Abbecedario Etico - D come Diritto Internazionale
Definizione giuridica
Il Diritto Internazionale è la bussola che regola i rapporti tra Stati e protegge i diritti fondamentali degli individui, con strumenti vincolanti per prevenire crimini, guerre ingiustificate e violazioni sistematiche dei diritti civili, definendo i limiti della guerra, della sovranità, della forza.
Non è solo un insieme di norme astratte È anche ciò che viene rispettato o violato.
E la distanza tra queste due cose è oggi uno dei punti più critici del sistema globale.
Il diritto del mare
Uno degli ambiti meno visibili ma fondamentali è il diritto del mare. Nelle acque internazionali valgono regole precise: libertà di navigazione, protezione delle navi civili, divieto di attacchi arbitrari. Eppure, proprio lì si sono moltiplicate azioni che mettono in discussione questi principi: intercettazioni, sequestri, blocchi navali, azioni militari in acque internazionali che non sempre trovano una chiara giustificazione giuridica condivisa. Il mare, che dovrebbe essere spazio neutrale, da tempo è diventato spazio di forza.
Se la sovranità degli Stati diventa negoziabile
Ma le violazioni non riguardano solo il mare. Riguardano anche la sovranità degli Stati e il principio di non intervento. Negli ultimi anni diversi episodi hanno riaperto questo conflitto tra diritto e potere: azioni extraterritoriali, operazioni militari selettive, e interventi che alcuni Stati considerano "necessari per la loro sicurezza", mentre altri li leggono come violazioni dirette del diritto internazionale. I
I pericoli dall'applicazione selettiva
Il punto non è stabilire qui un tribunale politico. Il punto è riconoscere che il diritto internazionale non è automaticamente applicato. È continuamente interpretato, contestato, aggirato. In questo senso l’infelice dichiarazione del nostro Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “Il diritto internazionale è importante, ma fino a un certo punto” è un’ammissione di un'involontaria ma pericolosa onestà ideologica.
Il diritto internazionale non è solo materia per giuristi
Screditare il diritto internazionale – specialmente per uno Stato che ha giurato di rispettarlo e che ha vincoli costituzionali come l'Italia (art. 10 Cost.), equivale ad abdicare ai principi dello Stato di diritto globale per abbracciare la legge del più forte E questo produce una conseguenza decisiva: la sua credibilità dipende dalla sua coerenza. Quando viene applicato in modo selettivo perde forza. E se vale per alcuni e non per altri diventa fragile.
Per questo il diritto internazionale non è solo materia per giuristi. È anche una forma di linguaggio politico globale. Definisce cosa chiamiamo “legittimo” e cosa chiamiamo “illegittimo”. E quindi, in ultima istanza, cosa vediamo come guerra e cosa vediamo come crimine.
Cosa succede quando il diritto non riesce più a contenere il potere?
Di fronte a questo quesito sempre più impellente, il primo passo, sembrerà strano, non è la risposta, è la comprensione e la conoscenza: sapere che il diritto esiste, sapere dove viene rispettato; e sapere dove viene sospeso. Riconoscere queste fratture non è un esercizio teorico, bensì il modo in cui si capisce il mondo contemporaneo.
Questo è l’Abbecedario etico.
Chiamare le cose con il loro nome… e leggere anche ciò che il diritto non riesce più a proteggere.
D come Diritto Internazionale
La guerra contemporanea si combatte anche nel linguaggio.
Un campo di battaglia dove sopravvivere significa saper riconoscere le distorsioni, smontarle e trovare le parole giuste per nominarle.