Il 27 luglio scorso, in Niger, i soldati della guardia presidenziale guidati dal generale Tchiani circondano il palazzo del governo e destituiscono il presidente Mohamed Bazoum, eletto nel 2021.
Annunciano a reti unificate che l’azione: “segue il continuo deterioramento della situazione della sicurezza, il cattivo governo economico e sociale del Paese”.
Tchiani ha ora il controllo del Paese: è capo di Stato e di governo provvisorio. La Francia e gli Stati Uniti minacciano un loro intervento, anche militare.
La stampa nazionale ed internazionale ha parlato subito di un colpo di Stato.
Secondo lo storico Davide Rossi si è trattata di "una rivoluzione, una transizione che pone fine al neocolonialismo”.
Ecco la sua analisi per Byoblu24