Oggi in Cristo

Cos’è il regno dei cieli?


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(Testo di riferimento: Matteo 13,24-52 - La Bibbia)



Com'è il regno dei cieli? A cosa possiamo paragonarlo? Come si sviluppa?



In questo trentunesimo episodio della serie sul vangelo di Matteo, proseguiamo con le altre parabole del capitolo 13 in cui Gesù si occupa proprio di rispondere a queste domande.



Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò. Quando l'erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie. E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: "Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?" Egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo". I servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a coglierla?" Ma egli rispose: "No, affinché, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano. Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mietitura, dirò ai mietitori: 'Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio'"». (Matteo 13,24-30)



Come la parabola del seminatore che abbiamo visto nello scorso episodio, anche questa parabola è abbastanza semplice da capire nel suo significato letterale. Ma quanti avranno capito a cosa stava alludendo Gesù? Perché aveva detto che questa storia costituiva una similitudine per il regno dei cieli?



Abbiamo già spiegato la scorsa volta il fatto che Gesù parlava in parabole proprio per stimolare i suoi interlocutori a riflettere, a fare domande. Gli oppositori di Gesù potevano anche andarsene facendo spallucce, ma quelli che rimanevano e volevano capire qualcosa di più ricevevano risposte adeguate.



Anche in questo caso, Gesù spiegò la parabola ai discepoli che a fine giornata si avvicinarono a lui per capire meglio:



Allora Gesù, lasciate le folle, tornò a casa; e i suoi discepoli gli si avvicinarono, dicendo: «Spiegaci la parabola delle zizzanie nel campo». Egli rispose loro: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo; il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; le zizzanie sono i figli del maligno; il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell'età presente; i mietitori sono angeli. Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano con il fuoco, così avverrà alla fine dell'età presente. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono l'iniquità, e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti. Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi oda. (Matteo 13:36-43)



Questa spiegazione non era così banale come potrebbe sembrare a prima vista. Ci volevano davvero orecchi disposti ad udire, persone disposte a prestare attenzione e a mettere in discussione le proprie convinzioni. Infatti, come avevamo accennato nell'episodio precedente, fino a quel momento tutti gli Israeliti avevano atteso un regno che si sarebbe manifestato in modo dirompente con il Messia che, come primo aspetto del suo regno, avrebbe punito i malvagi e ristabilito la giustizia.



Qui invece Gesù sta facendo capire che il suo modo di instaurare il regno sarebbe stato più graduale. Il Messia, il figlio dell'uomo stava seminando e certamente c'era del seme che finiva in un terreno buono, secondo quanto aveva spiegato nella precedente parabola del seminatore, tuttavia la crescita del frutto non sarebbe avvenuta dopo aver eliminato tutti i nemici,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana