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Cosa definisce un'opera d'arte? Nel 1926, non era una domanda per filosofi, ma per i giudici della corte doganale di New York. In questo episodio di Pitturil, ripercorriamo l'incredibile vicenda giudiziaria che ha visto protagonista Constantin Brancusi e la sua scultura "Bird in Space".
Spedita da Parigi su invito di Marcel Duchamp, l'opera fu bloccata alla dogana americana. Il motivo? Per i funzionari non era un uccello, né tantomeno arte, ma un "utensile da cucina" o una "fornitura ospedaliera". Questa classificazione comportava un dazio del 40%, poiché solo le opere d'arte originali godevano dell'esenzione fiscale.
Approfondiamo i dettagli tecnici e storici di questa battaglia legale:
L'opera: "Bird in Space" (Uccello nello spazio) è una serie di sculture realizzate da Brancusi tra il 1923 e il 1940. L'esemplare del processo era in bronzo lucidato a specchio, privo di ali o piume, volto a catturare l'essenza del volo piuttosto che la forma dell'animale.
La normativa: Il Tariff Act del 1922 permetteva l'ingresso libero per le sculture originali, ma la definizione legale era ancora ancorata a canoni ottocenteschi che richiedevano una somiglianza realistica con l'oggetto rappresentato.
La sentenza: Solo nel novembre 1928, il giudice J. Waite emise una sentenza storica. Riconobbe che, sebbene l'opera non somigliasse a un uccello, era "bella e simmetrica nelle linee" e che una nuova scuola d'arte "astratta" era ormai una realtà consolidata.
Questa causa non fu solo una questione di soldi, ma il momento in cui l'astrattismo venne legalmente "sdoganato" negli Stati Uniti, aprendo le porte alla modernità.
Ascolta l'episodio per scoprire come il genio di Brancusi ha cambiato per sempre le regole del gioco.
By Alessandro MarzianoCosa definisce un'opera d'arte? Nel 1926, non era una domanda per filosofi, ma per i giudici della corte doganale di New York. In questo episodio di Pitturil, ripercorriamo l'incredibile vicenda giudiziaria che ha visto protagonista Constantin Brancusi e la sua scultura "Bird in Space".
Spedita da Parigi su invito di Marcel Duchamp, l'opera fu bloccata alla dogana americana. Il motivo? Per i funzionari non era un uccello, né tantomeno arte, ma un "utensile da cucina" o una "fornitura ospedaliera". Questa classificazione comportava un dazio del 40%, poiché solo le opere d'arte originali godevano dell'esenzione fiscale.
Approfondiamo i dettagli tecnici e storici di questa battaglia legale:
L'opera: "Bird in Space" (Uccello nello spazio) è una serie di sculture realizzate da Brancusi tra il 1923 e il 1940. L'esemplare del processo era in bronzo lucidato a specchio, privo di ali o piume, volto a catturare l'essenza del volo piuttosto che la forma dell'animale.
La normativa: Il Tariff Act del 1922 permetteva l'ingresso libero per le sculture originali, ma la definizione legale era ancora ancorata a canoni ottocenteschi che richiedevano una somiglianza realistica con l'oggetto rappresentato.
La sentenza: Solo nel novembre 1928, il giudice J. Waite emise una sentenza storica. Riconobbe che, sebbene l'opera non somigliasse a un uccello, era "bella e simmetrica nelle linee" e che una nuova scuola d'arte "astratta" era ormai una realtà consolidata.
Questa causa non fu solo una questione di soldi, ma il momento in cui l'astrattismo venne legalmente "sdoganato" negli Stati Uniti, aprendo le porte alla modernità.
Ascolta l'episodio per scoprire come il genio di Brancusi ha cambiato per sempre le regole del gioco.