Oggi a Connection si parla di Adolescenti e Social Network, e di come un recente studio dell'Università di Palermo, pubblicato su PLoS One, smonti la demonizzazione dei social come mera "droga". La ricerca, condotta su ragazzi di 15 e 16 anni, dimostra che il vero fattore di rischio non è il tempo trascorso online (che per oltre il 90% degli adolescenti italiani è quotidiano), ma il modo in cui vengono utilizzati e la mancanza di supporto familiare. I social sono visti dagli esperti come strumenti vitali per la costruzione dell'identità e la socializzazione, con le relazioni virtuali che hanno una loro significativa importanza.
Lo studio ha identificato tre profili di utilizzatori. Mentre gli Utilizzatori Salutari non mostrano dipendenza, un 16% del campione si è rivelato Intensivo ma Non Problematico, trascorrendo anche 8-9 ore sui social senza segni di disagio. I soggetti più a rischio, gli Utilizzatori Vulnerabili, mostrano chiari segnali di dipendenza. I veri fattori di rischio non sono il quanto ma il come, e si concentrano su: una forte tendenza al confronto sociale (specie sull'aspetto fisico, più accentuato nelle ragazze) e, soprattutto, un basso supporto sociale percepito da parte della famiglia o di figure significative. La lezione è chiara: la soluzione non è vietare i social, ma ascoltare e sostenere maggiormente gli adolescenti, aiutandoli ad affrontare le difficoltà nella realtà per evitare che cerchino rifugio e riconoscimento nel mondo virtuale.