Una risorsa, più di qualsiasi altra, ha favorito per secoli la prosperità delle comunità di tutto il mondo: la presenza di corsi di acqua dolce.
A Toirano, il faticoso lavoro agricolo tradizionalmente svolto dagli abitanti è stato favorito dal torrente Varatella e dal suo affluente, il Barescione. Quest’ultimo ha permesso gradualmente nei secoli lo sviluppo della contrada che ne porta il nome, sorta già nel 1500 vicino alle terre coltivate - e che oggi si sviluppa intorno a via Cavour.
Ulivi, viti, frutteti, orti e piccoli giardini di agrumi si alternavano alle abitazioni, realizzate in pietra e calce, addossate l’una all’altra e strutturate verticalmente. L’immutato aspetto di Barescione offre ancor oggi uno scorcio prezioso dell’antica civiltà rurale del ponente ligure.
La Contrada è ancora caratterizzata dal suo suggestivo vicolo o caruggiu, movimentato da portali rifiniti in ardesia, archi di mattoni e pietra, selciati realizzati con ciottoli eseguiti nel XVIII e XIX secolo.
La via si apre nella singolare piazzetta di S. Rocco, in passato cuore della contrada. Durante le serate estive la popolazione del luogo si intratteneva sedendosi sulla panca in muratura e sulle lastre di pietra che corrono lungo il muro.
Vedete sullo sfondo l’oratorio dei Santi Pietro e Rocco, eretto al principio del Seicento, con le sue linee semplici, le effigi dei santi dipinti sulla facciata e il campaniletto a vela. A rendere pittoresca la piazza, è la meridiana affrescata, che un tempo rappresentava l’unico orologio pubblico della borgata.
Seguendo il “caruggio” giungete sotto il portico della Ruggia la fontana della contrada. Là, potrete sentire il fragore dell’acqua raccolta nella vasca rettangolare. Sin dal ‘500 le persone e gli animali di ritorno dai campi trovavano qui un punto di ristoro, prima di raggiungere le cantine e le stalle per il meritato riposo.