C come Censura Definizione secondo il dizionario De Mauro:
- TS stor. in Roma antica, magistratura esercitata dai censori | durata di tale carica
- 2a. CO controllo esercitato da un’autorità civile o religiosa su pubblicazioni, spettacoli, mezzi di informazione, per adeguarli ai principi della legge, di una religione o di una dottrina morale: censura repressiva | l’ufficio dei funzionari che provvedono a tale controllo
- 2b. CO in tempo di guerra, controllo che l’autorità politica o militare esercita sulla corrispondenza per impedire lo spionaggio o la diffusione di notizie disfattiste
- 3. CO fig., biasimo, sanzione, critica severa della condotta e dell’operato altrui: incorrere nelle censure altrui
- 4. TS burocr. riprensione scritta inflitta a un impiegato per lievi mancanze
- 5a. TS dir.can. condanna di una dottrina come eretica o erronea
- 5b. TS dir.can. provvedimento punitivo, consistente nella scomunica, sospensione, interdizione e sim., inflitto a un fedele che persevera nel peccato
- 6. TS psic. nella psicoanalisi freudiana, funzione dell’apparato psichico che impedisce che contenuti inconsci inaccettabili accedano alla coscienza
- 7. TS ling. => interdizione
Perché è cruciale comprendere il termine
La censura non è solo il divieto esplicito di pubblicare o diffondere un’informazione: è soprattutto il controllo sottile delle parole, delle immagini e delle narrazioni. È l’arte di stabilire cosa può essere detto, come può essere detto e cosa invece deve sparire dal discorso pubblico. Chi controlla le parole controlla la realtà. Le parole non descrivono soltanto i fatti: li modellano, li piegano, li rendono digeribili o mostruosi a seconda di come vengono presentati. Sapere riconoscere la censura significa smascherare i meccanismi con cui siamo manipolati quotidianamente.
Perché è importante conoscerla
- Perché capire come funziona la censura vuol dire capire come viene usata la comunicazione
- Perché se il potere agisce per oscurare o travisare sotto sotto c'è da scavare per trovare la verità
- Perché il linguaggio non è neutro: evitare la parola giusta è spesso il primo modo per evitare la responsabilità.
Responsabilità pratica Conoscere il significato di censura implica interrogarsi su:
- quali informazione vogliamo;
- qualimedia finanziamo o legittimiamo;
- quali narrazioni accettiamo senza verificarle.
Come funziona
La censura non agisce più soltanto per sottrazione, ma per sostituzione: un massacro diventa “operazione di sicurezza”, un muro diventa “barriera difensiva”, la colonizzazione diventa “insediamento”. È un lavaggio semantico che ci entra nelle ossa senza che ce ne accorgiamo. Il Global Language Dictionary del “The Israel Project”
Un manuale riservato a politici, giornalisti e opinion maker, redatto da esperti di comunicazione, che insegna come parlare di Israele in modo da condizionare l’opinione pubblica occidentale. Non si tratta di opinioni, ma di tecniche precise: sostituire termini, distorcere contesti, rendere accettabile l’inaccettabile.
I social e la propaganda
Le piattaforme digitali amplificano e censurano a seconda di algoritmi che favoriscono una narrazione dominante. Palestinesi bannati, giornalisti oscurati, contenuti rimossi perché “contro le linee guida”, mentre propaganda di Stato e fake news continuano a circolare senza ostacoli.
Hasbara: cos’è e come si smaschera
Hasbara significa letteralmente “spiegazione”, ma in pratica è la macchina di propaganda israeliana: una rete organizzata che produce, diffonde e difende la narrazione ufficiale, usando migliaia di volontari e account falsi.
Smascherarla significa riconoscere pattern ricorrenti, argomenti prefabbricati e contraddizioni sistematiche.
Strategie pratiche di sabotaggio e smascheramento
Non accettare mai le parole altrui senza verificarne il contenuto. ·
Confrontare sempre le fonti ufficiali con quelle indipendenti e locali. ·
Riportare i termini al loro significato originario: genocidio, colonizzazione, apartheid non sono opinioni ma categorie giuridiche. ·
Creare contro-narrazioni semplici, chiare e radicate nei fatti. Esempi pratici ·
Dire “conflitto” invece di “occupazione” sposta la responsabilità dalle strutture di dominio alle vittime. ·
Parlare di “scontri” quando un esercito armato uccide civili disarmati. ·
Definire “atto terroristico” la resistenza, ignorando il terrorismo di Stato.
Per saperne di più
Per saperne di più
- Global Language Dictionary (The Israel Project, PDF)
- B’Tselem – Human Rights in the Occupied Territories
- Amnesty International – Israel’s Apartheid
- Who Profits – Researching the Israeli Occupation Economy
- Mondoweiss – Media analysis on Israel/Palestine
La guerra contemporanea si combatte anche nel linguaggio.
Un campo di battaglia dove sopravvivere significa saper riconoscere le distorsioni, smontarle e trovare le parole giuste per nominarle.