosse incinta di due mesi, fu brutalmente torturata fino a provocare un aborto spontaneo.
    Martina Stefanoni l'ha intervistata.
    14 min

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