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Le storie di chi vuole scegliere, di chi vuole vivere e scegliere di poter morire. L'eutanasia legale non è una scelta di morte ma una scelta di vita. Molte cose non si possono dire, perché “È brutto dirlo e anche pensarlo” ma Sabrina, mamma di due figli con SLA che non vogliono essere attaccati a una macchina quando la loro malattia prenderà il sopravvento LO DICE, anche se non si può dire ma “Questa è la vita”, quella che ti abbandona in un letto, quella “PRO VITA” poco prima che nasci e poco prima che muori perché in mezzo non frega un ca**o a nessuno di come vivi. Si demonizza chi sceglie di morire come vuole ma “Se la fine è brutta e dolorosa, io non voglio partecipare”; me lo dice Gustavo che ha più voglia di vivere di me e te che stai leggendo in questo momento e vive a denti stretti con la consapevolezza che un giorno dovrà scegliere: “Il tramonto non sarà bello come l’alba, dopo c’è il buio, ma è una cosa naturale” ma non in Italia. C’è poi l’amore di un marito che dinanzi alla malattia degenerativa della moglie sa che un giorno dovrà dire: “È giusto che tu vada” e quanto possono far male queste cinque parole dinanzi a una consapevolezza del genere, eppure tutti sorridono, nessuno piange ma si sta parlando di morte, dolore e mancata libertà.
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