Pitturil, pillole di pittura

Pitturil, pillole di pittura

By Alessandro MarzianoArtsVisual Arts
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Pitturil, pillole di pittura episodes

  • I Bentvueghels: i punk del Barocco romano

    Dimenticate l'immagine dell'artista accademico, tutto rigore e pennelli puliti. Tra il 1620 e il 1720, Roma fu letteralmente invasa da una banda di pittori fiamminghi e olandesi che avevano un concetto tutto loro di vita d'artista.

    Si chiamavano Bentvueghels, letteralmente banda di uccelli o stormo, e furono i punk dell'epoca barocca. In questo episodio vi porto alla scoperta di questa confraternita ribelle che si definiva Schildersbent, il clan dei pittori.

    Vi racconto di come si opposero con forza al monopolio dell'Accademia di San Luca, rifiutando di pagare la gabella obbligatoria per chi voleva vendere quadri a Roma. Fu una vera e propria sfida al sistema, che continuò anche quando Pietro da Cortona andò a lamentarsi da papa Urbano VIII.

    Approfondiremo i loro rituali di iniziazione leggendari che si tenevano al mausoleo di Santa Costanza, allora noto come tempio di Bacco, dove ancora oggi si possono leggere i loro nomi incisi sui muri. Parleremo dello stile delle bambocciate, dal soprannome di uno dei loro leader, Pieter van Laer detto il Bamboccio, e di come queste scene di vita quotidiana romana, popolari e grottesche, abbiano sfidato il decoro del tempo.

    Un viaggio tra disobbedienza, scherno e pittura di genere per capire che, a volte, per fare la storia dell'arte bisogna prima rompere le regole.

    In questo episodio:La nascita dello Schildersbent a Roma.La guerra aperta con l'Accademia di San Luca e il rifiuto delle tasse.I nomi di battaglia e i riti d'iniziazione tra vino e goliardia.L'eredità dei Bamboccianti e la pittura della realtà.

    Arrivederci al prossimo Pitturil.

    3 min
  • Lo sfortunato Stil de Grain

    Avete mai sentito parlare di un colore che cambia idea ogni volta che lo guardate? In questo episodio di Pitturil, andiamo alla scoperta dello Stil de Grain, un pigmento con una storia così bizzarra da sembrare inventata.

    Dalle bacche immature di rhamnus al nome che "puzza" di equivoco, questo giallo organico ha attraversato i secoli deludendo le aspettative di chiunque cercasse stabilità. È un colore che sbiadisce in fretta, estratto con un metodo che ricorda più un lassativo naturale che un segreto di bottega.

    Se nel video abbiamo visto la sua stesa "infame", qui entriamo nel dettaglio tecnico di una lacca che ha fatto impazzire i pittori del '600 e '700.

    Cosa troverai in questa pillola:

    • L'etimologia controversa tra "Dutch Pink" e urina.

    • La chimica instabile delle bacche di Rhamnus cathartica.

    • Perché, nonostante tutto, è ancora presente nelle tavolozze moderne (ma in versione "sicura").

    Ti è mai capitato di veder sbiadire un tuo lavoro per colpa di un pigmento "traditore"?

    Arrivederci al prossimo Pitturil.

    3 min
  • I Rossi

    Il rosso non è solo un colore, è un problema di gestione della luce. In questo episodio di Pitturil, ci addentriamo nel labirinto dei pigmenti rossi: una "banda di criminali" tanto affascinante quanto complessa da domare.

    Perché quel rosso che sembrava perfetto nel tubetto diventa un rosa spento appena tocca il bianco? La risposta non sta nella quantità, ma nella potenza e nella trasparenza del pigmento. Esploriamo il comportamento dei rossi nelle mescolanze:

    • Il conflitto col Bianco: Perché il Bianco di Titanio "bullizza" il rosso ingessando la tinta, mentre il Bianco di Zinco la lascia respirare?

    • L'illusione della brillantezza: Spesso, per far sembrare un rosso più acceso, non serve aggiungere colore, ma lavorare per contrasto sul resto del dipinto.

    • Esempi illustri: Analizziamo come i grandi maestri (come Caravaggio nel suo San Girolamo) hanno gestito queste tinte "pericolose" per creare vibrazioni cromatiche immortali.

    Un viaggio tra chimica dei materiali e filosofia della visione, per imparare a non farsi "sporcare" la tavolozza dai rossi più prepotenti.

    Vuoi approfondire le ricette e i nomi dei pigmenti citati?Controlla la caption del video sui social per i dettagli tecnici e le percentuali di mescolanza.

    Arrivederci al prossimo Pitturil.

    3 min
  • Come accostare i colori

    Ti sei mai chiesto perché certi accostamenti di colore sembrano vibrare, mentre altri "muoiono" sulla tela? La risposta non è solo nei tubetti di colore, ma nel tuo cervello. In questa pillola di Pitturil, vi accompagno alla scoperta del contrasto di simultaneità e della legge dei processi opponenti.

    Dalle intuizioni rivoluzionarie di Michel Eugène Chevreul alla tecnica vibrante di Giovanni Segantini, scopriamo come la fisiologia dell'occhio diventi uno strumento fondamentale per ogni pittore. Perché mescolare i complementari li spegne, ma accostarli li esalta? E cosa c'entrano i giubbotti di salvataggio con la storia dell'arte?

    Un viaggio tra neuroscienze e pittura per imparare a gestire la luminanza e a creare contrasti che lasciano il segno. Perché a volte, per dare vita a un quadro, non serve aggiungere altro pigmento, ma solo capire come far dialogare le tinte tra loro.

    In questo episodio:

    • Che cos'è il completamento percettivo.

    • La legge dei processi opponenti e l’equilibrio neutro della retina.

    • La lezione di Segantini: sintesi sottrattiva vs sintesi ottica.

    • Consigli pratici per non rendere i propri quadri "morti".

    Note tecniche:Per approfondire le percentuali, i materiali e le ricette citate in questo episodio, non dimenticare di consultare la caption sui nostri canali social.

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    3 min
  • Il blu di cobalto

    In questo episodio di Pitturil, andiamo alla scoperta di un colore che è sinonimo di rigore, stabilità e luce pura: il Blu di Cobalto.

    Spesso la pittura è una sfida contro il tempo e la chimica, ma il cobalto rompe le regole. Nato nel 1802 grazie all'intuizione del chimico Louis-Jacques Thénard, questo pigmento ha risolto un problema secolare, offrendo agli artisti una tonalità di azzurro pulito, indelebile e incredibilmente resistente. Dalle pennellate en plein air di Monet e Renoir fino alle vibranti spirali della "Notte Stellata" di Van Gogh, il cobalto è il blu della luce, non dell’ombra.

    Scopriremo perché la sua struttura "spinellica" lo rende inattaccabile e come la sua natura di metallo ferromagnetico possa diventare un alleato strategico in bottega, agendo persino come agente siccativo per le mescole più lente.

    Un viaggio tra scienza e arte, per capire come un semplice tubetto di colore possa racchiudere una lezione di affidabilità senza tempo.

    In questo episodio:

    • La genesi del Blu di Cobalto e l’invenzione di Thénard.

    • Perché gli Impressionisti non potevano farne a meno.

    • Segreti tecnici: il cobalto come siccativo e la sua stabilità chimica.

    • La citazione di Vincent Van Gogh al fratello Theo.

    Ascolta la pillola e lasciati ispirare dalla precisione che incontra il cielo.

    3 min
  • Lustri e Lumi

    Lustro e Lume: La morale della luce secondo Leonardo

    La luce non è solo fisica, è una questione di carattere. In questo Pitturil, vi porto tra le pagine del "Trattato della Pittura" di Leonardo da Vinci per scoprire che la luce ha una sua "morale" e persino delle dinamiche sentimentali.

    Esistono due tipi di luce che definiscono un corpo: il Lume e il Lustro.Il Lume è serio, monogamo e fedele: colpisce l’oggetto e lì resta, incurante di dove vi troviate voi a guardare. Il Lustro, invece... beh, il Lustro è decisamente poliamoroso. Esiste solo in funzione di un triangolo tra la fonte, l'oggetto e il vostro occhio. Se vi muovete voi, si muove lui.

    In questa pillola esploreremo:

    • La definizione leonardesca di Lume e Lustro.

    • Perché il lustro è "piccoletto" ma fondamentale per la resa dei materiali.

    • Come la posizione dell'osservatore cambia la natura stessa di ciò che vediamo.

    La pittura è l'arte di gestire questi tradimenti ottici.

    Per chi vuole approfondire la teoria di Leonardo:

    Il Lume (luce diffusa) si estende sulle superfici in base alla loro inclinazione rispetto alla fonte luminosa, creando le sfumature che danno volume.Il Lustro (luce riflessa o speculare) è quel punto di massima chiarezza che appare sulle superfici lucide o bagnate. A differenza del lume, il lustro non è "fisso" sull'oggetto: la sua posizione cambia se cambia il punto di vista dell'osservatore (riflessione speculare).

    Consiglio pratico: quando dipingete un ritratto, ricordate che il punto di luce nell'occhio o sulla punta del naso è un "lustro": deve essere trattato con estrema precisione e con un bordo più netto rispetto al "lume" generale del volto.

    Arrivederci al prossimo Pitturil.

    #pitturil #leonardodavinci #tecnicapittorica #storiadellarte #luceelombra


    3 min
  • La prospettiva intuitiva

    Come calcolare l'esatta distanza degli elementi in prospettiva senza impazzire con riga e misurazioni complesse. La tecnica geometrica mostrata nel video si basa sul principio della moltiplicazione prospettica, fondamentale per dare credibilità alla profondità spaziale. Ecco i passaggi tecnici rigorosi da seguire per una corretta costruzione.

    Uno. Traccia la linea d'orizzonte e stabilisci il tuo punto di fuga.Due. Disegna il primo palo, quello in primo piano, e traccia le linee di fuga dalle sue due estremità, base e cima, verso il punto di fuga.Tre. Posiziona il secondo palo dove preferisci. Questa distanza apparentemente arbitraria determinerà il ritmo matematico di tutta la sequenza.Quattro. Trova il punto medio esatto del primo palo e traccia una linea di fuga mediana.Cinque. La costruzione geometrica. Traccia una linea retta che parte dalla base del primo palo, incrocia l'intersezione tra il secondo palo e la linea di fuga mediana, e prosegue fino a toccare la linea di fuga superiore. Quello è il punto esatto in cui, verticalmente, cadrà il terzo palo.Sei. Ripeti il processo scalando di un palo alla volta.

    Questo principio garantisce una riduzione impeccabile. Per quanto riguarda la prospettiva aerea, codificata e perfezionata da Leonardo da Vinci, la regola impone che l'atmosfera interposta tra l'osservatore e l'oggetto modifichi la percezione. I tre dogmi per gli elementi distanti sono: drastica diminuzione dei contrasti chiaroscurali, perdita di dettaglio e viraggio delle tinte verso l'azzurro e i colori freddi.

    #prospettiva #tecnicapittorica #disegno #storiadellarte #pitturil

    3 min
  • Il Magenta

    Nel video accenno a come il magenta sia diventato un colore primario, ma è qui che vi consegno il manuale d'uso per domare questa tinta sulla tavolozza.

    Nato originariamente come fucsina nel 1859 grazie al chimico François-Emmanuel Verguin, fu presto ribattezzato magenta per sfruttare l'eco mediatica della sanguinosa battaglia omonima. Una cinica operazione di marketing dell'ottocento che ha legato per sempre una carneficina a una sfumatura floreale.

    Il magenta che usiamo oggi in pittura non è più quello instabile dell'epoca, ma è costituito quasi interamente dal chinacridone, catalogato chimicamente con l'indice pr122. Questo pigmento organico sintetico è caratterizzato da due elementi fondamentali: un'estrema trasparenza e un potere tingente formidabile. È un colore prepotente. Ne basta una quantità microscopica per far virare inesorabilmente un intero impasto verso una temperatura fredda.

    Il motivo per cui siede sul trono dei primari nella sintesi sottrattiva, scalzando i rossi tradizionali, è la sua ineccepibile precisione ottica. È l'unica tinta in grado di assorbire perfettamente la lunghezza d'onda del verde, restituendo ai nostri occhi le componenti del rosso e del blu. Per questo motivo domina incontrastato nel mondo della stampa in quadricromia, dove rappresenta la emme dell'acronimo cmyk.

    Nella pittura figurativa classica, tuttavia, la sua utilità si riduce drasticamente. Se cercate la coprenza materica per strutturare un incarnato solido o la luce calda e opaca di un volto, il magenta vi tradirà con la sua consistenza vitrea. Per quei compiti è saggio affidarsi a un rosso cadmio, a un cinabro o a una robusta terra rossa.

    Il magenta pr122 dà il meglio di sé quando viene sfruttato per le velature, lasciando trasparire la luce del fondo, oppure quando viene mescolato con i blu della famiglia delle ftalocianine per ottenere i viola più vibranti, saturi e puliti che la chimica possa offrirvi.

    Un colore primario per la fisica della luce, ma un solista da usare con estrema parsimonia sul palcoscenico della tela. E se proprio non riuscite a gestirlo, potete sempre usarlo per i costumi di un musical.

    #pittura #magenta #teoriadelcolore #chimica #pitturil

    2 min
  • Pigmenti Ladri!

    Ti è mai capitato di guardare un soggetto sul tablet, vederlo vibrante di luce, e poi ritrovarti sulla tela con un colore che sembra la nebbia della bassa bresciana? In questo episodio di Pitturil, esploriamo il "trauma" del passaggio dal digitale all'olio.

    Il segreto risiede nella fisica:

    • Sintesi Additiva (RGB): I monitor partono dal buio e aggiungono luce. Rosso, verde e blu si sommano fino a creare il bianco puro.

    • Sintesi Sottrattiva (Pigmenti): I colori sulla tua tavolozza non emettono luce, la assorbono. Ogni volta che mescoli due colori, stai "sottraendo" riflettenza, avvicinandoti inevitabilmente al grigio o a quello che chiamiamo bistro.

    Cosa troverai in questa pillola:

    • Perché dovresti preferire le foto stampate agli schermi come riferimento.

    • Il concetto di assorbimento selettivo.

    • La filosofia delle "ombre" in pittura: innamorarsi di ciò che il colore non dice.

    • Consigli pratici per mantenere la luminosità: accostare invece di mescolare troppo.

    La fisica non perdona, ma conoscerla permette di dominare la tavolozza senza frustrazioni.

    Per chi vuole approfondire la "cucina" del colore:

    1. I Limiti del Gamut: Lo schermo può riprodurre colori che i pigmenti fisici non raggiungeranno mai in termini di saturazione e luminosità simultanea.

    2. Mescolanza Fisica vs Ottica: Meno passaggi di spatola o pennello garantiscono una maggiore purezza del tono. La mescolanza "sporca" le frequenze riflesse.

    3. Il Bistro: Un grigio neutro o 'na zozzeria?

    Ascolta l'episodio per scoprire come smettere di rincorrere la luce di un monitor e iniziare a costruire la luce sulla tela.

    #pittura #storiadellarte #teoriadelcolore #pitturil #tecnicapittorica

    3 min
  • Il Grigio Cromatico

    Benvenuti a un nuovo episodio di Pitturil. Oggi affrontiamo uno dei più grandi malintesi della pittura: il grigio.

    Dimenticate il tubetto di nero mescolato al bianco. Quello è un grigio inerte, utile forse per dipingere la nebbia, ma del tutto privo di respiro. Il vero segreto dei grandi maestri, da Delacroix a Cézanne, risiede nel grigio cromatico.

    La regola della sintesi sottrattiva teorizzata da Itten ci insegna che unendo due colori complementari, come rosso e verde, giallo e viola o blu e arancio, questi si annullano a vicenda. Assorbendo le rispettive lunghezze d'onda, portano il risultato verso il centro neutro del cerchio cromatico. Ma c'è un dettaglio tecnico vitale che regola questa magia: la trasparenza dei pigmenti.

    Il caso della lacca di alizarina e del verde ftalocianina citato nell'episodio è emblematico. Parliamo di due pigmenti spiccatamente trasparenti, quasi vetrosi, e con un'elevatissima forza tintoria. Quando li mescoliamo, la luce non rimbalza su una superficie opaca, come accadrebbe usando un bianco di titanio, ma attraversa il colore, colpisce la preparazione della tela e torna indietro. Si ottiene così un grigio scuro e freddo, perfetto per le ombre più profonde, che mantiene una luminosità interna irraggiungibile con i colori opachi.

    Attenzione però al decadimento cromatico. La neutralizzazione deve avvenire mescolando il minor numero di pigmenti possibile e nel minor tempo possibile. Più i pigmenti vengono lavorati e mischiati sulla tavolozza, più si altera il loro indice di rifrazione, trasformando un colore vivo e vibrante in un impasto opaco e spento.

    Il grigio non è l'assenza di colore, è il colore in potenza. È il punto di equilibrio in cui il caos delle tinte pure trova finalmente il suo ordine.

    Qual è la vostra combinazione preferita per ottenere un grigio cromatico? Scrivetelo nei commenti.

    #pitturil #teoriadelcolore #pitturaadolio #grigiocromatico #alessandromarziano

    3 min

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Ciao, sono Alessandro Marziano e questa è Pitturil, pillole di pittura. Se cercate lezioni accademiche per conciliare il sonno, siete nel posto sbagliato. Qui smontiamo l'a pittura e il disegno pezzo per pezzo: mescoliamo la chimica dei pigmenti con qualche riflessione, condendo il tutto con una spruzzata di umorismo. Un viaggio pacato ma tagliente per scoprire come godersi i momenti al cavalletto, senza ansie o paure.