"A Hadley e a me piaceva sciare fin da quando l’a-vevamo fatto per la prima volta insieme in Svizzera e più tardi a Cortina d’Ampezzo nelle Dolomiti quando Bumby era già in arrivo e il dottore a Milano, le aveva dato il permesso di continuare a sciare, se io garantivo che non sarebbe caduta. Questo richiese una scelta molto accurata del terreno e delle piste e un’andatura assolutamente controllata, ma lei aveva delle belle gambe straordinariamente forti e un ottimo controllo degli sci, e non cadde mai. Non cadde più di quanto non sarebbe caduta sciando slegata su un ghiacciaio. Tutti conoscevamo bene le diverse condizioni della neve e ciascuno di noi sapeva come sciare con neve alta e farinosa".
Ernest Hemingway, Festa mobile.
"Come mi piaceva sciare, in quel periodo. Quell’inverno, capii veramente l’ebbrezza di questo sport, la meraviglia di padroneggiare un elemento come la neve, di possederlo quasi. Il maestro che avevamo era un tipo di poche parole, serio, tutto di un pezzo. Ma sulla neve era un dio. Ricordo le sue grida quando io sbagliavo un movimento, quell’urlo “peso a valle”, che non ho più dimenticato. Imparavo con facilità, ma spesso mi distraevo, perchè su di me contava anche il paesaggio esterno, il colore del cielo, la forma di un albero, o quella di una montagna. Cortina era uno scenario incomparabile".
Milena Milani.
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