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By Radio PopolareNews
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  • Un consiglio per la pace a Gaza. Il "board" di Trump, un CdA che gestirà un business miliardario
    Si chiama “Board of Peace” e Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, l’ha pensato come il grande consiglio che guiderà – sulla carta - la ricostruzione di Gaza. Il disegno immaginato da Trump non prevede l'intervento degli organismi internazionali che hanno retto la sovranità del diritto per decenni.
    Nel futuro di Gaza – almeno per ora – non sono previste presenze come le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l'Organizzazione Mondiale del Commercio. Il "Board of Peace" richiama molto l’idea di un consiglio di amministrazione (un “board”, appunto), che dovrà gestire un affare economico e finanziario colossale, un consiglio che avrà Trump come presidente.
    Il piano Trump in 20 punti, al paragrafo 9 recita: "Questo organismo (Board of Peace, ndr) definirà il quadro di riferimento e gestirà i finanziamenti per la ricostruzione di Gaza". Gestirà i soldi, proprio come un CdA che si rispetti. E le logiche finiranno per essere quelle del business e non della convivenza internazionale; dell’interesse privato e non dell’interesse pubblico; dell’autoritarismo che oscura la democrazia.
    Raffaele Liguori ha intervistato Fabio Armao, docente di relazioni internazionali all’università di Torino. È autore, insieme a Davide Pellegrino, di “Distopia americana. L’impatto della presidenza Trump sul sistema politico americano” (Mimesis, in uscita).
    8 min
  • Gaza, dopo la tregua: Hamas si riorganizza e riprende il controllo della Striscia
    A ormai quasi una settimana dall’entrata in vigore della tregua, da Gaza arrivano le immagini della resa dei conti con i clan accusati di avere collaborato con le forze di occupazione. Il gruppo palestinese è però al momento l’unico interlocutore organizzato dentro la Striscia, oltre che l’unico soggetto in grado di gestire l’ordine pubblico dopo il ritiro dell’esercito israeliano, come ha riconosciuto anche Donald Trump. Ascolta l'intervista di Sara Milanese alla giornalista Paola Caridi.
    8 min
  • Madagascar. Dalle proteste della Gen Z al caos istituzionale
    Da qualche settimana i giovani del Madagascar stanno scendendo in piazza. Le manifestazioni sono state represse con la violenza e ci sono state decine di morti. Ieri il presidente Andry Rajoelina ha dichiarato di essere fuggito in un luogo sicuro. Oggi, invece, ha annunciato lo scioglimento dell’assemblea nazionale, poche ore prima che i parlamentari si riunissero per metterlo sotto accusa per aver abbandonato il suo incarico. La votazione è avvenuta comunque e la maggioranza ha scelto l’impeachment del presidente. Il colonnello Michael Randrianirina ha annunciato che il Capsat, l’unità d’élite dell’esercito, ha preso il potere.
    Valeria Schroter ha intervistato Andrea Spinelli Barrile, giornalista di Slow News, per ricostruire il processo che ha portato il Madagascar agli eventi di oggi.
    4 min
  • "Netanyahu più forte in Israele ma più debole in Medio Oriente"
    La liberazione degli ostaggi, il rilascio dei prigionieri palestinesi, l’intervento fiume di Trump alla Knesset e, in Egitto, la cerimonia organizzata per la firma ufficiale dell’accordo di pace alla presenza di capi di Stato e di governo da Europa, Asia e Mondo arabo. E’ stata una giornata importante quella di ieri? Per Gaza, per Israele, per il Medioriente in generale. Ne abbiamo parlato con il direttore del magazine indipendente israeliano +972, nonchè uno dei fondatori e leader del movimento “Two States One Homeland”, Meron Rapoport. L’intervista, a cura di Diana Santini, comincia con il suo commento al discorso del presidente Usa alla Knesset.
    10 min
  • Gaza, tregua fragile: testimonianza dall'ospedale di Emergency a Deir el-Balah
    In Israele è iniziato un trasferimento dei detenuti palestinesi che dovrebbero essere liberati nei prossimi giorni, nel contesto dell'accordo di cessate il fuoco entrato in vigore ieri. Lo dice la tv pubblica Kan, mentre secondo la Cnn la liberazione degli ostaggi israeliani da parte di Hamas potrebbe avvenire nella notte tra domenica e lunedì. Tra le prossime tappe c'è anche la ripresa della distribuzione degli aiuti umanitari: stamattina l'Onu ha confermato di aver ricevuto il via libera da Israele a partire da domani. Dall'inizio della tregua, lungo la costa di Gaza si è formata una lunga colonna di persone in marcia da sud a nord, verso la zona che è stata al centro dell'ultima fase dell'invasione israeliana. Secondo Al Jazeera sono decine di migliaia le persone che stanno tornando a quel che resta delle loro case. Niccolò Parrino è un logista di Emergency a Deir el Balah, nella parte centrale della Striscia, dove si è rifugiata gran parte della popolazione palestinese. Ascolta l'intervista di Andrea Monti.
    8 min
  • Due detenuti morti a San Vittore in poche ore, forse intossicati da droga
    Due detenuti di 36 e 48 anni sono morti tra ieri sera e stamattina nel carcere di San Vittore a Milano. Altre tre persone avrebbero accusato malori, ma sarebbero fuori pericolo. Secondo le prime ricostruzioni, uno dei due sarebbe morto dopo aver assunto oppiacei, l’altro per una emorragia gastrica. Si indaga per capire se i malori delle cinque persone coinvolte possano essere riconducibili all'assunzione di sostanze stupefacenti. Le perquisizioni delle unità cinofile hanno dato esito negativo. Valeria Verdolini è la presidente di Antigone Lombardia.
    4 min
  • I Selton pubblicano il Volume 2 di Gringo, il loro disco tra Italia e Brasile
    Una selezione tra oltre 60 canzoni, che ha portato i tre brasiliani di Milano Selton ad avere un nucleo di 23 brani, poi divisi tra Volume 1 e Volume 2: "Gringo" risulta così un lavoro complesso e completo, grazie anche al lavoro fatto, nello Studio13 di Damon Albarn, con il produttore Ricky Damian, italiano che a Londra ha trovato la sua affermazione professionale. I Selton sono a casa a Radio Popolare: è stato bello ritrovarli, nella prima giornata di campagna abbonamenti della radio, per raccontare con loro un nuovo pezzo della loro storia. L'intervista di Dario Grande e Niccolò Vecchia
    31 min
  • Gaza, il primo racconto del cessate il fuoco
    A Gaza è finalmente entrato in vigore il cessate il fuoco. Secondo l’intesa ratificata nella notte dal governo di Netnayahu, la tregua sarebbe dovuta scattare già a mezzanotte, ma Israele ha continuato a bombardare le città della Striscia per coprire gli spostamenti delle truppe; fonti mediche parlano di 35 palestinesi rimasti uccisi nelle ultime ore.
    Alle 11 italiane i raid e gli attacchi sono cessati, le principali vie di collegamento sono tornate libere e migliaia di civili hanno cominciato a tornare nelle proprie città distrutte.
    Questa è la testimonianza che ci ha mandato da Khan Yunis Sami Abuomar, raccolta da Sara Milanese.
    2 min
  • Letteratura, il Nobel all’ungherese Krasznahorkai: “Un grande scrittore epico”
    Lo scrittore ungherese László Krasznahorkai ha vinto il nobel per la letteratura del 2025. “Un grande scrittore epico nella tradizione mitteleuropea che va da Kafka a Bernhard” lo ha definito l’accademia svedese che assegna il premio. Nato nel 1954, il suo primo successo editoriale fu il romanzo “Satantango”, pubblicato nel 1985. Nel 2015 aveva ricevuto un altro premio, l’International Man Booker Prize. Tra i suoi libri pubblicati anche in Italia “Melancolia della resistenza” e “Il ritorno del barone Wenckheim”. La scrittrice Susan Sontag lo aveva definito “maestro dell’apocalisse”. Sui temi e sulle atmosfere dei romanzi di Krasznahorkai, Virginia Platini ha sentito Maria Rosaria Sciglitano, traduttrice esperta di letteratura ungherese.
    8 min

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