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In questa puntata, una lettera alla Montagna diventa preghiera laica, invito al rispetto e alla lentezza. È un canto per i “fuori di testa”, coloro che ancora credono nell’ospitalità come atto culturale e nel lavoro fatto con cura, anche quando nessuno guarda. Tra cime, silenzi e sentieri, riscopriamo un tempo più umano. Un tempo che non corre, ma ascolta. Un tempo che accoglie e trasforma.
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By salto.bz | Michil CostaIn questa puntata, una lettera alla Montagna diventa preghiera laica, invito al rispetto e alla lentezza. È un canto per i “fuori di testa”, coloro che ancora credono nell’ospitalità come atto culturale e nel lavoro fatto con cura, anche quando nessuno guarda. Tra cime, silenzi e sentieri, riscopriamo un tempo più umano. Un tempo che non corre, ma ascolta. Un tempo che accoglie e trasforma.
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