Le decisioni economiche sembrano spesso semplici: produrre, vendere, comprare, investire. In realtà ognuna di queste scelte dipende da informazioni disperse tra milioni di individui. Nessuno possiede tutta la conoscenza necessaria per decidere per tutti. Ogni persona detiene solo una piccola parte di informazioni legate alla propria esperienza, alle proprie capacità e alle circostanze concrete in cui opera.
La società riesce a coordinarsi proprio grazie a questa conoscenza diffusa. Quando però si presume che qualcuno possa sostituirsi alle decisioni individuali e stabilire dall’alto cosa produrre, cosa favorire o cosa limitare, si agisce come se tutte le informazioni fossero già disponibili in un unico luogo. Ma non è così. Ignorare la conoscenza dispersa significa rendere la società meno capace di adattarsi, più rigida e più incline all’errore.
A cura di Sandro Scoppa
🎧 I podcast di Liber@mente – Sguardi liberi e riflessioni su idee, potere, società.
A cura della Fondazione Vincenzo Scoppa
🔗 www.fondazionescoppa.org