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Il SIGNORE fece venire un gran pesce per inghiottire Giona:
Giona rimase nel ventre del pesce tre giorni e tre notti.
Dal ventre del pesce Giona pregò il SIGNORE, il suo Dio, e disse:
«Io ho gridato al SIGNORE, dal fondo della mia angoscia,
ed egli mi ha risposto;
dalla profondità del soggiorno dei morti ho gridato
e tu hai udito la mia voce.
Tu mi hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare;
la corrente mi ha circondato,
tutte le tue onde e tutti i tuoi flutti mi hanno travolto.
Io dicevo: “Sono cacciato lontano dal tuo sguardo!
Come potrei vedere ancora il tuo tempio santo?”
Le acque mi hanno sommerso;
l’abisso mi ha inghiottito;
le alghe si sono attorcigliate alla mia testa.
Sono sprofondato fino alle radici dei monti;
la terra ha chiuso le sue sbarre su di me per sempre;
ma tu mi hai fatto risalire dalla fossa, o SIGNORE, mio Dio!
Quando la vita veniva meno in me,
io mi sono ricordato del SIGNORE
e la mia preghiera è giunta fino a te,
nel tuo tempio santo.
Quelli che onorano gli idoli vani allontanano da sé la grazia;
ma io ti offrirò sacrifici, con canti di lode;
adempirò i voti che ho fatto. La salvezza viene dal SIGNORE».
E il SIGNORE diede ordine al pesce,
e il pesce vomitò Giona sulla terraferma.
—
(Giona 1:17-2:10 – in alcune versioni Giona 2:1-11 – La Bibbia)
Serie completa pensieri sul libro di Giona
Siete mai stati disperati al punto da credere che non ci fosse più via d’uscita?
Non so in che situazione vi siate trovati, ma non sono in molti a poter raccontare un’esperienza come quella di Giona. Lui ha davvero sperimentato la disperazione di chi sta morendo con il rammarico di essere stato giudicato da Dio…
Molte persone leggono questo brano come se Giona fosse stato salvato attraverso un grosso pesce appena gettato in mare. Se leggiamo con più attenzione il brano, ci accorgiamo che Giona, quando si ritrovò dentro il pesce, espresse in preghiera il ringraziamento per essere stato salvato dalla sua terribile esperienza di annegamento, quindi il salvataggio attraverso il pesce non fu immediato!
Giona ricordò di aver gridato al SIGNORE, dal fondo della sua angoscia, mentre stava annegando. Egli si dava ormai per spacciato, infatti dichiarò di aver gridato “dalla profondità del soggiorno dei morti”. Mentre annegava era sommerso dalle acque, inghiottito dall’abisso, avviluppato dalle alghe intorno alla sua testa. Stava sprofondando sempre più giù, “fino alle radici dei monti”, e pensava di essere senza speranza, con la terra che si chiudeva su di lui per sempre.
Che esperienza terribile!