Oggi in Cristo

Dalle tenebre alla luce


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Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita. I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» Gesù rispose: «Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui. Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo».

Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, e gli disse: «Va’, làvati nella vasca di Siloe» (che significa «mandato»). Egli dunque andò, si lavò, e tornò che ci vedeva. Perciò i vicini e quelli che l’avevano visto prima, perché era mendicante, dicevano: «Non è questo colui che stava seduto a chieder l’elemosina?» Alcuni dicevano: «È lui». Altri dicevano: «No, ma gli somiglia». Egli diceva: «Sono io». Allora essi gli domandarono: «Com’è che ti sono stati aperti gli occhi?» Egli rispose: «Quell’uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: “Va’ a Siloe e làvati”. Io quindi sono andato, mi sono lavato e ho ricuperato la vista». Ed essi gli dissero: «Dov’è costui?» Egli rispose: «Non so».


(Giovanni 9:1-12 – La Bibbia)



Nelle strade di Gerusalemme non era infrequente trovare persone affette da malattie croniche che, non potendo lavorare, erano costretti a vivere di elemosina. In questo caso Gesù e i suoi discepoli si imbatterono in un uomo che aveva una malattia congenita, era cieco fin dalla nascita.
La presenza della sofferenza nel mondo solleva da sempre molti interrogativi. I discepoli di Gesù dimostrarono di essere influenzati dalla teoria popolare nel giudaismo di allora secondo cui ogni malattia sia conseguenza di un peccato personale. Alcuni erano addirittura convinti che un bimbo potesse già peccare mentre si trovava nel grembo di sua madre. Da questi pensieri derivò la loro domanda.
Chissà quanti discorsi del genere aveva sentito quel cieco nella sua vita… Purtroppo questo genere di pensieri non fa altro che inasprire ancora di più la vita di chi si trova a convivere con la disabilità e mostrano quanto gli uomini siano arroganti pensando di avere dei meriti davanti a Dio, invece di essere riconoscenti per la loro buona salute.
La risposta di Gesù tolse però ogni dubbio in proposito: non era colpa sua né dei suoi genitori.
Gesù sapeva bene che la sofferenza e la morte sono in effetti nel mondo a causa del peccato, ma ciò non significa che siano sempre la diretta conseguenza del peccato del singolo. Piuttosto la presenza della sofferenza faceva emergere il bisogno di redenzione dell’uomo e Gesù era venuto proprio per soddisfare quel bisogno. Per Gesù era quindi ancora una volta un’opportunità per dimostrare la sua potenza,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana