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Esiste un momento in cui il pennello smette di essere uno strumento di lavoro e diventa un prolungamento del pensiero. In questo episodio di Pitturil, esploriamo quel confine sottile tra l’impegno tecnico e il piacere puro di tracciare un segno sul foglio, senza l’ansia del risultato finale.
Parliamo di come il disegno e la pittura possano trasformarsi in una forma di meditazione attiva, capace di svuotare la mente dopo una lunga giornata. Dalle sfumature di grafite alle velature ad acquerello, ogni gesto diventa un’occasione per rielaborare versi di poesie, frammenti di canzoni e vecchi pensieri che tornano a trovarci sotto una luce diversa.
Come ricordava Goethe, la vera gioia risiede nell’agire senza un fine preciso. È quell’ozio creativo che non è perdita di tempo, ma la madre di tutte le invenzioni. Preparate un foglio, una luce morbida e la vostra musica preferita: riscopriamo insieme il gusto di disegnare o dipingere solo per il piacere di farlo.
Arrivederci al prossimo Pitturil.
Dimenticate il "rosa carne". In questo episodio di Pitturil, Oggi vi porto lontano dalle banalità cromatiche per esplorare la complessità viscerale della pelle umana. L'incarnato non si compra in un tubetto preconfezionato: è un equilibrio instabile di calore, struttura e profondità che richiede una sensibilità quasi chirurgica.
Scopriremo insieme come una mescola apparentemente insolita possa dare vita a un'ombra che vibra, evitando l'effetto "personaggio di Barbie" o, peggio, quello di una Peppa Pig pronta per Halloween.
In questo episodio:
Oltre il pregiudizio: Perché non esiste un colore predefinito per la pelle.
La nobiltà del Rosso Veneziano: Un ossido di ferro che possiede la densità del sangue.
L’Ocra Gialla: Il segreto per una luminosità solida e mai gessosa.
La Terra Verde come neutralizzatore: Come spegnere il rosso in modo controllato e creare ombre profonde e violacee, attingendo alla tecnica rinascimentale del verdaccio.
Pelle, muscoli e sangue: La filosofia dietro la ricerca di una carnagione viva.
L'incarnato è una narrazione di vita e di ombra. Sei pronto a far vibrare le tue tele o preferisci restare nel rassicurante mondo dei pastelli confetto?
Per i dettagli precisi sulle percentuali delle mescole e gli step pratici per applicare la tecnica del verdaccio, leggi la caption del video sui miei canali social!
Arrivederci al prossimo Pitturil.
In questo episodio di Pitturil, vi porto alla scoperta di un vero e proprio caso risolto della storia dell’arte: il giallo del giallolino.
Protagonista indiscusso delle tavolozze tra il xiv e il xviii secolo, il giallo di piombo e stagno ha dato luce ai capolavori di maestri come Van Eyck, Vermeer e Tiziano, prima di svanire misteriosamente nel nulla intorno al 1750, soppiantato dal giallo di napoli. Una ricetta dimenticata per secoli, fino alla riscoperta quasi fortuita avvenuta nel 1941 grazie alle analisi chimiche di Richard Jacobi.
Tra una riflessione sulla malinconia degli amici perduti e un’incursione tecnica sulle proprietà di questo ossido sofisticato, esploriamo come un colore possa definire un’epoca e poi sparire, lasciandoci a interrogarci su quante altre sfumature della storia abbiamo lasciato per strada.
I riferimenti tecnici e storici di questa puntata attingono a testi fondamentali come artists' pigments di aa.vv., il manuale dell'artista di Ralph Mayer e i lavori di Philip Ball sulla storia dei colori.
Capitoli dell’episodio:
il mistero del colore dimenticato
da Van Eyck a Vermeer: l’epoca d’oro del giallorino
la chimica del pigmento: piombo e stagno
1750: l’avvento del giallo di napoli e l’oblio
la riscoperta di Richard Jacobi e il ritorno alla luce
Arrivederci al prossimo Pitturil.
Spesso ci accontentiamo delle tele bianche già pronte, ma esistono scenari in cui "manomettere" la preparazione industriale non è solo utile, è necessario per ottenere l'effetto desiderato.
Esploreremo le diverse tipologie di tele disponibili sul mercato — dalle trasparenti alle nere a base di nero di carbonio — e capiremo quando intervenire con strati extra di gesso acrilico o preparazioni a olio. Vi spiego come trasformare una trama media in una superficie "effetto velluto" attraverso la stratificazione e la carteggiatura fine.
Ma attenzione: modificare l'imprimitura è come cambiare l'accordatura di uno strumento musicale. Ha senso se sai cosa stai facendo, altrimenti rischi di creare un disastro tecnico. Una guida pratica per chi vuole padroneggiare il supporto prima ancora di poggiare il pennello.
In questo episodio scoprirai: Dettagli Tecnici
Tele trasparenti e nere: cosa sono e quando usarle.
L’effetto velluto: come eliminare la trama della tela con gesso acrilico e carta abrasiva.
Imprimiture a olio: i passaggi per i puristi che cercano superfici non assorbenti.
Alternativa Vegan Friendly: un accenno alle opzioni etiche rispetto alle colle animali.
Il consiglio dell'esperto: quando è meglio affidarsi alla tela moderna e quando invece è il momento di osare.
Ricorda: intervieni sulla tela solo se hai un obiettivo tecnico preciso. Altrimenti: "Take it easy, baby" e dipingi tranquillo.
In questo episodio di Pitturil cerchiamo di sfatare un mito molto diffuso tra chi dipinge: e' davvero necessario preparare la tela prima di iniziare a lavorare?
Un tempo la preparazione era un rito complesso e decisamente poco profumato. Si utilizzava la colla animale (spesso colla di coniglio) sciolta a bagnomaria, gesso di bologna e molta pazienza. Questa procedura serviva a isolare le fibre naturali del tessuto dall'acidita' dell'olio, evitando che marcissero nel tempo, e a creare una superficie adatta a ricevere il pigmento.
Oggi le tele che acquistiamo in negozio sono gia' dotate di una imprimitura industriale, solitamente a base acrilica o vinilica, arricchita con biossido di titanio. Questo strato assolve gia' perfettamente a tutte le funzioni protettive e meccaniche necessarie. Aggiungere ulteriore gesso sopra una preparazione industriale spesso non fa altro che creare una superficie irregolare che modifica l'assorbenza del supporto in modo imprevedibile, rendendo piu' difficile il controllo della pennellata.
Invece di concentrarvi sulla preparazione, imparate a scegliere la tela in base alla grana. La grana grossa e' perfetta per lavori materici e per la pittura a spatola. La grana media e' la scelta piu' versatile per ogni soggetto, mentre la grana fine e' indispensabile per chi cerca la massima resa dei dettagli e sfumature sottili.
Esistono comunque dei casi specifici in cui preparare la propria tela e' ancora una scelta sensata, ne parleremo presto in un nuovo episodio.
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Esiste una regola nella pittura a olio che non ammette deroghe, una sorta di "legge di gravità" del cavalletto: la regola del grasso su magro. Ma cosa significa esattamente nella pratica quotidiana di un artista?
In questo episodio di Pitturil, esploriamo l’importanza di gestire correttamente la stratificazione del colore per evitare che il tempo e la chimica giochino brutti scherzi alle nostre opere. Analizziamo l'uso strategico dell'olietto — una miscela equilibrata di olio di lino e solvente — e perché sia fondamentale per mantenere la pellicola pittorica elastica e resistente.
Dalle fasi iniziali di un dipinto, dove il colore deve essere "magro" e asciugare rapidamente, fino alle pennellate finali più ricche e corpose, Alessandro Marziano ci guida attraverso i principi tecnici e la filosofia della materia pittorica. Perché, se è vero che l'arte è libertà, è altrettanto vero che per infrangere le regole con consapevolezza, bisogna prima conoscerle alla perfezione.
In questo episodio scoprirai:
Cos’è l’olietto e come si differenzia dall’olio puro e dai solventi.
La chimica dietro la regola del "grasso su magro".
Come prevenire le crepe e i sollevamenti della pellicola pittorica.
L'approccio maieutico alla tecnica: la conoscenza come strumento di libertà creativa.
In questo nuovo appuntamento con Pitturil, vi porto alla scoperta di uno dei pigmenti più affascinanti, luminosi e letali della storia della pittura: il Giallo Orpimento.
Conosciuto fin dall’antichità e apprezzato per la sua capacità di imitare la lucentezza dell’oro, l'orpimento nasconde un’anima oscura. Composto da trisolfuro di arsenico, questo minerale veniva estratto in condizioni infernali tra fumi di zolfo e vapori tossici. Eppure, nonostante la sua estrema pericolosità, è stato per secoli un protagonista indiscusso della tavolozza di egizi, romani e miniatori medievali.
In questo episodio esploreremo:
L’origine e la chimica: perché l’orpimento brilla così tanto?
L’uso nei secoli: dai dipinti tombali alla cosmetica (con effetti collaterali decisamente permanenti).
Il carattere del pigmento: un compagno difficile che non accetta compromessi, capace di annerire i colori vicini a base di rame.
Il declino: come l’avvento del giallo di cadmio ha finalmente salvato la pelle (letteralmente) a generazioni di artisti.
Un viaggio tra tecnica, storia e quel pizzico di ironia tagliente che non manca mai quando si parla di "morire d'arte".
Cosa troverai in questa puntata:
L'etimologia del termine auri pigmentum.
Le precauzioni estreme dei pittori del passato.
La filosofia del "pallore chic" e le sue tragiche conseguenze.
Ti è piaciuto l'episodio? Lascia un commento o scrivmi qual è il pigmento più pericoloso di cui hai mai sentito parlare.
In questo episodio di Pitturil, vi porto nel cuore della chimica applicata all’arte, ma senza tute gialle o laboratori clandestini alla Breaking Bad. Parliamo dell'olio di lino polimerizzato (o Stand Oil), un medium affascinante che trasforma la materia pittorica in qualcosa di simile a uno sciroppo d’acero, denso e viscoso.
Scopriremo perché questo "miele" della pittura è il miglior alleato per chi cerca la massima brillantezza e trasparenza, permettendo di creare sfumature morbide e velature sottili che rimangono esattamente dove le abbiamo distese, senza colare.
Ma attenzione: in pittura, come nella vita, il troppo stroppia. Alessandro ci mette in guardia sulle "controindicazioni": dai tempi di asciugatura biblici al rischio dell'ingiallimento nel tempo, fino a quell'effetto "specchio" che può trasformare un quadro in un esercizio di overthinking visivo.
Impareremo quando è il momento di sceglierlo e quando invece è meglio lasciarlo sullo scaffale a favore dell'olio di papavero o di cartamo, specialmente se il candore dei vostri bianchi vi sta a cuore. Perché conoscere i propri strumenti non è solo tecnica: è la libertà di poter scegliere.
In questo episodio:
Cos'è la polimerizzazione (spiegata in modo semplice).
Vantaggi tecnici: brillantezza, viscosità e sfumature.
Il comportamento con le terre naturali e i pigmenti sintetici.
I "difetti" necessari: asciugatura lenta e ingiallimento.
Alternative per i bianchi e i colori chiari.
Alessandro Marziano
Da acrobata a musa, fino a diventare una pittrice rivoluzionaria: ecco Suzanne Valadon. In questo episodio ripercorriamo la sua vita straordinaria, vissuta senza padroni né permessi. Scopriremo come ha rubato i segreti del mestiere posando per maestri come Renoir e Degas, per poi scandalizzare Parigi dipingendo il primo nudo maschile realizzato da una donna. Un viaggio tra colori acidi, amori anticonformisti e la famosa 'Trinité Maudite' di Montmartre. Clicca play per scoprire la storia di una donna che ha lasciato il segno.
Sapete che odore ha la morte? No, non è una domanda retorica, né un trucco da quattro soldi per attirare l'attenzione.
In questo nuovo episodio di Pitturil abbandoniamo per un attimo le rassicuranti tele incorniciate per scontrarci con un'esperienza viscerale, fisica e profondamente disturbante. Parliamo di "Yoktunuz" (che tradotto significa Eravate assenti), la potente installazione dell'artista turco di origine curda Ahmet Güneştekin, esposta alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea (GNAM).
Immaginatevi di fronte a una gigantesca montagna di scarpe nere. Le scarpe, come abbiamo tragicamente imparato dai resti ammassati ad Auschwitz, non sono mai solo oggetti: sono reliquie laiche, contenitori di storie spezzate, testimoni silenziosi dell'orrore e dell'olocausto. Ma Güneştekin non si è accontentato dell'impatto visivo. Ha scelto di realizzare questa montagna di calzature in gomma, facendole emanare un odore acre, penetrante. Insopportabile.
Ed è qui che l'arte si scontra frontalmente con il nostro disperato bisogno di "comfort zone". Il disagio generato da quell'odore è stato tale che custodi, guide e visitatori hanno iniziato a protestare. Sono dovuti intervenire i sindacati, costringendo di fatto il museo a ricollocare l'opera per tutelare i nasi sensibili del pubblico.
Ma l'arte deve davvero profumare di lavanda per essere accettata? Le parole di Güneştekin in risposta a questa polemica tagliano come un bisturi: "La povertà, la morte, non sono profumate. Neppure le deportazioni, le prigioni, i massacri. Ma immagino che fuori da certi contesti la realtà più terribile sia ormai solo uno spettacolo virtuale".
In un'epoca in cui viviamo il dolore altrui attraverso il filtro asettico di uno smartphone, passando distrattamente da una tragedia a un video di gattini, forse quel pugno nello stomaco (e nel naso) era l'unico modo reale per strapparci dall'anestesia.
In questo episodio riflettiamo su alcune domande scomode:
Quanto siamo davvero disposti a "sentire" l'odore della verità prima di voltarci dall'altra parte?
In un mondo filtrato e ovattato, il disagio fisico è diventato necessario per trasmettere un messaggio?
E soprattutto: spostando l'opera, il museo ha protetto il suo pubblico o ha brutalmente indebolito il senso stesso dell'installazione?
Mettetevi comodi, ma non troppo. Togliete i filtri, abbandonate le certezze e aprite bene le narici della mente.
Buon ascolto!
Pitturil - Pillole di pittura è il format ideato e condotto da Alessandro Marziano.Se l'episodio ti ha fatto riflettere (o tappare il naso), non dimenticare di seguire il podcast e di passare sui miei canali social per dirmi la tua.
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