Oggi in Cristo

Cosa contamina l’uomo?


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(Testo di riferimento: Matteo 15,1-20 - La Bibbia)



Cosa contamina l'uomo? Cosa conta di più davanti a Dio? È più importante lavarsi le mani prima di mangiare o onorare i propri genitori?



In questo trentacinquesimo episodio del vangelo di Matteo, Gesù smaschera l'ipocrisia di alcuni farisei e scribi , mettendo in evidenza le loro contraddizioni.



Allora vennero a Gesù da Gerusalemme dei farisei e degli scribi, e gli dissero:  «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo». (Matteo 15, 1-2)



Tutte le culture del mondo hanno le proprie tradizioni. In linea di principio non c’è nulla di male a seguire delle tradizioni.



In questo caso, ad esempio, la tradizione di lavarsi le mani prima di mangiare era tutto sommato positiva in sé.  Gesù non era certamente contrario a lavarsi le mani prima di mangiare!  Si tratta di un’azione che, per motivi di igiene e non per motivi religiosi,  molti di noi praticano regolarmente anche nella nostra cultura moderna.



Quindi che problema c'è? Il problema nasce quando qualcuno pensa che la propria tradizione, in ambito religioso, sia normativa per tutti, come se fosse qualcosa che Dio stesso ha ordinato. Anzi, la propria tradizione diventa il riferimento con cui interpretare anche la legge di Dio! Dalla risposta di Gesù comprendiamo che i farisei e gli scribi avevano proprio quel tipo di problema:



Ma egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? Dio, infatti, ha detto: "Onora tuo padre e tua madre"; e: "Chi maledice padre o madre sia punito con la morte". Voi, invece, dite: "Se uno dice a suo padre o a sua madre: 'Quello con cui potrei assisterti è dato in offerta a Dio', egli non è più obbligato a onorare suo padre o sua madre". Così avete annullato la parola di Dio a motivo della vostra tradizione. Ipocriti! Ben profetizzò Isaia di voi quando disse:  "Questo popolo mi onora con le labbra,ma il loro cuore è lontano da me.  Invano mi rendono il loro culto,insegnando dottrine che sono precetti d'uomini"». (Matteo 15,3-9)



La risposta di Gesù mette in evidenza la contraddizione dei suoi interlocutori, ma soprattutto pone una domanda a cui tutti, noi compresi, siamo chiamati a rispondere: a chi spetta  l’autorità di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato? Potevano i Farisei imporre delle norme che si affiancavano alla legge e che diventavano obbligatorie per tutti i Giudei? 



Ai tempi di Gesù i Giudei erano molto influenzati dalla tradizione farisaica che aveva stabilito delle norme che, pur non essendo parte della legge mosaica, erano di fatto considerate da tutti sullo stesso piano della legge stessa. 



Ma, come Gesù fece notare, in alcuni casi le tradizioni dei Farisei erano diventate più importanti della legge stessa! La legge stabiliva delle regole per la purità rituale ma la tradizione orale dei Farisei in alcuni casi finiva con l'avere la priorità sulla legge stessa.



Ecco perché, a partire dalla domanda dei Farisei, Gesù li chiamò "ipocriti" e allargò il discorso citando Isaia 29:13:



Il Signore ha detto: «Poiché questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra,mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini…



Gesù voleva mettere in evidenza  un concetto molto semplice:  occorre distinguere tra un comandamento di Dio e un comandamento che è solo una tradizione umana!
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana