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Al tempo stesso preparami un alloggio,
perché spero, grazie alle vostre preghiere, di esservi restituito.
Epafra, mio compagno di prigionia in Cristo Gesù, ti saluta.
Così pure Marco, Aristarco, Dema, Luca, miei collaboratori.
La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito.
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(Filemone 1:22-25 – LA BIBBIA)
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Ricordatevi dei carcerati, come se foste in carcere con loro;
e di quelli che sono maltrattati, come se anche voi lo foste!
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(Ebrei 13:3)
Serie completa pensieri sull’epistola di Paolo a Filemone
Queste parole le troviamo al termine di una lettera molto particolare, molto personale. In essa, come abbiamo visto nei pensieri precedenti, Paolo ha spronato Filemone a perdonare e liberare Onesimo, non considerandolo più uno schiavo ma un fratello in Cristo.
È piuttosto singolare il fatto che Paolo si trovò ad intercedere per la liberazione di uno schiavo mentre egli stesso era prigioniero. E questa particolarità emerge ancora in maniera chiara proprio nei saluti finali.
Questa lettera era cominciata con un prigioniero che scrive ai propri collaboratori e compagni d’armi (v.1-2) e termina con un prigioniero che spera di essere liberato confidando nelle preghiere dei propri commilitoni.
Questo “combattente” era in carcere non perché aveva fatto qualcosa di male, ma perché predicava la buona notizia inerente la salvezza in Gesù Cristo in un mondo che disprezza Dio e non vuole sentire parlare di Gesù. Egli credeva che la sua liberazione fosse possibile e quindi pensava di poter raggiungere Filemone a Colosse, perché credeva che Dio ascoltasse le preghiere che gli altri credenti avrebbero fatto per lui. Come lui, probabilmente, sperava Epafra che egli cita come suo compagno di prigionia, certamente meno famoso di Paolo, ma non meno importante agli occhi di Dio. Questi discepoli di Gesù non confidavano nella bontà dei propri carcerieri ma confidavano nelle preghiere dei loro commilitoni.
Come abbiamo detto, in questa lettera Paolo chiamò Filemone a mostrare il suo amore in maniera straordinaria perdonando e liberando Onesimo, uno schiavo. In un mondo che perseguita coloro che confidano in Gesù Cristo, Paolo invitò Filemone a mostrare il suo amore, a vincere con l’amore, mostrando anche ai suoi vicini pagani che il messaggio del vangelo era un messaggio capace di trasformare la società attraverso l’amore.
Ecco chi sono i discepoli di Cristo! Essi sono coloro che sono pronti anche a farsi imprigionare o persino a farsi uccidere pur di onorare Gesù Cristo testimoniando di lui, e allo stesso tempo sono pronti a perdonare e liberare anche i loro nemici, coloro che hanno fatto loro dei torti, persino i loro stessi persecutori. Vengono odiati eppure amano, vengono imprigionati eppure rendono la libertà. Essi sono pronti a mostrare l’amore che vince il mondo,