Nel video accenno a come il magenta sia diventato un colore primario, ma è qui che vi consegno il manuale d'uso per domare questa tinta sulla tavolozza.
Nato originariamente come fucsina nel 1859 grazie al chimico François-Emmanuel Verguin, fu presto ribattezzato magenta per sfruttare l'eco mediatica della sanguinosa battaglia omonima. Una cinica operazione di marketing dell'ottocento che ha legato per sempre una carneficina a una sfumatura floreale.
Il magenta che usiamo oggi in pittura non è più quello instabile dell'epoca, ma è costituito quasi interamente dal chinacridone, catalogato chimicamente con l'indice pr122. Questo pigmento organico sintetico è caratterizzato da due elementi fondamentali: un'estrema trasparenza e un potere tingente formidabile. È un colore prepotente. Ne basta una quantità microscopica per far virare inesorabilmente un intero impasto verso una temperatura fredda.
Il motivo per cui siede sul trono dei primari nella sintesi sottrattiva, scalzando i rossi tradizionali, è la sua ineccepibile precisione ottica. È l'unica tinta in grado di assorbire perfettamente la lunghezza d'onda del verde, restituendo ai nostri occhi le componenti del rosso e del blu. Per questo motivo domina incontrastato nel mondo della stampa in quadricromia, dove rappresenta la emme dell'acronimo cmyk.
Nella pittura figurativa classica, tuttavia, la sua utilità si riduce drasticamente. Se cercate la coprenza materica per strutturare un incarnato solido o la luce calda e opaca di un volto, il magenta vi tradirà con la sua consistenza vitrea. Per quei compiti è saggio affidarsi a un rosso cadmio, a un cinabro o a una robusta terra rossa.
Il magenta pr122 dà il meglio di sé quando viene sfruttato per le velature, lasciando trasparire la luce del fondo, oppure quando viene mescolato con i blu della famiglia delle ftalocianine per ottenere i viola più vibranti, saturi e puliti che la chimica possa offrirvi.
Un colore primario per la fisica della luce, ma un solista da usare con estrema parsimonia sul palcoscenico della tela. E se proprio non riuscite a gestirlo, potete sempre usarlo per i costumi di un musical.
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