Conferenze stampa

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By Piccolo Teatro di MilanoArtsPerforming Arts
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Conferenze stampa episodes

  • Tacet | Silvia Costa
    Una partitura teatrale che esplora il tempo attraverso il silenzio e la precisione dei corpi. Unʼesperienza precisa e radicale, dove il teatro diventa un osservatorio sul presente e un laboratorio di durata, memoria e ascolto. Sei performer, metronomi, linee temporali e strumenti minimi per sondare il tempo e farlo percepire come materia viva.

    Lo spettacolo nasce dallʼidea che la drammaturgia sia una cartografia temporale, un sestante per un viaggio nelle diverse grane del tempo, una mappa per attraversare secondi e pause che solo il teatro sa concedere. Gli interpreti lavorano con il suono e la voce. La scena diventa un laboratorio dove il silenzio è desiderato, misurato, guardato, esposto, sezionato.
    «Tempo fa – spiega Jacopo Giacomoni, performer e autore della drammaturgia – ho trovato un libro che cercavo da molti anni. Si chiama Cartografie del tempo ed è una raccolta di mappe che non descrivono lo spazio ma, appunto, il tempo. Si potrebbero chiamare così anche le drammaturgie, che, in fondo, sono mappe per attori e spettatori che servono a esplorare la materia centrale del teatro, che è sempre il tempo».
    Tacet è un coro di silenzi che attraversa rituali personali e collettivi – come il minuto di raccoglimento negli stadi, in parlamento, in classe – e si articola secondo una geometria precisa: sei linee che si incontrano, si sovrappongono o procedono parallele, in una sincronicità teatrale di eventi storici e silenzi quotidiani.
    «Tacet mette alla prova il performer – aggiunge la regista Silvia Costa – è una sperimentazione continua sotto gli occhi degli spettatori, perché richiede una precisione al millesimo di secondo, mentre noi siamo presenze che sfuggono al tempo. In questo sta la forza di Tacet, nella frizione matematica di sei orologi che scandiscono un tempo organico. Sei cuori che battono e tengono il tempo».
    27 min
  • Faccia a faccia con San Francesco
    A ottocento anni dalla morte di San Francesco, Milano celebra una delle figure più rivoluzionarie della storia spirituale, culturale e letteraria dell’Occidente con una serata speciale al Teatro Studio e un’intera giornata a Piazza Risorgimento.

    Faccia a faccia con San FrancescoUn incontro di parole, poesia e musica che invita a riscoprire l’attualità del messaggio francescano, interrogandone la forza e la capacità di parlare al nostro presente.

    Al centro della serata, una conversazione fra padre Guidalberto Bormolini e Davide Rondoni attraversa la vita, il pensiero e l’eredità di Francesco, a partire dalle grandi questioni che la sua esperienza continua a porre all’uomo contemporaneo: la differenza tra amare e possedere, il rapporto con la natura e con la morte, la letizia come possibilità di una vita fertile, la fraternità e il perdono. Un dialogo aperto che nelle parole e nei gesti del santo di Assisi cerca gli elementi di un confronto vivo con le inquietudini e le contraddizioni del nostro tempo.
    A intrecciarsi alla conversazione sono letture di scritti di Francesco e opere di autori che nel corso del Novecento hanno trovato nella sua figura una fonte d'ispirazione. Il percorso letterario muove da alcuni punti di partenza, il Cantico delle creature, il Testamento e la Lettera a un ministro, per accostare le parole del santo a quelle di poeti e scrittori come Gregory Corso e Gabriele d’Annunzio.
    Voci e sensibilità differenti, accomunate dal confronto con una figura che ha continuato ad attraversare la letteratura ben oltre il proprio tempo, riprendono corpo grazie all’interpretazione attoriale di Eleonora Giovanardi e Stefano Carenza. Insieme ai grandi autori del passato, trovano spazio due giovani poeti milanesi contemporanei, Imperatrice Bruno e Davide Romagnoli: attraverso la propria voce rendono omaggio a San Francesco, testimoniando la vitalità di un’eredità che ancora oggi è capace di generare nuove parole e nuove forme espressive.
    A completare il percorso, la musica dal vivo del violoncello di Marco Radaelli punteggia i diversi momenti della serata e crea un ulteriore spazio di ascolto e di riflessione.
    Santo, giullare, poeta di Dio e dell’uomo: Francesco torna così a interrogarci attraverso un incontro tra epoche, generazioni e linguaggi. A ottocento anni di distanza, oggi più che mai la sua voce risuona e invita a guardare il mondo con stupore, immaginando una diversa possibilità di vita.
    21 min
  • Festival IMMERSIONI 2026
    Il Festival IMMERSIONI giunge alla sua quinta edizione, abitando il Teatro Grassi e diversi spazi del Quartiere San Siro dall’8 al 20 settembre: un percorso di convivenza, vicinanza e scambio aperto a cittadine e cittadini e alla comunità, il cui motore propulsore sono le artiste e gli artisti coinvolti e i processi drammaturgici partecipati avviati.
    Colonna vertebrale del Festival è la residenza Indagine Milano, una mappatura artistica della città con un focus sui quartieri meno centrali, una vera e propria immersione a contatto con le persone e le loro storie, con l’obiettivo di restituire quattro studi performativi che compongano uno sguardo eterogeneo e multiforme sulla Milano contemporanea. 

    Dopo le edizioni 2022, 2023, 2024 e 2025 – che hanno coinvolto numerosi quartieri della città – il Festival IMMERSIONI 2026 concentra le proprie energie su un unico territorio: il quartiere San Siro.

    Le artiste e gli artisti selezionati per il 2026 sono: Caterina Dazzi, Laura Raccanelli, Claudia Grassi, Jacopo Riccardi, Elvira Buonocore, Chiara Arrigoni, Vincenzo Politano, Arianna Sorci – i cui spettacoli sono presentati al Teatro Grassi – e Martina Ponzinibio e grassi.saccotelli.tè (Carlotta Sofia Grassi, Sara Saccotelli, Marco Tè), in scena invece nel Quartiere San Siro.

    Quest’anno sono stati inoltre selezionati i progetti speciali: BREAK di Bonfiglio/Ragone, l'installazione performativa del collettivo Sante di Lana Rubinetti – Radio Sorgente, Santa Terra – Miracolo a San Siro di Filippo Capobianco e Non avere le parole di Ludovica De Angelis.

    Oltre alla restituzione dei percorsi affidati alle artiste e agli artisti in residenza, tra le proposte del Festival, in scena al Teatro Grassi e in diversi spazi del quartiere San Siro, si aggiungono gli spettacoli: Uno spettacolo gigantesco di Alice Sinigaglia, Può capitare di sentirsi borghesi ovvero Dogville a Selinunte di Michele Maccagno, Guernica Bombing di Mirko Di Martino, Il bosco dei Sogni di PaT – Passi Teatrali e la performance Gente di Balletto Civile.

    direzione artistica Andrea Capaldi
    coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, mare culturale urbano
    Il Festival IMMERSIONI è realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione Alia Falck e Regione Lombardia. Con il patrocinio di Milano è Viva. Community Partner Poltroncina

    team curatoriale Indagine Milano 2026: Federica Fracassi, Davide Carnevali, Riccardo Frati, Nicola Russo e Benedetto Sicca Papa
    1 hr 14 min
  • Coro degli amanti | Tiago Rodrigues
    Tiago Rodrigues, per la prima volta regista di una produzione del Piccolo in lingua italiana, porta in scena una delle sue drammaturgie di maggior successo, allestita per la prima volta a Parigi, poi in altre nazioni europee. In quattro “canzoni” che simboleggiano altrettante età della vita, compone la melodia struggente della storia d’amore tra un uomo e una donna.
    «Abbiamo tempo» si ripetono continuamente i due protagonisti di questa straordinaria polifonia sotto forma di duetto. Parlano all’unisono – come tutte e tutti coloro che si amano – ma a volte le parole sono diverse, ricordi e pensieri qua e là si contraddicono. 
    L’inizio è mozzafiato: lei ha un attacco d’asma, mentre sono a casa a guardare Scarface in tv, e lui la porta in ospedale, su una macchina lanciata a tutta velocità. Per un attimo temono di perdersi l’un l’altro, ma lei si salva e la canzone della vita e dell’amore può proseguire: «abbiamo tempo» si ripeteranno continuamente i due protagonisti, mentre le loro “vite parallele” attraverseranno le diverse fasi dell’esistenza: il lavoro, la famiglia, le mille piccole, grandi cose di ogni giorno.
    Una straordinaria pagina di teatro, una delicata riflessione sui sentimenti, sulla fragilità della vita e sulle trasformazioni cui va incontro, negli anni, il rapporto tra due persone che si amano.
    1 hr 23 min
  • Poesia sostantivo femminile
    Prodotto dal Piccolo, promosso da e con il sostegno di Fondazione Monte di Lombardia, Poesia sostantivo femminile è un percorso a cura di Giulia Trivero dedicato agli immaginari, ai temi e agli orizzonti prospettici che hanno caratterizzato la tradizione poetica femminile nel corso dei secoli.
     Nell’arco di tre serate, strutturate intorno a tre nuclei di senso – l’amore, la natura e l’atto dello scrivere in versi – il progetto accosta alcune tra le voci più significative del panorama mondiale, in un itinerario di ascolto e scoperta della poesia intesa come pratica di relazione e attenzione al vivente.
    In questo orizzonte si inseriscono le parole di Sylvia Plath, che riconosce nella poesia un atto di «rieducazione al riamore per gli altri e per il mondo come sono e come potrebbero essere»: un modo di guardare al mondo e agli altri esseri viventi per mezzo della parola, come esperienza viva, corporea e condivisa.

    Attraverso il dialogo tra voci eterogenee, Poesia sostantivo femminile invita a incontrare alcune tra le poetesse più importanti della storia, mettendosi in ascolto di risonanze, punti di contatto e dialoghi possibili che superino le distanze temporali e geografiche.

    Vere e proprie occasioni di “educazione all’ascolto”, le serate sono introdotte da un preludio musicale a cura de I Solisti di Pavia: tre compositrici viventi, diverse per formazione e linguaggio, affidano i loro brani a un’unica interprete. Tra viola e violino, le composizioni esplorano il rapporto fra interprete e strumento, virtuosismo e sensibilità espressiva.
    25 min

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