Dopo la morte di Beatrice, racconta Dante, un dolore così grande s'impadronì di lui, che niente riusciva a lenirlo, finché non cominciò a leggere un libro del filosofo Severino Boezio, che esule e prigioniero, trovò conforto nel ragionare proprio sulla consolazione. Un altro libro lo aiutò, un dialogo di Cicerone dedicato all'amicizia, in cui si racconta di Lelio, del dolore provocato in lui per la morte dell'amico Scipione e di come egli fosse riuscito a superare quel momento così duro.