La fondazione maltese Moas, al centro delle accuse di queste settimane insieme a molte ong che salvano vite nel Mediterraneo, nasce dalle ferite della strage di Lampedusa.
«Ho fondato Moas – racconta Regina Catambrone – insieme a mio marito, nel 2014. Tutto nasce l’anno prima, quando, durante una vacanza tra Lampedusa e la Tunisia, la nostra attenzione è andata tra le onde del mare, dove ci è capitato di vedere un simbolo della tragedia delle migrazioni che si stava attuando sotto i nostri occhi: era la giacca di una persona che probabilmente non ce l’aveva fatta.
Tutto partì da questo semplice capo di abbigliamento, che però, seppur semplice, rappresentava per noi un qualcosa di funesto, perché ci segnalava la morte alle porte dell’Europa. Sempre lì, da Lampedusa, Papa Francesco stava lanciando in quei giorni l’appello a non globalizzarci nell’indifferenza di fronte a queste morti e di mettere i nostri talenti a disposizione dei nostri fratelli».